Sicilia: i vini da provare nel 2021 (prima parte)

26 Gennaio 2021

Negli anni Ottanta le grandi famiglie del vino siciliano (Tasca d’Almerita, Planeta e Rallo) diedero vita a quel processo che fu definito rinascimento enologico, grazie al quale oggi la regione può essere annoverata, a buon diritto, tra le migliori aree vinicole del mondo. Nel corso del tempo, accanto ai nomi blasonati si sono affiancati tanti giovani vigneron, le etichette siciliane da provare da gennaio a giugno 2021 tra cui moltissime donne, impegnati nel recupero e nella valorizzazione delle varietà autoctone (non solo Nero d’Avola) e sempre più attenti alla sostenibilità ambientale, sia in vigna che in cantina. C’è chi, per la vastità e la complessità dei terroir dell’Isola, ha definito la Sicilia come un continente: la viticoltura di mare praticata in prossimità della costa, quella di montagna nell’entroterra e alle pendici dell’Etna, e poi la viticoltura eroica delle Eolie, di Pantelleria e di Ustica. Tante espressioni differenti in una sola regione. Abbiamo selezionato 6 etichette siciliane da provare nel 2021, a partire da adesso e fino all’inizio dell’estate:

  1. GENNAIO: Qubba – Monteleone. Sono la coppia d’oro del vino siciliano: lei è Giulia Monteleone, giovane e tenace imprenditrice palermitana innamorata dell’Etna, lui invece è Benedetto Alessandro, uno dei più stimati e talentuosi enologi dell’Isola, consulente per diverse cantine tra cui quella di famiglia a Camporeale. Nel 2017 danno vita a un progetto di vita e di vino con l’acquisizione di due ettari di vigna vecchia nel comune di Castiglione di Sicilia (Catania), a pochi passi dal fiume Alcantara. In soli due anni arrivano numerosi riconoscimenti dalla più autorevole stampa di settore nazionale (l’ambito Tre Bicchieri del Gambero Rosso) e internazionale (una delle “cantine da tenere d’occhio” secondo la rivista americana Forbes). Ad oggi l’azienda produce cinque etichette: il top wine si chiama Qubba ed è un Etna Rosso Doc da uve di Nerello Mascalese, storica varietà del vulcano, raccolte manualmente nelle prime ore del mattino e subito conferite in cantina in piccole cassette da 10 kg. L’annata 2018 è una produzione limitata di sole 1800 bottiglie. Prezzo al pubblico: 45 €. 
  2. FEBBRAIO: Perricone del Core – Feudo Montoni. Uno dei migliori esempi di Perricone che conosco”: a scrivere queste parole è la Master of Wine Susan Hulme nella guida appena pubblicata da Decanter – la bibbia inglese del vino – dedicata alle novità più interessanti dei produttori del Sud Italia. Senza l’intuizione di alcuni vignaioli illuminati, il Perricone sarebbe andato estinto. Tra questi Elio Sireci, tanto innamorato di questo vitigno da definirlo “il vero Re di Sicilia” come racconta il figlio Fabio, oggi alla guida della cantina Feudo Montoni a Cammarata (Agrigento), anche lui impegnato come il padre nel recupero e nella valorizzazione di questa varietà autoctona. Le uve sono coltivate in un vigneto che i contadini del posto chiamano “Core” (cuore in siciliano) perché visto dall’alto ha la forma di un grande cuore. Un grande vino rosso, morbido e rotondo al palato, caratterizzato dai tannini eleganti, proposto a un prezzo più che onesto. Prezzo al pubblico: 14 €.
  3. MARZO E APRILE: Njasàr e Rosè – Riofavara. L’azienda vitivinicola di Massimo Padova (eletto nel 2019 presidente dell’associazione Strada del vino e dei sapori Val di Noto) si trova nel triangolo d’oro del barocco siciliano, nel versante sud-orientale dell’Isola. In queste terre dai suoli sabbiosi e calcarei il Nero d’Avola, vitigno principe dell’enologia regionale, trova una delle sue massime espressioni. Riofavara è una piccola e virtuosa realtà di 16 ettari di vigna coltivati in due appezzamenti dislocati nelle contrade più vocate del territorio di Ispica (Ragusa). Oltre alle visite guidate in cantina anche tre originali suite pensate per i wine lover. Oggi, ad affiancare Massimo nella gestione della cantina c’è la figlia maggiore Clementina, a cui si deve il lancio di una nuova linea produttiva composta da due etichette: Nsajàr e Rosè, rispettivamente un blend di uve autoctone a bacca bianca e un rosato da Nero d’Avola. Prezzo al pubblico: Njasàr 31,50 € – Rosè 11,50 €.   
  4. MAGGIO: Cecile – Cantina Marilina. La novità di Cantina Marilina vuole raccontare il futuro dell’azienda ed è per questo che l’enologo Angelo Paternò – proprietario insieme alla figlia Marilina – ha voluto dare al vino lo stesso nome della prima nipotina. Cecile è un originale orange wine – prodotto raro in Sicilia – ottenuto dalle uve vendemmiate a mano di Moscato Bianco, varietà autoctona del Val di Noto, e si connota per grande struttura, colori ambrati e profumi immediati e inattesi. L’etichetta è disegnata dall’illustratrice Rosa Cerruto e ritrae il viso di una bambina felice (la piccola Cecilia) che sbuca tra i grappoli. Cantina Marilina nasce nel 2001 e, fin da subito, ha incentrato la propria filosofia produttiva sul rispetto e l’assecondamento delle fasi naturali della vigna, dunque macerazioni lunghe, filtrazioni minime e nessuna chiarificazione. Grande attenzione anche alla sostenibilità ambientale: sono utilizzate bottiglie in vetro riciclabile, etichette in carta riciclata e tappi in sughero naturale. Prezzo al pubblico: 70 €.
  5. GIUGNO: Zhabib – Hibiscus. Gli aromi fruttati dello Zhabib sono quelli tipici delle uve Moscato, varietà che in Sicilia prende il nome di Zibibbo. Questo vino passito – prodotto in sole 1300 bottiglie all’anno – è una vera chicca nel panorama enologico siciliano, così come le altre etichette dell’azienda agricola Hibiscus, unica realtà vinicola presente a Ustica, la piccola isola di origine vulcanica circondata dal Mar Tirreno e antistante la costa palermitana. A rendere speciale lo Zhabib di Margherita Longo – tra i promotori del riconoscimento Slow Food della lenticchia di Ustica – sono diverse componenti: innanzitutto i fertili terreni lavici dove crescono i filari, poi l’effetto benefico dato dalla vicinanza del mare per il microclima della vigna, e infine l’appassimento al sole e al vento dei grappoli disposti sui graticci all’aperto. Al palato sono evidenti le piacevoli sensazioni di mandorle, fichi secchi e miele, per un vino che già al primo sorso scalda il cuore e ricorda la dolce estate siciliana. Prezzo al pubblico: 35 €.
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