Home Bevande Per i vostri aperitivi: i 16 migliori bitter tra cui scegliere

Per i vostri aperitivi: i 16 migliori bitter tra cui scegliere

di Raffaella Galamini

I bitter italiani fanno parte dell’eccellenza della mixology, soprattutto nel periodo attuale: ecco i 16 migliori da scegliere per il vostro mobile bar.

Lo dice il nome stesso: è amaro, ma rende l’ora dell’aperitivo più dolce. Il bitter è protagonista da tempo al bancone: si può bere liscio o usare per preparare un cocktail. Nasce in Italia, come medicina, ma nella seconda metà del XIX secolo diventa di gran moda come aperitivo, termine derivante dal latino che significa “che apre le vie per l’eliminazione”. Proprio nella sua funzione di apri-pasto si differenzia dall’amaro vero e proprio, preferito per favorire la digestione e dalla gradazione alcolica decisamente più alta.

Da Venezia al resto d’Italia e del mondo

Se c’è una città che è legata al bitter è di sicuro Venezia. la disponibilità di erbe e spezie di terre lontane diedero origine ai primi bitter, in forma di medicamenti La città lagunare, centro dei commerci dell’Oriente, era un punto di snodo importante. L’ampia disponibilità di spezie ed erbe che arrivavano da terre lontane e le conoscenze del tempo in materia di erboristeria, diedero origine alle prime teriache moderne, cioè i primi potentissimi farmaci. Erano una sorta di medicamento portentoso: usate per combattere l’insonnia e per alleviare i fastidi di stomaco, si riteneva avessero proprietà terapeutiche ad ampio raggio. A decretare però il successo di questa bevanda e a regalargli una popolarità internazionale sul fronte della miscelazione fu Gaspare Campari nel 1860 quando mise a punto a Novara la formula del bitter che oggi conosciamo: un infuso in alcol e acqua a base di erbe amare, piante aromatiche, frutta, spezie e cocciniglia. Quest’ultima serviva per regalare il caratteristico colore rosso al prodotto ma oggi non è più usata.

Aperitivi bitter e bitter aromatici

Sono due le categorie di prodotto: ci sono gli aperitivi bitter e i bitter aromatici. I primi, per la gradazione abbordabile (attorno ai 25 gradi) si prestano per essere bevuti lisci, con un po’ di soda o miscelati con altri liquori per dare vita a un cocktail. Gli altri invece hanno una gradazione sui 40 gradi e si usano a piccole dosi nei drink, vedi ad esempio l’angostura. Alcuni dei bitter hanno fatto la storia e sono un autentico mito nel mondo della mixology. Vediamo alcuni dei più popolari.

  1. Il Select nasce nel 1920 a Venezia, nel sestiere di Castello. A crearlo sono i fratelli Pilla proprietari di una distilleria in laguna. Da subito il Select diventa protagonista all’ora dell’aperitivo: viene bevuto liscio, alcuni lo preferiscono con aggiunta di soda o seltz o miscelato in altri cocktail. Alla metà degli anni Sessanta comincia a diffondersi la moda dello Spritz veneziano: il Select è l’ingrediente che dà la nota decisa al cocktail a base di vino bianco e acqua frizzante, servito con un’oliva. Ancora oggi per i puristi lo Spritz è con il Select.

  2. Il Campari è uno dei simboli gloriosi del Made in Italy, è stato creato nel 1860 poco prima dell’Unità d’Italia. Il suo ideatore è Gaspare Campari, fondatore dell’omonima azienda. Oggi Campari è una delle realtà imprenditoriali più famose al mondo. La ricetta del bitter, come tutte le bevande di successo, rimane ancora segreta: il numero esatto di erbe e piante aromatiche utilizzate non si conosce. Di certo l’intenso colore rosso e l’aroma sono il marchio di fabbrica nei più celebri cocktail al mondo.

  3. Gajardo Bitter Radicale. Il migliore alleato dell’aperitivo italiano: con il Bitter Gajardo Radicale, Negroni, Americano, Milano-Torino e Spritz hanno un gusto particolare, dato dall’infusione di oltre 18 giorni di erbe, radici e spezie e dall’utilizzo della tecnica del bâtonnage per la rimescolatura. Un bitter di carattere, prodotto dall’azienda di Marco Schiavo, distillatore da cinque generazioni. Mette tutti d’accordo: clienti e bartender.

  4. Bitter Super Taurus. La distilleria della famiglia Poli, a Bassano del Grappa, non smette mai di sorprendere per quantità e qualità della sua produzione ultracentenaria. Al lungo elenco di eccellenze si aggiunge il Super Taurus, liquore creato nel 1948: si racconta che tutto il paese di Schiavon, dove ha sede la distilleria, salutò l’arrivo del camion con le prime bottiglie. Sottoposto a un restyling sia di packaging che soprattutto di ricetta, il Super Taurus è preparato con infusione naturale di scorze di agrumi e spezie dove spicca la presenza di rabarbaro e radici di genziana, fiori di sambuco e petali di rosa.

  5. Il Bitter Contratto nasce nel 1933 a Canelli, patria del primo spumante italiano. Per realizzarlo, secondo la ricetta originale, sono utilizzate 24 erbe amaricanti, spezie, semi di prima scelta: tra gli ingredienti troviamo aloe, assenzio, buccia d’arancia amara, chiodi di garofano, cardamomo, ortica, zenzero. Il colore rosso si deve all’uso di estratti vegetali di carote e barbabietole. A questo si aggiunge inoltre il brandy italiano. La lenta macerazione a freddo del prodotto lo rende un elisir ideale per l’aperitivo. Si può bere liscio o con aggiunta di soda; altrimenti è adoperato per preparare un buon drink.

  6. Altro storico bitter, la ricetta originale è del 1872. Riserva Speciale Bitter di Martini è preparato con botaniche particolari e rare (zafferano, angostura, calumba) ed è poi messo a macerare in tini di legno di rovere. Il colore rosso rubino è dato invece da coloranti naturali. Il bitter Martini spicca il volo nel Novecento conquistando una grande popolarità in accoppiata all’Aperitivo Rossi, a base di vino. Oggi brilla di luce propria.

  7. Bitter Luxardo. Festeggia 200 anni d’attività la Luxardo, storica distilleria fondata da Girolamo Luxardo nel 1821 a Zara. Dal celebre Maraschino che regalò grande popolarità all’azienda, ne è passato di tempo ma il bitter è ancora preparato secondo la ricetta originale di famiglia: infusione bilanciata di erbe amaricanti, piante aromatiche e agrumi, miscelazione per poi provvedere a filtrare e imbottigliare il prodotto. Questo bitter è ritenuto il partner ideale per l’Americano e il Negroni.

  8. Bitter Nardini. Non c’è distilleria storica in Italia che non si sia cimentata con il bitter. La Nardini che produceva grappa già nel 1779 non sfugge al confronto con tante altre celebri etichette. Il Bitter di casa Nardini si distingue per le peculiari note vegetali: è a base di arancio, assenzio romano e radice di genziana. Si fa onore nello Spritz veneziano, ma rende il meglio con Negroni e Americano.

  9. Bitter Artigianale – 1920. In piena epoca Liberty la distilleria Rossi d’Angera ebbe una felice intuizione e creò, tra i liquori da aperitivo, il Bitter Artigianale – 1920. Ancora oggi viene preparato come una volta con erbe selezionate e un’aggiunta di frutta e radici messe in infusione idroalcolica per 40 giorni. In questo bitter le note amaricanti servono a far risaltare le botaniche selezionate regalando freschezza al palato.

  10. Bitter Bordiga. A Cuneo e nelle valli Occitane è sinonimo stesso di genepy, liquori alpini, vermouth ed amari. La distilleria Bordiga dal 1888 produce liquori. Per i fan dell’aperitivo è un nome di riferimento con i suoi due bitter: prodotti che hanno cento anni di storia alle spalle e si distinguono per il sapore inconfondibile di agrumi piacevolmente amaro. Nel Rosso Bitter spicca la radice di Genziana Lutea, che è raccolta a mano sulle Alpi, dove cresce spontanea. Verde Bitter, un’autentica esclusiva, è l’antico Amaricante Verde: spiccano le erbacee e floreali. Il resto lo fa il colore inconfondibile.

  11. Il Bitter del Ciclista come metafora della vita: così la storica azienda Casoni, fondata nel 1814 a Finale Emilia, spiega la scelta di questo nome per un prodotto che si sposa alla perfezione con il gin e il vermouth dell’azienda. Il ciclista affronta la salita fino alla vetta in un’alternanza di amaro e dolcezza. Nella vita come nel bicchiere. Un’alternativa premium al più classico bitter 1814, sempre della Casoni.

  12. Amadivo Il Bitter Vino è una mosca bianca nel settore della miscelazione. Si tratta dell’unico bitter vino italiano oggi in commercio. Un vino aromatizzato come il vermouth a base di artemisia, mentre qui l’essenza di riferimento è la radice di genziana. E proprio a un antico liquore abruzzese a base di genziana, si ispira Amadivo l’aperitivo amaro. L’incontro perfetto in miscelazione è con la soda per dare vita alla Bitter-Soda, preparazione lanciata negli anni Ottanta da un’azienda di vermouth e oggi finita nel dimenticatoio.

  13. Bitter 34. Si riconosce a colpo d’occhio per il colore unico e al primo sorso non essendo neanche particolarmente amaro. Bitter 34 nasce in Friuli nella distilleria Fred Jerbis e si ispira a una ricetta del 1946. Note amare si sposano con quelle agrumate e dolci: un perfetto equilibrio dato dalla ricca selezione di botaniche.

  14. Bitter Bèrto. La storica distilleria Quaglia, attiva dal 1890 a Castelnuovo Don Bosco tra Torino e il Monferrato ha dedicato una delle sue linee, Bèrto, alle ricette storiche che meglio si adattano alla moderna miscelazione. Nasce così il Bitter Bèrto che vede l’aggiunta, oltre a infusi di erbe aromatiche, spezie esotiche e agrumi tra cui la scorza di arance dolci e amare, anche di genziana, quassia e carlina bianca a regalare note uniche e amare.

  15. Carpano Botanic Bitter. Carpano ha scritto parecchie pagine della storia dell’aperitivo in Italia; in oltre 230 anni di attività l’azienda si è fatta conoscere per il vermouth a cui sono seguiti altri prodotti apprezzati dal pubblico. Per il bitter sono dieci le erbe aromatiche (tra le altre china, zafferano, genziana, scorze di arancia amara e arancia verde, sandalo, mirra e rabarbaro) a fare la differenza: da qui l’appellativo di Carpano Botanic Bitter.

  16. Bitter Le Sirene. Nasce sul Lago di Garda e prende ispirazione dai suoi giardini, dai suoi profumi, dai suoi colori. Il Liquore delle Sirene è un bitter tonico artigianale: è realizzato con erbe, fiori, radici e frutta. In tutto sono 23 le botaniche e troviamo anche foglie di ulivo, rosa canina, foglie di limone, fiori di acacia e di tiglio. Una produzione in piccoli lotti, senza aggiunta di coloranti e aromi artificiali. Il Bitter Le Sirene è perfetto liscio con una scorzetta di limone; nella preparazione di twist di classici aperitivi all’italiana dà il suo meglio.