Tradotto per voi: La pandemia ha accelerato il mercato degli chef personali

25 Gennaio 2021

L’articolo originale “Pandemic accelerated an already booming market for personal chefs” di Amelia Lucas compare su CNBC. Lucas esplora il nuovo trend degli chef personali, fortemente in crescita soprattutto negli USA: l’abbiamo tradotto per voi.

Il settore degli chef personali è in forte crescita perché durante la pandemia molti clienti preferiscono mangiare a casa propria e non al ristorante. il covid ha fatto venire a galla l'attività degli chef personali Si prevede che il virus finirà per provocare, alla sola industria della ristorazione statunitense, una perdita di 240 miliardi di dollari – stando alle stime della National Restaurant Association. I vari lockdown hanno costretto tanti americani a restarsene a mangiare a casa, sia cibo d’asporto che cucinando, e in alcuni casi mangiando quello che viene preparato dal proprio chef personale. “Purtroppo è stato grazie al Covid-19 che la nostra attività è venuta a galla, e ora si iniziano a vedere tante persone alla ricerca di chef personali e cene a casa propria, come alternativa alla classica visita al ristorante“, dice Brian Driscoll, cofondatore della Driscoll Cuisine & Cocktail Concepts, una azienda di chef personali di Glendale, in Arizona.

La United States Personal Chef Association stima che in America siano al momento impiegati dai 5.000 ai 6.000 chef personali. A differenza degli chef privati, che sono dipendenti della casa presso la quale lavorano, gli chef personali sono impiegati in proprio. Stando a quanto afferma Angela Prather, membro e responsabile della partnership del gruppo di lavoro, l’industria degli chef personali è nata decenni fa grazie alla crescente richiesta di outsourcing della preparazione dei pasti. In seguito anche le occasioni speciali sono diventate parte dell’offerta, e tanti – tra cui la Driscoll Cuisine – hanno scelto di concentrare i propri sforzi per attrarre proprio quel tipo di clientela.

La pandemia è entrata in scena proprio mentre questo settore stava già attraversando una fase di boom, e non ha fatto altro che accelerare il trend. parte dei clienti non si è trovata a proprio aglio al ristorante Quando in tutta la nazione i ristoranti hanno iniziato a riaprire all’interno e all’esterno, parte dei clienti non si è trovata a proprio agio, specie quella che soffriva già di problemi di salute. Chi va al ristorante magari si fida di chi siederà al proprio tavolo, ma non può farlo allo stesso modo di quanti occupano i tavoli vicini. Il Center for Disease Control and Prevention ha sottolineato il maggior rischio di contrarre il Covid-19 durante una cena fuori casa, anche se la National Restaurant Association ha avuto da ridire su questo punto.

Inoltre, oggi giorno l’esperienza di andare al ristorante è molto diversa rispetto a quella dell’anno scorso. andare al ristorante in pandemia è diventata un'esperienza diversa I menu sono stati ristretti, il personale di sala indossa le mascherine e in alcune zone i tavoli con più di 6 persone non sono permessi. Per i clienti che vogliono festeggiare compleanni e anniversari, un pasto preparato da uno chef personale può essere un bel modo di compensare la delusione di non poter celebrare come si è sempre fatto. Ad esempio gli sposi che sono stati costretti a sposarsi su Zoom e che hanno dovuto annullare i banchetti nuziali, hanno deciso di festeggiare con i soli familiari più intimi con un pasto preparato da uno chef personale. “Al momento abbiamo tantissime richieste perché in molti non sono riusciti a festeggiare pasque, lauree, diplomi e feste della mamma”, ci dice Monique Hayward, fondatrice della Driscoll Cuisine.

Però non tutti gli chef personali hanno visto un simile aumento delle richieste. La chef Katie Simmons gestisce da 8 anni la sua azienda a Chicago, ed è specializzata nell’assistenza alle famiglie che lavorano tanto e alle persone con particolari necessità dietetiche. E all’inizio della pandemia il suo volume di affari si è dimezzato. “Le persone stanno più attente al proprio budget, passano più tempo a casa e si sentono più ispirate a cucinare”. Ma negli ultimi mesi le richieste hanno ripreso a crescere, specie da parte dei clienti che vogliono mangiare con un occhio di riguardo alla propria salute. La Simmons dice che ha notato un ritorno di fiamma delle feste casalinghe, e che ha dovuto dire di no a molte richieste perché lei stessa vive con una persona che appartiene a una categoria a rischio complicazioni.

La pandemia ha anche innescato una crisi economica. A settembre negli Stati Uniti la disoccupazione ha toccato il 7.9% e il PIL, da aprile a giugno, è sceso del 31.4%. tanti ristoranti chiudono, tanti chef rimangono senza lavoro Per tanti clienti questo ha significato dover togliere lo chef personale dalle spese che ci si possono permettere. Hayward dice che uno chef personale costa quanto un pasto al ristorante. Una cena a cinque portate con vini abbinati creata da uno degli chef che lavorano per lei costa circa 250 dollari a persona, tutto incluso. “Chi è disposto a spendere una cifra simile per un’esperienza del genere è già a prova di recessione”, continua la Hayward. “Le persone nel nostro target di riferimento non sono preoccupate dei costi in sé. È la pandemia a spaventarle”. Gli chef personali che stanno godendo di un momento florido si ritroveranno presto a doversela vedere con più competizione. I ristoranti che continuano a chiudere significano un aumento di chef disoccupati. Il Bureau of Labor Statistics stima che lo scorso anno negli Stati Uniti erano impiegati 128.190 tra chef e capi partita, e che l’impiego nel settore sia sceso di circa 2,3 milioni di unità negli ultimi mesi.

Traduzione a cura di Paola Porciello.