Cosa mangiano i climatariani?

15 Febbraio 2021

Correva l’anno 2015. Nell’elenco delle nuove parole, il New York Times decise di inserire anche climatarian, dando così il via alla diffusione di questo termine. Un termine che, da qualche tempo, si sente pronunciare anche in Italia. Sempre più spesso. Non c’è una vera e propria traduzione, per cui ci si limita ad aggiungere una vocale: climatariano. Ovvero, colui che tramite la propria alimentazione contribuisce alla lotta contro il cambiamento climatico e cerca di ridurre l’impatto ambientale.

Le scelte dei climatariani

Molti esperti ne sono convinti: nell’arco di questo 2021 aumenterà notevolmente, e in tutto il mondo, il numero dei climatariani. Ma passando dalla teoria alla pratica, quali sono le loro scelte, alimentari e non? Come portano avanti la loro battaglia? Innanzitutto, partendo anche dal presupposto che elevate percentuali delle emissioni globali di CO2 sono riconducibili agli allevamenti dei bovini, eliminano dalla dieta la carne rossa e si concedono contenute quantità di carne bianca.

In secondo luogo, dicono no allo spreco alimentare acquistando, di volta in volta, soltanto i cibi che di certo consumeranno nell’arco di brevi archi temporali. Insomma, evitano anche le grandi scorte, fatta eccezione per quelle a lunga scadenza. Inoltre sanno conservare correttamente ogni singolo ingrediente, al fine di prolungarne la durata e la freschezza, e trovano infiniti modi per riutilizzare gli avanzi, cominciando dalla buccia della frutta. Al limite, i rifiuti organici diventano compost fai da te.

E ancora, prediligono i prodotti a km zero, biologici, e cercano di evitare le confezioni in plastica. La raccolta differenziata, lo si può dedurre con facilità, per loro è irrinunciabile e su questo sono estremamente meticolosi. Conoscono l’importanza della condotta in questione.

Cosa c’è sulle loro tavole

La dieta dei climatariani è principalmente vegetariana, però va anche oltre. Consumano in grandi quantità verdura, frutta, legumi, cereali; una o due volte alla settimana mangiano carne bianca mentre non si pongono limiti per quanto riguarda il pesce, a patto che sia sostenibile. Semaforo verde anche per alimenti di derivazione animale come le uova e i formaggi, ma anche in questi casi ci sono delle condizioni da rispettare. L’origine, cioè, deve sempre essere un allevamento in cui gli animali vivano all’aperto, senza sofferenze di alcun tipo, e siano nutriti in modo del tutto naturale. Di contro, i climatariani evitano gli insaccati e gli ingredienti lavorati a livello industriale, zucchero raffinato compreso.