Top 3 dei migliori piatti di Linfa, nuovo stellato di San Gimignano

8 Febbraio 2021

Bisogna sempre seguire le impronte e arrivare dove finiscono, perché spesso conducono a una meta speciale. Linfa (piazza Sant’Agostino 19/a) ha conquistato la sua prima stella Michelin: San Gimignano si prepara ad affrontare il futuro e Lorenzo Di Paolantonio e lo chef Vincenzo Martella vogliono sentirsi vivi e motivati e far capire a tutti il loro progetto. Linfa comincia dentro di te: è una teoria che hanno messo insieme l’estate scorsa dopo una partenza diversa e un anno particolare, il 2020, dove hanno dovuto rimboccarsi le maniche e affrontare le giornate al momento.

I segnali di futuro della cucina del Linfa vengono dalle mani e dalla mente di Vincenzo Martella, che ha scelto di vivere e lavorare in Toscana da tanti anni. un menu e un abbinamento vini ricco di fascino, che gioca tra il selvaggio e il sofisticato Dopo i suoi importanti trascorsi nelle cucine di Firenze e Volterra, è stato chiamato dal patron del Cum Quibus a dirigere la brigata del Linfa, dove si è imposto con una inquieta normalità, piatti ad hoc, territorio e un briciolo di Torchiarolo, la sua terra natia. Una cucina mai banale, dove viene da pensare che sotto questa cura per i dettagli, ci sia tanta voglia di ascoltare la voce dei produttori di sapori, il cuore e la fantasia. Il desiderio di Lorenzo Di Paolantonio è quello di onorare il territorio nella sua meraviglia, contribuire al suo progresso, e far conoscere vini con un’anima forte. Il destino guida Vincenzo Martella, in uno degli indirizzi più interessanti del panorama nazionale, dove si impara a interpretare la realtà degli ingredienti e a quello che potrebbe piacere un domani. Per lavorare bene insieme, Lorenzo e Vincenzo hanno aggregato le loro competenze in fatto di enogastronomia, e ne è uscito un menu e un abbinamento vini ricco di fascino, che gioca tra il selvaggio e il sofisticato. E in tutta questa performance di sentimenti culinari, ecco quali sono secondo noi i piatti migliori di Linfa.

  1. Tartare di Pecora, Ostriche, Salsa Bernese: qui abbiamo bisogno di concentrazione e di tempo, per mettere insieme il tutto. Già sulla carta questo piatto si fa scegliere all’istante, incuriosisce. Una tartare è nata per dare emozioni fin dall’inizio del pasto, è un’avventura a mille, che risveglia i sensi e non si dimentica.
  2. Dentice con crema di cavolfiore e vaniglia: un piatto a metà tra il vintage e il futuro, fatto con ingredienti senza tempo, profumi che si ricordano e piccoli dettagli preziosi.
  3. Tortello ripieno di Cardo, Rafano e Limone: i sapori si traducono in un riuscito mix di sorpresa e di ricerca. Una felice intuizione, che emoziona e vorresti non finisse più.

Fuori classifica: l’arte fisica e gastronomica, che riesce a catalizzare la vista e il gusto.

Alle pareti del ristorante stellato potrete ammirare l’esposizione dell’artista cubano José Yaque, in collaborazione con una delle massime sostenitrici dell’arte contemporanea a livello mondiale, la Galleria Continua di San Gimignano. Le opere sono finestre aperte su un paesaggio, dove i colori sono stesi sulla tela esclusivamente con le mani, dove i cromatismi si fondono creando linee discontinue.

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