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Alfonsino, il delivery che vuole arrivare in tutte le piccole città

di Marta Manzo

Le grandi piattaforme di delivery spesso non arrivano nei piccoli centri: Alfonsino Delivery è una start-up giovane che vuole risolvere la situazione.

Una crescita esponenziale, con risultati ben più alti delle aspettative: oltre 300mila consegne, per 9 milioni di euro di piatti consegnati nel 2020, e un +265% rispetto all’anno precedente. È la fotografia di Alfonsino Delivery, startup del settore food dal nome molto familiare nata a Caserta nel 2016. A pensarla 3 ragazzi – Carmine Iodice, Domenico Pascarella, Armando Cipriani – con l’idea di colmare quel vuoto nel settore delivery che affligge spesso le piccole città, a partire proprio dalla città campana.

Ormai noto come il food delivery made in Italy dei piccoli centri – lavora infatti su realtà dai 50mila ai 250mila abitanti – Alfonsino Delivery negli anni si è espanso sempre in più comuni e punta sempre più in alto. I dati diffusi dall’Osservatorio e-commerce B2c del Politecnico di Milano e di Netcomm parlano chiaro: nel 2019 il food delivery è stato il primo comparto del mercato online, con un fatturato di 556 milioni di euro. E a cavalcare l’onda del trend positivo, tra i primi posti, c’è proprio Alfonsino, che ha registrato una crescita di fatturato pari a +130%, con un annesso, enorme, incremento dei lavoratori: +190%.

L’ordine facile

A circa 5 anni dalla sua nascita il food delivery ha ulteriormente allargato la sua rete, arrivando a servire oltre 300 comuni in 8 regioni, con 250mila clienti attivi sulla piattaforma. E ha chiuso ben oltre le aspettative due campagne di equity crowdfunding, per sostenere la compagnia. Esattamente come la concorrenza, ma arrivando laddove questa non è arrivata, Alfonsino Delivery permette di ordinare da ristoranti, trattorie, sushi bar, pizzerie dei piccoli centri sia via chat utilizzando Facebook Messenger, sia tramite app, disponibile per iOs e Android. E su quest’ultima consente anche di tracciare in tempo reale il rider, dalla presa in carico all’assistenza post consegna.

Il fattore umano: rider e ristoratori

Quali le carte vincenti? Il cliente al centro, la qualità e affidabilità del servizio, ma anche sostenibilità e innovazione. Senza dimenticare, importantissima, l’assunzione regolare dei rider, che sono ormai 800, oltre al coinvolgimento diretto dei ristoratori, circa un migliaio. E qualcosa che si è creato, ma che non si vede: un grande legame umano tra chi consegna e chi ordina e riceve il cibo a domicilio.  Sempre più in crescita, ad Alfonsino Delivery non resta che puntare ancora più in alto: il prossimo obiettivo è infatti raggiungere i 1500 ristoranti nei prossimi 10 mesi e arrivare ad assumere 3mila rider entro il 2022.