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Cocktail low abv e senza alcol, 5 idee per un aperitivo light

di Alessandra Gesuelli

I cocktail low abv e senza alcol sono il nuovo trend da sfruttare ora che l’orario dell’aperitivo si è anticipato: ecco cosa sono.

Che sia un cocktail noto o uno inedito creato apposta, i cocktail a bassa gradazione alcolica (low alcohol o low abv) sono sempre più un trend. Complici anche gli attuali e obbligati orari anticipati di chiusura dei cocktail bar, in Italia e nel mondo, vengono sempre più richiesti e proposti per l’aperitivo pomeridiano spostato alle 16. Ma sgombriamo il campo da ogni equivoco.

Un cocktail low alcohol non è altro da un normale drink, l’alcol c’è ma il segreto sta nel mix giusto. “Si tratta di dosare bene gli ingredienti, non di toglierli. La gradazione può andare dai 3 ai 21. E così si può persino fare un twist low abv sul Negroni senza levare niente al gusto. Lo stesso si può fare con un Mojito o un Gin Tonic, a bassa gradazione. Un bravo bartender conosce i suoi prodotti e sa come sceglierli” ci  spiega Diego Ferrari, Matusalem Global Rum Barista, e autore di “Cocktail Low Alcohol. Nuove frontiere della miscelazione”,  edito nel 2018 da Bibliotheca Culinaria, con foto di Pasquale Formisano.

Low abv e mocktail

Il trend dei drink a bassa gradazione è partito a livello globale almeno dal 2014 ma è solo da un paio di anni che si è diffusa la definizione e nei menù ha uno spazio dedicato. Oggi può essere una opzione in più per i clienti, viste le attuali esigenze di reinventare il consumo pomeridiano. “I bartender lo propongono come una nuova possibilità e i clienti iniziano ad apprezzarlo anche perché non toglie nulla alla bontà e qualità del cocktail” aggiunge Ferrari. Argomento ancora più valido se si sposta l’attenzione sui mocktail, ormai da qualche anno entrati nel vocabolario dei bar.

Oltre alle basse gradazioni, anche i drink senza alcol stanno crescendo in qualità, molte aziende di liquori e spirits stanno investendo in prodotti che conservano il perfetto aroma ma sono lavorati: distillati e poi dealcolizzati” aggiunge Ferrari. La tecnologia dietro all’ultima generazione di mocktail è un territorio ancora da esplorare per locali e clienti, i prodotti stanno crescendo in qualità così come il valore nel bicchiere. “Si tratta di far conoscere ai clienti quello che stanno bevendo e soprattutto far percepire il valore dei prodotti, una evoluzione naturale del bere consapevole” conclude Ferrari. Con lui e altri bartender, abbiamo selezionato 5 drink d’autore, low e no alcohol.

  1. Caffè Solo, Diego Ferrari. Il cocktail è ispirato e basato su elementi di food pairing utilizzando diversi ingredienti. Un drink leggero con il 10% abv. Gli ingredienti: 15 ml Matusalem Gran Reserva 15; 15 ml Amaro Montenegro; 15 ml Vermouth Rosso; aroma estratto in percolazione a freddo dei chicchi di caffè; colmare con Ginger Beer. La preparazione: si prepara con la tecnica della percolazione a freddo, che consiste nel filtrare il liquido passandolo tra due contenitori attraverso un passino contenente caffè a chicchi. L’aroma verrà estratto in pochi passaggi donando un meraviglioso profumo di caffè che supportato dal Rum Matusalem, l’amaro Montenegro, il vermouth rosso e la freschezza della ginger beer crea un drink equilibrato dal sapore deciso. Arancia disidratata e un chicco di caffè come garnish.
  2. Fake Cherry Cola, The Court, Roma. Nella nuova carta del The Court Roma, c’è una selezione di mocktail d’autore creati dal bar manager Matteo Zed che si affiancano ai signature e ai grandi classici, da godersi sulla splendida terrazza con vista Colosseo. Affidatevi a Matteo per la scelta, saprà sempre interpretare i vostri gusti. La carta ricercata, il servizio impeccabile, le guest di prestigio al bancone e una proposta food per l’aperitivo ben pensata, fanno di questo locale un must-go. Su richiesta, è il drink scelto per Agrodolce, con zero alcol e dal gusto pieno. Gli ingredienti: 75 ml Cola; Cherry and Spices Sherbet; Top Perrier. La preparazione: si fa uno sherbet usando aceto balsamico e aceto alla ciliegia francese in uno sciroppo di noce di cola e poi si aggiunge la Perrier. Si serve in un bicchiere highball e si guarnisce con ruota di lime e una ciliegia.
  3. Italian Sour, Ch 18 87, Roma. Un’idea innovativa: portare all’interno di un indirizzo storico della ristorazione di Testaccio, uno dei quartieri più tradizionali di Roma, la miscelazione contemporanea. Così è nato quasi 4 anni fa,  al primo piano di Checchino dal 1887, CH 18 87 del bartender Simone Mina, sesta generazione della stessa famiglia che gestisce il famoso ristorante. È uno spazio con pochi tavoli dove sperimentare con il gusto e la tradizione. Ad Agrodolce Simone propone il suo Italian Sour, a bassa gradazione, che rende omaggio al Bel Paese unendo idealmente due momenti magici della nostra storia: l’Antica Roma e il Rinascimento. E così si trovano nel bicchiere, il vino speziato dell’antichità e il liquore alchermes, nato nella Firenze medicea. Il succo di limone è un omaggio al Sud d’Italia. Gli ingredienti: 6 cl vino rosso di medio corpo italiano; 1,5 cl Alchermes Pallini; 1,5 cl succo fresco di limone. La preparazione: con la tecnica dello shake & double strain, versare tutti gli ingredienti in uno shaker a due pezzi, colmare con ghiaccio e shakerare energicamente. Versare in una coppetta, con l’ausilio di un colino per ghiaccio (strainer) e uno a maglia sottile (fine strainer). Un drink aromatico e di facile beva, un sour a bassa gradazione, perfetto per un classico aperitivo all’italiana, per esempio in abbinamento a un tagliere di formaggi e salumi.
  4. Cordiale e Cortese, Circus Cocktail Bar, Catania. Nel cuore della Catania Barocca, Circus Cocktail Bar si appresta a compiere due anni. Giovanni Torre, proprietario e bar manager gioca in questo drink con un classico liquore casalingo di origine francese. Leggera gradazione alcolica. Gli ingredienti: 60 ml cordiale homemade; alcolico chiarificato di mela verde e alloro; Top Cortese Pure Tonic. La preparazione: per il cordiale homemade mettere sottovuoto zucchero, mela verde e alloro per un paio di giorni, ottenendo così uno sciroppo, quindi aggiungere del London Dry Gin e acido citrico. Il drink si prepara con la tecnica build: versare il cordiale homemade filtrato, quindi il top di Cortese Pure Tonic direttamente in un bicchiere highball panciuto, con un grosso cubotto di ghiaccio. Miscelare delicatamente e servire. Decorare con una foglia di alloro.
  5. />Spidey Parker, I Maestri del Cocktail. </b>Il cocktail è <strong>ispirato al personaggio di Spider Man</strong> nel film <i>Avengers: Endgame</i>, di Anthony e Joe Russo del 2019 ed è realizzato dal team de <i>I Maestri del Cocktail</i>, autori del programma tv <i>Drink Me Out </i>su La7d e dell'app gratuita <i>Guida BlueBlazer ai migliori cocktail bar d'Italia</i>. Ricorda il compianto disegnatore <strong>Stan Lee</strong> che ebbe l'idea dell'Uomo Ragno osservando una mosca camminare sul muro. Pensò a un ragazzino in grado di arrampicarsi ovunque. Giocando su queste caratteristiche e la giovane età, è nato <em>Spidey Parker</em>, rispettivamente soprannome e cognome dell'eroe. <strong>Bassa gradazione alcolica</strong>. <strong>Gli ingredienti</strong><b>: </b>40 ml Mistrà Pallini; 20 ml succo di lime; Fill di Gosling's Ginger Beer. <strong>La preparazione</strong>: versare direttamente nel bicchiere il lime juice e il Mistrà Pallini. Riempire di ghiaccio fino all'orlo e versare la Gosling's Ginger Beer. Mescolare con un cucchiaino da bar e servire, guarnendo con un chicco di caffè. Il drink richiama alla tradizione della mosca nell'anice, il chicco di caffè. Il tutto al sapore di Mistrà realizzato dalla romana Pallini: un prodotto ben noto come digestivo e oggi impiegato nella miscelazione, senza zucchero, derivato da tre distillazioni e con 7 tipi di anice, tra cui lo stellato e il verde; e, in più, a impreziosirlo, il finocchio.</li>
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