Cos’è una Razione K e cosa contiene?

28 Febbraio 2021

Razione K: ne avete mai sentito parlare? Non è altro che un sistema di alimentazione studiato appositamente per l’esercito, un pasto militare giornaliero introdotto negli Stati Uniti d’America nel 1942 nel corso della seconda guerra mondiale. La prima cosa che viene in mente quando si sente parlare di razione K è: perché si chiama così? Il motivo è molto semplice, la K è foneticamente ben distinta dalle lettere che identificavano altri tipi di razione del periodo: razione A, razione B, razione D, razione J, ecc. Ci sono tuttavia  alcune dicerie che sostengono che la lettera K derivi dal cognome del fisiologo Keys ma, appunto, sono solo dicerie.

Com’è nata

Questo tipo di alimentazione si è resa necessaria durante i brevi ma devastanti combattimenti della Seconda Guerra Mondiale, in cui i soldati necessitavano di una buona alimentazione ma anche leggera e facile da trasportare. Infatti nel 1941 il fisiologo statunitense Ancel Keys fu incaricato dal Dipartimento della guerra degli Stati Uniti di studiare un nuovo tipo di razione individuale, non deperibile e pronta per il consumo, che potesse essere trasportata con facilità nelle tasche dei soldati durante le operazioni di guerra e ovviamente in grado di soddisfare l’apporto nutrizionale di uomini impegnati in battaglia. Keys cercò questi cibi nella grande distribuzione, facendo ricerca soprattutto tra i cibi in scatola di svariati supermercati, per reperire cibo economico ma che al tempo stesso fosse capace di fornire l’energia necessaria a sostenere il fisico di un soldato impegnato anche in condizioni di combattimento particolarmente stressanti.

Ma cosa ha selezionato Keys nel 1941 da inserire nella sua razione? Selezionò gallette, insaccati di suino, caramelle, barrette di cioccolata, riuscendo a comporre una razione di circa 870 grammi, in grado di fornire 3.200 calorie. Il primo test è stato effettuato su un gruppo di sei militari, portando ad ottimi risultati in termini di apporto nutritivo, meno soddisfacente invece a livello qualitativo, i militari la definirono infatti soltanto meglio di nulla.

Dopo alcune ricerche su prototipi si decise di optare per un’unica confezione fondata sui tre moduli classici: colazione, pranzo e cena, la quale fu poi adottata come standard. La prima produzione fu utilizzata nel maggio 1942, quando fu fornita, su base sperimentale, alle truppe di paracadutisti; i primi rapporti furono incoraggianti, anche se i test non sono stati poi così attendibili, perché effettuati in condizioni non realmente estreme. Ma ormai, già dal 1943, si era deciso per utilizzare la razione K anche in climi estremi, come jungla e montagna, ed anche se la razione K era stata specificatamente progettata come razione di emergenza da usarsi per periodi non superiori ai 15 giorni consecutivi, fu poi stata utilizzata durante tutto il conflitto.

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale sono stati effettuati una serie di studi più specifici e mirati, che hanno lasciato emergere le criticità della razione K, la quale è stata ritenuta inadeguata per contenuto calorico e vitaminico, oltre ad essere monotona e poco gradita ai soldati vista la scarsità di menù a disposizione e la somiglianza tra i tre moduli che la componevano. Ovviamente negli anni la razione k è stata perfezionata e viene utilizzata ancora oggi in diversi eserciti, tra i quali quello italiano (che la usa dal 1952), la cui razione K spicca per la migliore qualità rispetto a razioni prodotte per altri eserciti.

Cosa contiene

Ma cosa contiene la razione K? Come già detto sopra la razione prevede i tre moduli di colazione, pranzo e cena, nella colazione sono contenuti caffè solubile, biscotti e latte condensato (per evidenti problemi di conservazione), nel pranzo e nella cena è possibile trovare le classiche pietanze, come per esempio tortellini al ragù, wurstel, pasta e fagioli. Oltre alle pietanze poi, nella razione K, ancora oggi si trovano pastiglie per disinfettare l’acqua, fibra da assumere in pillole, un supporto per cuocere, tavolette combustibili, fiammiferi, sali minerali in polvere e una confezione monouso per l’igiene dentale. Ovviamente, date le necessità di conservazione, è poco presente la verdura, mentre la frutta viene proposta in diverse varianti, secca o in barrette, sottovuoto o sciroppata.