Home Mangiare Street Food Bar Nasce il bar solo per persone tristi: Negative Cafè

Nasce il bar solo per persone tristi: Negative Cafè

di Marta Manzo

A Tokyo ha aperto un locale solo per persone pessimiste: si chiama Negative Cafè e per entrare bisogna seguire alcune insolite regole.

Solo persone negative“, c’è scritto questo sul cartello all’ingresso del Negative Cafè e bar Mori Ouchi, nel quartiere Shimokitazawa a Tokyo. un luogo accogliente e dal gusto rustico dove non c'è bisogno di socializzare È uno dei quartieri preferiti degli studenti universitari, ideale per la sua socialità, ed è lo stesso posto in cui il proprietario del locale ha deciso di mettere a disposizione uno spazio anche per le persone decisamente pessimiste. In questo caffè giapponese si offre comfort e ospitalità a chi non ha voglia di divertirsi e ridere, ma solo di passare del tempo a crogiolarsi ed elaborare il proprio malumore. Sebbene da un luogo simile ci si aspetti cupezza e un qualche approccio goth, in realtà il bar è molto riposante.

Mori Ouchi, infatti, significa casa della foresta ed è in questo stile che il locale è stato pensato: a tema boschivo, con tocchi rustici, molte piante, persino qualche acquario. La differenza la fa il fatto che non c’è alcun bisogno di socializzare, visto che i tavoli sono racchiusi in caratteristiche cabine di legno. Ed è quindi un luogo in cui trascorrere del tempo negativo, senza sentirsi giudicati.

La gente dice sempre che essere positivi è buono ed essere negativi è sbagliato – ha spiegato il proprietario – ma non penso che essere di mentalità negativa sia una cosa così brutta. Penso che molte persone negative tendano a essere riservate nel loro atteggiamento, che è una forma di gentilezza, e ho pensato che sarebbe stato bello che ci fosse un posto rilassante per loro“. Per entrare nel Negative cafè bisogna però rispettare alcune regole. Prima di tutto solo le donne sono ammesse non accompagnate, mentre gli uomini non sono ammessi a meno che non ci sia una donna nel gruppo. Poi, una volta dentro, nonostante sia consentito portarsi del cibo da casa, bisogna consumare almeno un drink.

A scelta, sulla carta del menu, i cocktail hanno nomi improbabili e lunghi, come, per esempio “Al mio compleanno mia madre mi ha mandato un melone dalla campagna, e non ho avuto il cuore di dirle che non mi piace molto il melone” oppure “Ieri ho seppellito la bambola Kokeshi maledetta nel profondo della foresta di montagna, ma quando mi sono svegliato questa mattina era di nuovo sul mio scaffale“.

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