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Cosa mangiano i fruttariani?

di Silvia Cutolo

Il fruttarismo è un regime alimentare molto impegnativo, il cui menu quotidiano può mettere a dura prova chi lo segue.

Il fruttarismo è l’insieme di pratiche alimentari aventi in comune il consumo esclusivo o prevalente di frutti. La versione di base del fruttarismo – del fruttarismo esistono varianti a seconda della scuola di pensiero da cui derivano tutte le altre varianti a seconda della scuola di pensiero – prevede il consumo della frutta propriamente detta, degli ortaggi a frutto e dei semi classificati tra la frutta secca. Spesso è considerata una forma estrema di veganismo, mentre in realtà il fruttarismo è una forma di archeodieta, basata sull’idea che un’alimentazione a base di frutti sia la più adatta all’apparato digerente umano, rimasto sostanzialmente immutato da quello dei primi ominidi e funzionale solo a un’alimentazione frugivora. Il fruttarismo si basa infatti sulla credenza che l’uomo, da un punto di vista biologico, sia frugivoro, ossia che la sua alimentazione naturale sia costituita da frutta. Da un punto di vista scientifico, tuttavia, è appurato che la specie umana è onnivora.

Perché si diventa fruttariani

Per i fruttariani l’uomo in origine si è nutrito esclusivamente di frutti dolci trovati sugli alberi o caduti per terra; pertanto ritengono che il nostro corpo sia fatto in modo tale da poter ingerire per la propria sussistenza solo questi alimenti. Spesso chi approccia a questo regime alimentare lo fa però anche per motivazioni etiche basate sul fatto che le piante, in quanto esseri viventi come gli animali, non debbano in alcun modo essere sfruttate e danneggiate. Il fruttarismo può inoltre avere delle motivazioni religiose o di origine religiosa: alcune interpretazioni della Bibbia fanno risalire la dieta fruttariana ad Adamo ed Eva. Anche in altre religioni, tra cui l’induismo e il buddismo, il desiderio di non ferire nessun essere vivente, vegetali inclusi, può rimandare al fruttarianesimo.  Ben più evidenti sono le scelte ecologiste, dato che la coltivazione delle piante da frutto ha solo conseguenze positive sull’ambiente e sul riscaldamento globale.

Quindi, cosa mangia un fruttariano?

In questo caso il nome rivela già il contenuto del regime alimentare: un fruttariano si nutre esclusivamente (o prevalentemente) di frutta, meglio ancora se biologica e da agricoltura sostenibile. Nella dieta di un fruttariano rientrano anche i semi, classificati tra la frutta secca, e gli ortaggi a frutto come il pomodoro e il cetriolo.

Svantaggi

Come è facile immaginare, il fruttarismo è un regime alimentare impegnativo da seguire nel tempo e non si può diventare fruttariani da un giorno all’altro ma è necessario un iter di almeno due anni. gli svantaggi di un regime alimentare così limitato sono evidenti L’aspetto negativo di questo regime alimentare è che, come ogni regime dietetico basato in modo esclusivo o prevalente sul consumo di frutta, comporta il serio rischio di provocare gravi carenze nutrizionali e il conseguente sviluppare patologie associate, con la possibilità di procurare danni all’organismo, anche irreversibili. L’Health Promotion Program (Programma sulla Promozione della Salute) della Columbia University riporta che una dieta fruttariana può causare carenze di calcio, proteine, ferro, zinco, vitamina D, la maggior parte delle vitamine B (in particolare della B12) e acidi grassi essenziali. È dunque fondamentale, se si decide di intraprendere una dieta fruttariana, farlo sotto stretto controllo medico, facendo analisi periodiche ed affidandosi alle verifiche di un medico esperto in nutrizione. Infine alle prime manifestazioni di eventuali malesseri o disturbi insoliti, ogni dieta fruttariana va immediatamente sospesa.