Home Mangiare Negozi Scoprite l’Agro Pontino attraverso 16 eccellenze locali, tra ristoranti e botteghe

Scoprite l’Agro Pontino attraverso 16 eccellenze locali, tra ristoranti e botteghe

di Francesca Feresin

L’Agro Pontino, con la provincia di Latina, la Riviera di Ulisse, Terracina, è luogo ricco di eccellenze: ecco una breve guida utile.

L’Agro Pontino, intorno alla provincia di Latina, con la Riviera di Ulisse che va da San Felice Circeo, a Terracina e Gaeta, riserva realtà familiari, ristoranti, pasticcerie, gelaterie nonché piccole aziende tutte da scoprire. I prodotti del territorio sono qui narrati e contaminati da esperienze all’estero, tecniche di tradizioni lontane e ricordi di gesti ormai dimenticati.

  1. Essenza (via Camillo Benso Conte di Cavour, 38 – Terracina). Neostella è Essenza, la creatura dello chef Simone Nardoni e della compagna e maître di sala Ilary Mandatori a Pontinia. Lo chef, classe 1987, dopo esperienze importanti anche alla corte del Mugaritz da Andoni Luis Aduriz, propone una cucina che mira all’essenziale. Il menu ripartito in Pesci, Carni, Paste e Dessert racconta Italia ma anche tecniche francesi e ingredienti esterofili. Pacchero di Patate, Crudo, Vichyssoise, Cavolfiore, Tè Oolong, Nduja, Pescato, Royal di lepre, Anatra, mela e cipollotto, Tutto il piccione e ancora il Riso in bianco con Castel Magno, piccione, camomilla sono alcune delle spiazzanti proposte del ristorante. La sala contemporanea rilassa tra legno e vini importanti in esposizione. 
  2. MateriaPrima – Osteria Contemporanea (via Sardegna, 8 – Pontinia). L’8 marzo 2015 Fabio Verrelli e Sara Checchelani hanno aperto MateriaPrima – Osteria Contemporanea a Pontinia. L’esaltazione del territorio dell’Agro Pontino è alla base della filosofia del ristorante. In un unico ambiente tra un bancone in legno di rovere e tavoli in ferro battuto si articola una proposta di cucina frizzante. Lo chef Fabio Verrelli propone piatti contaminati e attuali, dal maestoso aperitivo di benvenuto ricco di piccoli bocconi tra pomodoro san marzino in osmosi di fiori di sambuco e basilico e mozzarella di tonno per passare a piatti più strutturati come il Cal’amaro, mandorla, chinotto, cicorie selvatiche o il Ramen di… tutta la pecora o ancora il Cervo, lampone alla brace, fondo bruno vegetale. In sala la moglie di Fabio, Sara, accoglie e racconta con passione i piatti, curando al contempo una cantina che ad oggi conta più di 350 etichette. 
  3. Riso Amaro (viale Regina Margherita, 22 – Fondi). Maurizio De Filippis ha chiamato il suo ristorante Riso Amaro, in omaggio alla pellicola del regista Giuseppe De Santis, originario di Fondi, città che ospita questa realtà. Lo chef e proprietario dopo esperienze alla corte de Il Pagliaccio, Al Ceppo e Casa Bleve, ha deciso di aprire il suo ristorante a due passi dal Castello. Una sala luminosa e un romantico dehors sono gli ambienti in cui si sviluppa il locale. Dopo una batteria di stuzzichini offerti dalla casa il pranzo comincia con proposte di terra o di mare da ordinare alla carta o attraverso uno dei 3 menù degustazione. Samosa di faraona confit, merluzzo crudo e cotto, bietole e gelato di pane alle olive e alalunga alla amatriciana sono alcuni dei piatti in carta. Da non perdere è la rivisitazione della carbonara in versione tortello con cremoso d’uovo e ventresca di tonno stagionata. 
  4. Satricvum (strada Nettunense, 1227 – Le Ferriere). Lo chef Max Cotilli e la moglie trentina Sonia Tomaselli, sono rispettivamente chef e maître – sommelier di Satricvum, tra i primi ristoranti d’autore a Latina. Dopo esperienze in giro per il mondo tra Londra, Monaco di Baviera e Mumbai, lo chef Max Cotilli è tornato a Latina pronto a proporre una cucina del territorio contemporanea. Tra i piatti del suo menu emergono il Gambero rosso con karkadè, burrata e radicchio di Castelfranco, la Pasta e fagioli con royale di cozze e cotica soffiata o ancora il Piccione con prugna sott’aceto e indivia brasata. La scelta dei vini è appannaggio di Sonia che la gestiste con maestria. 
  5. Royalbeef 2.0 (via Montenero, 42 – Latina). Secondo nato dall’estro di Giuseppe Domenico Larosa dopo il Royalbeef di Ostia, è quello 2.0 di Latina. Seguendo la medesima filosofia, in un ambiente scuro e essenziale, il ristorante propone alla carta e in degustazione una serie di assaggi di carne a cavallo tra l’Italia e il mondo intero. C’è l’Uovo con lardo di suino nero dei Nebrodi, le Alette di pollo con salsa barbecue al miele o ancora il pulled pork. Si passa ai taglieri di salumi e formaggi di Alveti e Camusi e poi ai primi piatti alla romana tra carbonara e amatriciana. Vero cuore del menu è la griglia con tagli di carne da tutto il mondo: dalla Rubia Gallega Roxa D’Ouro alla Vaca Vieja passando per la Prussiana, il Sashi, il Cube Roll o una classica italiana. Ottimi anche i contorni e la selezione di vini del territorio. 
  6. Bottega Sarra 1932 (via S. Francesco Nuovo, 54 – Terracina). è un piccolo ristorante gestito da Luigi e Oreste Sarra. A regnare è il pescato locale rielaborato con creatività. Ne sono un esempio il Tonno in crosta con cavolo rosso marinato, yogurt e salsa speciale di Oreste che voleva essere una teriyaki. Sfiziosa poi la Misticanza di gamberi bianchi e frutta secca mentre più classico ma eseguito a mestiere è il sauté di vongole. Si può ordinare alla carta o seguire la proposta degustazione. Premuroso è il servizio. Da non trascurare la vista sulle isole ponziane e il tavolo sul balconcino per una cena a due.
  7. Il Granchio (via S. Francesco Nuovo, 80 – Terracina). Daniela Onorato e Luca Ciamberlan rispettivamente nella cucina e nella sala del Granchio di Terracina, sono un punto di riferimento per l’intera regione, in termini di cucina di mare. La cucina è classica, senza fronzoli con ingredienti di prima qualità, abbinata ad una cantina internazionale. Da  provare sono la zuppa di scampi e quella di pesce senza spine. L’ambiente è rilassante e suggestivo con un romantico dehors con vista.
  8. Il Caminetto 1981 (via Camillo Benso Conte di Cavour, 19 – Terracina) è una realtà che fonde vino e cucina nel migliore dei modi possibile. L’ampia l’enoteca (con un suo ingresso in via Marconi 22) e il ristorante condividono la cucina che offre una proposta concreta focalizzata sul pescato locale. Lo chef Nazareno Fontana si destreggia tra l’insalata tiepida di calamari e carciofi crudi e la ricciola con cipolla di Tropea e frutti di bosco. Largo spazio poi ai crudi, ma anche a qualche proposta di terra, carne e verdure. Numerose poi le referenze dalla cantina. 
  9. Chinappi (via Anfiteatro, 8 – Formia). Da sempre punto di riferimento per il sud pontino, con più di 60 anni di attività, è il ristorante Chinappi a Formia. Grandi classici di mare e fuori carta più innovativi, sono le fondamenta del menu di questo ristorante con sede anche a Roma. Imperdibile è il polpo verace di Gaeta alla Chinappi e i crudi tra ricci di mare, ostriche e gamberi rossi. Particolare è anche il sautè di cannolicchi alla marinara. La carta dei vini è ampia e consolidata, come l’attenzione alle bollicine. Ulteriore nota a favore è il dehors estivo.
  10. Pupillo (via Giacomo Matteotti, 29 – Priverno). A Priverno, a soli 26 anni, Luca Mastracci apre la sua prima pizzeria Pupillo, un ambiente rilassato e contemporaneo con un importante forno a legna in ingresso e tanti tavoli in legno bianchi spogli. Il menu si apre con i classici fritti eseguiti magistralmente, dal supplì classico a quello del giorno passando per la crocchè di patate e la frittatina di pasta. Si passa alle pizze classiche per arrivare alle Classiche con twist come la Carbonara con pecorino romano, guanciale artigianale, uova di Livornese e pepe di Sarawak. Divertenti le pizze de Il pranzo della Domenica come la Peperonata con fior di latte, peperone arrosto, mollica e alici o la Fettuccina di nonna deluxe con ragù bianco, tartufo nero e parmigiano. Ci sono poi le Stagionali come la Margherita Bruciata; le Fritte e le Pizze Dolci. La pizza si presenta con un cornicione alto e leggermente croccante; l’impasto è altamente digeribile, frutto del mix di farine selezionate. Ampia anche la scelta delle birre, vini bianchi, rossi e bollicine. 
  11. Divino – Il cioccolato degli Dei (via dei Lauri, 57 – Aprilia). Una vera e propria cioccolateria bean to bar, Divino ad Aprilia trasforma le fave di cacao che provengono da Paesi lontani in cioccolato. Valerio Esposito e la compagna Jennifer Boero dopo un viaggio tra le piantagioni colombiane hanno aperto nel 2019 questa realtà, audace, etica e colta. Diverse monorigine, da diverse nazioni, sono alla base della proposta: dal Venezuela arriva il Criollo, dalla Colombia due tipologie dai sentori burrosi, floreali e fruttati e ancora c’è il Perù, la Tanzania, le Filippine. Con l’aiuto di Umberto, padre di Valerio e mastro gelatiere di Tonka, i due ragazzi osano con diversi prodotti che spaziano dalle tavolette alla pralineria passando per creme spalmabili, snack e frutta secca ricoperta di cioccolato. Tra le praline spiccano quella ripiena di Marsala di Marco De Bartoli invecchiato 10 anni, quella con il cuore di Tonka o con ciliegia e liquore alla ratafià; poi arrivano i cremini a forma di noce, arachidi o lampone e infine barrette con cereali e frutti gialli su una base di cioccolato al latte o con fondente e frutti rossi. 
  12. Tonka (via Ugo Foscolo, 15 – Aprilia). Tra le migliori gelaterie del Lazio e d’Italia c’è Tonka ad Aprilia. Sempre di proprietà della famiglia Esposito, dal padre Umberto al figlio Valerio questa realtà tramanda di generazioni l’arte del fare il gelato. Materie prime semplici, nessun conservante o aiuto chimico: qui la lista degli ingredienti è asciutta e sincera. Tra i gusti da non perdere c’è il pistacchio e la nocciola o ancora quello al latte di bufala variegato alle olive celline e il Pane, burro e marmellata. Non può mancare il gelato al cioccolato declinato in più varianti e ottenuto dalle stesse fave di cacao utilizzate nella cioccolateria di famiglia Divino. Oltre al gelato anche dolci e monoporzioni sono proposti in vetrina: la torta gelato alla mandorla di Toritto varietà Filippo Cea, salsa di bergamotto di Reggio Calabria, semifreddo alla vaniglia e glassa al pistacchio è una delle possibili creazioni esposte. 
  13. Tomassi Coffee (via Giuseppe Verdi, 24 – Aprilia) è una micro roastery che ha aperto nel 2013 ad Aprilia all’interno di Caos Caffè, bar sempre di proprietà della famiglia Tomassi. Emanuele Tomassi dopo un’esperienza vissuta in Danimarca si appassiona al mondo del caffè al punto da decidere di inserire all’interno del suo locale una roastery dove tostare il caffè con l’ambizione di sviluppare una cultura dello specialty coffee. Cold brew, sifone, French press, Honeyprocess sono alcune delle modalità di estrazione del caffè utilizzate dalla famiglia Tomassi. Alla base della proposta ci sono delle creazioni specialty con diverse monorigini che arrivano da Etiopia, Kenya, Colombia, Brasile, Tanzania, Rwanda, Cina, Messico, Guatemala, Burundi e altri paesi specializzati. Con l’intento di organizzare corsi di tostatura e percorsi di assaggio, Tomassi tosta il caffè per alcuni bar e ristoranti e vende in esclusiva la sua linea specialty a Dolcemascolo, pasticceria artigianale a Frosinone. Per il prossimo step ambisce a replicare il suo originale format in altre città e mira a esportare all’estero la vasta gamma di specialty coffee, già disponibile sul nuovo shop online della torrefazione Tomassi. All’interno di Caos Caffè oltre all’ampia proposta di caffè firmati Tomassi Coffee, è presente un’approfondita lista di tè, selezionati attentamente da Elena, la moglie di Emanuele. 
  14. Forno Tammetta (Via delle Fornaci, 57 Fondi) è una istituzione in paese. Aperto a fine anni ’20 del secolo scorso, vanta oggi 4 generazioni di fornai e pasticceri. Ferdinando Tammetta ha trasformato questo indirizzo in una fucina di grandi lievitati e dolci tipici. Ben noti i suoi panettoni, pandori e colombe, altrettanto validi e gustosi i mandorlati, i tozzetti, le ciambelle al vino. In un laboratorio che, negli ultimi anni, è diventato simbolo di ricerca con il chiodo fisso per la qualità la visita se siete in zona si fa obbligata.
  15. Alveti & Camusi (strada Acque Alte, 144 – Borgo Podgora) è un caseificio d’eccellenza nel Lazio. Accanto al caseificio c’è lo spaccio con un bancone ricco di formaggi e latticini. Oltre al fior di latte, l’azienda è rinomata per il Granello, un simil Grana di loro produzione, e il Gorgonzola. Ampio spazio anche a latte, yogurt, primo sale, burro, provola e cacio del borgo. Altre rarità sono lo stracchino stagionato, il Montanasio, il canestrato, la caciotta al caglio vegetale, la Lola, il Musiago, la caciotta al mosto d’uva o al tartufo. Oltre ai formaggi si vendono carni allevate in azienda, in molteplici tagli. 
  16. Cincinnato Wine Resort (via Stoza, 3 – Cori). A Cori in un casale dell’Ottocento c’è Cincinnato Wine Resort. 15 stanze, 2 mini appartamenti, giardino e patio per una realtà fuori dal caos, nel contesto dei Monti Lepini. In un’ampia sala con vetrata a strapiombo sui vigneti si degustano prodotti del territorio abbinati ai grandi vini dell’azienda. Il ristorante è aperto nel week – end per gli ospiti del resort e i visitatori. L’azienda propone oltretutto tre wine tour, “Classico”, “Alla scoperta del territorio” e “Selezione” per guidare il cliente nella conoscenza dei vitigni autoctoni dell’Azienda. 
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