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24 food magazine indipendenti che sicuramente amerai

di Maria Angela Silleni

Le riviste di cucina stanno vivendo un rinascimento, specialmente quelle indipendenti e di settore: ve ne raccontiamo 24 tutte da leggere e amare.

Per alcuni anni è sembrato che i siti web e le pagine social potessero sostituire le riviste di cucina (e anche di qualsiasi altro argomento). le nuove riviste di cucina sono indipendenti, ricche di reportage e approfondimenti In molti casi è stato proprio così: in vent’anni, buona parte dei periodici è scomparsa dagli espositori delle edicole – in tantissimi casi, sono scomparse anche le edicole. Ma allo stesso tempo, in Italia come altrove, sono nati e cresciuti magazine indipendenti che alla passione per il cibo combinano quella per la fotografia, per l’arte, per l’espressione su carta in genere. Le riviste più interessanti non sono più quelle che raccolgono decine o centinaia di ricette, ma i magazine che sfruttano la possibilità di approfondimento per catturare l’attenzione del lettore e sviscerare un argomento, scoprire un Paese in diversi assaggi e reportage, godere dell’arte e della grafica o riflettere su temi scottanti. Moltissimi di questi magazine sono in inglese; quasi tutti acquistabili anche tramite web.

  1. Un classico contemporaneo, perfetto per chi ama lasciarsi guidare da illustrazioni e e testi passo dopo passo, è Cook’s Illustrated. Piacevole e rilassante come i libri di ricette di un’altra epoca, ogni due mesi il magazine statunitense propone ricette di ogni tipo, dalle preparazioni più complesse ai condimenti per le insalate. 
  2. Cibo e immagini sono anche gli ingredienti principali di The Gourmand, magazine britannico che ogni sei mesi propone oltre cento pagine di contenuti artistici originali. In questo caso, il risultato in bocca e quello per gli occhi vanno di pari passo. 
  3. Fool è un magazine svedese che si colloca a metà strada fra la rivista e il libro, ma che punta ugualmente sulle immagini – in questo caso, degli chef, più che delle loro creazioni. In ogni volume si trovano la massima attenzione alla fotografia, alla moda e all’illustrazione delle storie di grandi e piccoli chef. 
  4. Le immagini sono fondamentali anche per Gather, magazine statunitense che dedica le sue pagine a “ricette stagionali e idee eccezionali”. Ogni numero analizza un tema particolare, dalla “magia” agli “anni Settanta”. Le ricette non sono mai troppo complicate ma sempre creative, come le fotografie dei risultati. 
  5. Ambrosia è invece un magazine di cibo e viaggio: attraverso interviste ai grandi chef, reportage e ricette, ogni numero è dedicato a una regione del mondo. L’ultimo volume uscito ha per esempio affrontato Londra e i suoi dintorni, dalle cucine stellate al tradizionale e casalingo arrosto della domenica. 
  6. Di luoghi distanti si occupa anche Fare, magazine che in ogni uscita esplora la cultura di una singola città, attraverso ovviamente le sue espressioni gastronomiche. A fare da guida sono i professionisti locali: giornalisti, chef, storici ed esperti della cultura cittadina, raccontata attraverso reportage e foto.  
  7. Anche Cook_inc. è un periodico dedicato alle cucine del mondo; a dispetto del nome, è tutto italiano. Ogni numero ospita ritratti di ambienti e di chef, oltre a reportage dalle cucine e dai luoghi animati dal cibo e dalla sua condivisione. 
  8. I racconti dal mondo, a tema naturalmente culinario, sono anche l’ingrediente principale di Life & Thyme, curato da uno staff internazionale. Gli obiettivi del periodico, cartaceo e online, vanno oltre la semplice conoscenza: ogni articolo punta a incoraggiare conversazioni, cooperazione e inclusività e promuovere la cultura gastronomica in tutta la sua complessità e creatività.
  9. Anche 24 Hour Pizza People esplora le città del mondo – ma come suggerisce il nome della testata, lo fa attraverso la pizza e i suoi luoghi. È un periodico nato da un’idea di Matteo e Salvatore Aloe, fondatori di Berberè, che hanno deciso di imprimere su carta lo stesso spirito che li ha portati ad aprire, dal 2012, ben tredici pizzerie in Italia e a Londra. 
  10. Rivista di pane e cultura” è invece il sottotitolo di L’Integrale, quadrimestrale che ha visto la luce nell’autunno 2020. Un tascabile realizzato grazie al sostegno di Davide Longoni e che esplora i territori dei cereali, della panificazione e dell’illustrazione. 
  11. Per chi preferisce la cucina cinese, la rivista giusta è The Cleaver Quarterly. Ogni quattro mesi – e in ogni momento sull’omonimo sito – il periodico presenta la gastronomia originaria della Cina come fenomeno globale, in tutte le sue sfumature. La cucina dei ristoranti cinesi di Brasilia o di Roma non è sicuramente quella di Pechino: ma può essere altrettanto interessante. 
  12. Sybaris è invece un periodico nato a Tel Aviv, che associa la cultura gastronomica israeliana con uno spiccato gusto per il design. Sybaris non ha infatti la classica forma di una rivista: viene invece recapitato in una busta da lettere, che contiene cartoline con immagini, ricette e tradizioni dal Medio Oriente. 
  13. Il cibo è in effetti uno dei modi migliori per parlare di cultura, fuori e dentro l’industria della ristorazione. Cherry Bombe dal 2013, lo fa dal punto di vista delle protagoniste, con l’obiettivo di portare sotto i riflettori le tante donne importanti della cucina, troppo spesso troppo poco note: chef, giornaliste e divulgatrici, raccontate tramite interviste, ricette e reportage. 
  14. Jarry indaga invece l’intersezione fra il cibo e la cultura gay: è l’unico periodico culinario immaginato per un pubblico di lettori gay, secondo quanto dichiarato dal direttore Alex Kristofcak. Particolare attenzione è rivolta alla giovane comunità queer di New York. 
  15. Più radicale è senza dubbio Render: un magazine indipendente, quadrimestrale, il cui obiettivo dichiarato è distruggere il sistema oppressivo dell’industria alimentare, a tutto beneficio delle donne e delle persone trans e non binarie, che stanno ancora lottando per trovare il proprio posto nelle cucine, nelle sale e nelle rappresentazioni del mondo gastronomico. 
  16. Molti e di diverso genere sono i magazine dedicati al cibo; fra le associazioni che vanno per la maggiore, quella fra gastronomia e arte. Su carta di alta qualità e con foto e illustrazioni di livello è per esempio Compound Butter, con un occhio di riguardo al design.
  17. Anche Diner Journal, che include persino racconti e poesie, unisce reportage culinari e arte.
  18. Illustrazioni e immagini sono protagoniste anche di periodici che per la loro realizzazione quasi artigianale si avvicinano di più alle fanzine, come Put a Egg On It, che da New York, stampata su carta verde, combina ricette dal sentore bohémien a foto e disegni.
  19. Food& è invece stampata a Berlino: riporta articoli e fumetti in diverse lingue, e dedica ogni numero a un tema particolare, come “i bagni”, “la gravità” o “la guerra nucleare”. 
  20. Anche Club Sandwich, magazine indipendente parigino, sceglie un tema per ogni numero. Quelli adottati finora sono stati le uova, i sottaceti, i funghi, il cioccolato e il cannibalismo: ciascuno affrontato con ricette, fotografie e – ovviamente – umorismo. 
  21. Nel caso di Mood, il cibo viene invece abbinato alla musica. Il quadrimestrale, nato a Bruxelles e cresciuto a New York, raccoglie contributi da tutto il mondo, purché tocchino i luoghi e i momenti in cui alimenti e suoni giocano all’unisono. Ciò che interessa non è la perfezione nella creazione o esecuzione, ma la capacità di toccare cuori, stomaco e orecchio delle persone. 
  22. Mold è l’unico magazine che ha fatto dello sguardo al futuro la propria missione. In che modo la tecnologia, il design e le crisi influenzeranno l’alimentazione? Come evitare che mangiare bene diventi un privilegio, anziché essere un diritto? E come conciliare gastronomia e sostenibilità? Ognuna di queste domande è fonte di riflessioni sul magazine cartaceo e sull’omonimo sito.  
  23. Dedicato a tutte le cucine asiatiche è Dill, un magazine che celebra le tradizioni culinarie dalla Thailandia alla Mongolia, soffermandosi tanto sulle gastronomie più note quando sulle sotto-culture che non hanno mai percorso fino in fondo la Via della seta. Insieme alle ricette ci sono infatti le storie sulle origini dei piatti e sulle persone che li preparano e portano in tavola.
  24. Per chi ama conoscere origini e storia delle ricette e degli ingredienti che le compongono, EATEN è il magazine di riferimento. Esce tre volte l’anno, più simile a un volume che a una rivista, e contiene antiche ricette, saggi di scienza gastronomica, racconti e testimonianze sui tanti alimenti che portiamo o potremmo portare in tavola ogni giorno.