5 trend con cui è cambiata la pizza nel 2020 (e cosa aspettarsi per il 2021)

15 Gennaio 2021

Il 2021 non ci ha portato il regalo più atteso: poter tornare a mangiare fuori. Ci tocca ancora l’asporto o il delivery. Ci tocca ancora aspettare. Ma anche stando in casa, gli amanti della pizza ne hanno condizionato un’evoluzione. Il 17 gennaio è la Giornata mondiale della pizza: ecco tutti i nuovi trend dedicati a uno dei piatti più amati al mondo.

  1. Attenzione agli ingredienti. Dal revival dell’albicocca Crisommola a opera di Franco Pepe ne sono passate di pizze dentro i forni. Eppure quell’atto rivoluzionario – portare un frutto dimenticato su una pizza – ha puntato i riflettori su tantissimi artigiani della pizza intenti a selezionare ingredienti di qualità. I marchi DOP e IGP sono tra le coordinate della ricerca, ma una grande mano è offerta anche da Slow Food e i suoi Presidi, molto amati da addetti ai lavori e consumatori. Come sottolineano gli esperti di Deliveristo, che ha condotto un’indagine proprio sui nuovi trend legati alla pizza, passando molto più tempo in casa, abbiamo iniziato a fare più attenzione a ciò che si mangia. La qualità e la provenienza delle materie prima è sempre più importante. 
  2. Pizza a portafoglio. Quattro passi fuori casa ogni tanto sono necessari. Per non rinunciare al piacere di mangiare fuori (letteralmente), c’è chi ha rivalutato la versione portatile della pizza, quella a portafoglio. Vera e propria icona dello street food di Napoli, c’è chi come la pizzeria torinese Uagliò ha deciso di proporne versioni dolce e salate, tutte da mangiare camminando.
  3. Delivery. Come avremmo potuto sopravvivere al 2020 senza il food delivery? Nessuno lo sa, anche perché per fortuna quasi tutti i ristoratori d’Italia hanno studiato una soluzione per poter rimanere nei cuori (e negli stomaci) dei proprio clienti. La pizza si è confermata la regina del delivery, piazzandosi al primo posto nella classifica delle cucine più ordinate secondo l’osservatorio di Just Eat. Proprio come per le degustazioni online, molte pizzerie si sono attrezzate con box e soluzioni innovative. Si va da quelle che propongono la formula fai da te fornendo gli ingredienti per assemblare la pizza direttamente a casa, a quelle che garantiscono che la pizza sia consegnata sempre calda e fragrante. C’è chi ha messo persino a punto un forno professionale che mantiene la temperatura del cibo a 85 °C costanti. Si chiama Hotbox e si prende cura delle pizze in consegna su un motorino (almeno per chi abita a Milano, per il momento).
  4. Pizze gourmet. Margherita, Marinara, Quattro Stagioni: chi l’ha detto che dobbiamo rassegnarci solo agli imperituri cavalli di battaglia? O, peggio, ripiegare su pizze fantasiose ma dubbie come quella all’ananas? La pizza piace anche agli chef e per questo abbondano sul mercato le versioni gourmet di questo piatto. Anche Andrea Provenzani, chef del ristorante Il Liberty di Milano, ha inserito la pizza nel suo menu: una contaminazione tra alta cucina e arte pizzaiola che non può che far felici gli amanti della buona tavola. E non è l’unico: il tre stelle Michelin Da Vittorio aveva dedicato parte del suo splendido locale in provincia di Bergamo proprio alla pizza.
  5. L’impasto. Idee, ingredienti, ma anche e soprattutto impasto. La qualità della pizza si decide soprattutto nella percezione che il consumatore ha del morso. Oltre all’attenzione nella scelta di farine ricercate e alternative – come quella di farro, di kamut o alla curcuma – anche il processo di lievitazione è diventato importante, spingendo i pizzaioli a cercare altre vie oltre al classico napoletano o all’alternativa, più piatta, romana.