How to: come preparare una colazione di Pasqua a regola d’arte

31 Marzo 2021

A differenza del Natale e di altre feste comandate la Pasqua è l’unica a valorizzare come pasto principale un momento diverso dal pranzo o dalla cena. un pasto che celebra la fine del digiuno e il ritorno ai piaceri della vita La colazione pasquale – che si potrebbe quasi definire brunch poiché si protrae fino all’ora di pranzo – è un retaggio della tradizione cristiana antica che attribuiva al cibo un elevato valore simbolico. L’uovo, per esempio, stava a rappresentare la Resurrezione, o meglio il guscio era simbolo del sepolcro e l’interno portatore di nuova vita, di rinascita. Da qui, la consuetudine, nata nel Medioevo, di regalarsi le uova (vere) come augurio di buon auspicio. A partire dal XIX secolo, oggetto di dono iniziano a diventare le uova di cioccolato e l’interruzione del digiuno della quaresima comincia a connotarsi di sfumature conviviali e luculliane. La colazione di Pasqua celebra proprio questo: il giorno della Resurrezione, la fine del digiuno e il ritorno ai piaceri della vita. Il risultato non può che essere una tavola imbandita con ogni tipo di prelibatezza, dalle uova sode alla torta al formaggio, senza dimenticare colombe, pastiere e uova di cioccolato. Ecco come rendere la vostra colazione di Pasqua semplicemente perfetta.

La tavola: come allestirla

La colazione pasquale è un momento che va goduto a lungo, senza la tipica fretta che costella i pasti settimanali di sparecchiare non appena finito. una tavola allegra ma comoda, che lasci spazio all'abbondanza delle portate Per questo, anche e soprattutto, la tavola dovrà essere allestita in modo allegro e confortevole. A questo passaggio potete dedicarvi la sera prima in modo che la mattina seguente avrete tutto il tempo per cucinare e allestire le pietanze. Per prima cosa, partite dalla scelta di un colore dominante – meglio se pastello e luminoso (giallo, arancio o verde) – e create abbinamenti con nuance affini coordinando tovaglioli, piatti e bicchieri. Per richiamare il tema pasquale potrete giocare con la realizzazione di simpatici segnaposto e centrotavola a tema floreale. Se non avete molta dimestichezza con le decorazioni disponete per ogni posto un piccolo mazzolino di fiori freschi legati da uno spago con un piccolo uovo di cioccolata. In alternativa, potete scrivere il nome di ciascun componente della famiglia sul guscio di alcune uova sode decorate per l’occasione e mettere come centro tavola il tipico alberello pasquale (che potrà essere anche un semplice rametto di pesco abbellito con le uova pasquali). Quali che siano i vostri gusti, il consiglio è comunque quello di allestire la tavola in modo semplice e minimal in modo da lasciare degli spazi strategici per le numerose portate che servirete.

Come organizzare il menu

Nonostante la colazione pasquale sia costellata da forti tradizioni gastronomiche locali, il più delle volte l’abbondanza e l’ingordigia supera le singole tipicità tradizionali. la colazione di pasqua mescola pietanze salate e piatti dolci Se volete optare per una versione particolarmente ricca e completa, potete portare in tavola un po’ di tutto, dalla coratella alla pizza al formaggio. In caso contrario, qualora per esigenze di gusto vogliate mantenervi leggeri e scegliere solo alcune pietanze, orientatevi in questo modo. Innanzitutto, considerate che ogni colazione di Pasqua che si rispetti prevede la convivenza di portate dolci e salate. Nello strutturare il menu partite da ciò che volete assolutamente portare in tavola: se siete più tipi da dolce non potrete rinunciare a colombe, pastiere e a uova di pasqua. In questo caso, per la parte salata, prediligete ricette non troppo sapide, meglio che si avvicinino alla consistenza lievitata di un dessert. Sì, quindi, alla pizza al formaggio o alla torta pasqualina. Se invece il salato è il vostro punto debole, non risparmiatevi su uova sode, corallina e coratella. A cui potrete affiancare della cioccolata fondente per completare il pasto.

I piatti della tradizione: cosa non può mancare

Se scegliere non è il vostro forte e amate le versioni ricche e sostanziose, ecco cosa non deve mai mancare in una colazione di Pasqua full optional. Partiamo dalla coratella, un must della cucina capitolina, che anni orsono i macellai – i cosiddetti vaccinari – del quartiere Testaccio cucinavo per recuperare le parti di carne meno pregiate, come appunto il quinto quarto. A Pasqua, è d’obbligo servirla con i carciofi.

Passiamo poi alla torta al formaggio (o crescia): un lievitato soffice di origine contadina, tipico dell’Italia centrale, con un impasto ricco di parmigiano o pecorino a cui si possono aggiungere molte altre tipologie – da quelli a pasta dura a quelli più morbidi – a seconda della regione di provenienza.

Immancabile abbinamento con la torta al formaggio è la corallina, uno dei salami più diffusi e famosi dell’Umbria il cui nome deriva dal corallo budello gentile, ossia il primo tratto del colon del suino, che consente all’impasto di conservare perfettamente e a lungo tutte le sue proprietà organolettiche.

Scendendo lungo lo stivale arriviamo in Campania dove il casatiello primeggia incontrastato sulle tavole pasquali. Si tratta di una pasta lievitata e cotta in forno, ripiena di formaggio e salumi, il cui tratto distintivo sono le uova intere incastonate nella superficie.

Tipica del versante ligure è la torta pasqualina in cui alle uova e al formaggio si aggiungono all’interno dell’impasto anche ricotta ed erbe di campo.

E per concludere, non possono di certo mancare all’appello le uova sode decorate, simbolo di rinascita e dono per eccellenza scambiato secondo tradizione, insieme alla pastiera napoletana che contiene in sé tutta la ricchezza partenopea grazie al suo impasto composto da grano, farina, ricotta, uova, acqua di fiori d’arancio, zucchero e spezie.