Luxardo e il suo Maraschino compiono 200 anni

1 Aprile 2021

La Privilegiata Fabbrica di Maraschino Excelsior Girolamo Luxardo festeggia quest’anno 200 anni di attività: l’azienda ha attraversato questi ultimi due secoli di storia tra exploit imprenditoriali, riconoscimenti internazionali e momenti altamente drammatici. la marchesa canevari produceva in casa il suo rosolio maraschino alle ciliegie Un’avventura cominciata quasi per caso con la marchesa Maria Canevari: si dedicava a produrre liquori in casa, come era abitudine per le nobildonne agli inizi dell’Ottocento. Fu il marito Girolamo Luxardo, patrizio genovese trapiantato a Zara, a intuire le potenzialità del Rosolio Maraschino prodotto dalla consorte. A quei tempi tali specialità erano prodotte soprattutto nei conventi: si mettevano in infusione nell’alcol le ciliegie asprigne chiamate marasche, aggiungendo zucchero ed essenza di rose per dare profumo al liquore. Luxardo decise di passare dalla pratica casalinga a un’iniziativa su scala industriale, puntando sulla distillazione a vapore. Nel 1821 realizzò una fabbrica per produrre il maraschino. L’inizio di una brillante avventura imprenditoriale di una delle più antiche distillerie esistenti al mondo ancora saldamente nelle mani della stessa famiglia, caso più unico che raro.

Una storia da romanzo

La fabbrica aperta da Girolamo Luxardo ottenne subito grandi risultati al punto che appena 8 anni l’apertura, l’Imperatore d’Austria gli concesse il privilegio di produrre in esclusiva i liquori per i prossimi 15 anni. Questa concessione permise all’azienda di svilupparsi e strutturare al meglio la produzione per tutto l’Ottocento; tappa fondamentale della crescita industriale la costruzione nel 1913 di un modernissimo stabilimento, fra i più grandi dell’Impero Austro-Ungarico, voluto da Michelangelo Luxardo a rappresentare la terza generazione della famiglia. A una fase di grande espansione nel periodo tra le guerre, seguì una brusca battuta d’arresto con lo scoppio del secondo conflitto mondiale: nel novembre 1943, sotto i bombardamenti anglo-americani, lo stabilimento venne quasi completamente distrutto.

Alle devastazioni portate dalla guerra, seguì l’occupazione di Zara nel 1944 da parte dei partigiani comunisti di Tito. Molti abitanti furono costretti all’esilio, altri vennero ferocemente uccisi: ripartì tutto da giorgio luxardo, l'unico dei fratelli superstiti sorte che toccò a Pietro Luxardo e al fratello Nicolò con la moglie Bianca, annegati nel mare di Zara. Lo stabilimento fu confiscato. L’attività, a un passo dalla fine tra devastazioni e tragedie personali, fu salvata dal coraggio di Giorgio Luxardo, l’unico dei fratelli superstiti della quarta generazione. Decise di far ripartire da zero l’attività di famiglia e optò per una località ai piedi dei Colli Euganei per aprire assieme al giovane Nicolò III lo stabilimento di Torreglia, in provincia di Padova. Per la ripartenza dell’azienda scelse una data fortemente simbolica: il 10 febbraio 1947, giorno del Trattato di Pace di Parigi con cui la sua città natale veniva ceduta alla Jugoslavia. Il lavoro di Giorgio è proseguito con la quinta generazione rappresentata da Nicolò III, Michele e Franco fino a riportare l’azienda agli splendori di un tempo. Luxardo ha sviluppato e potenziato la gamma di liquori e al tempo stesso lavorato a una presenza sempre più strutturata sui diversi mercati, a dimostrazione di un approccio internazionale.

Nei primi anni ’80, lo stabilimento di Torreglia è stato oggetto di consistenti investimenti per potenziare la produzione che, a dispetto di tante innovazioni e novità introdotte, non rinnega il passato. Così gli antichi alambicchi in rame convivono con le moderne linee di imbottigliamento: le marasche sono lavorate e trasformate in liquori per una filiera che vanta una produzione di oltre 6 milioni di bottiglie l’anno. Il portfolio aziendale vede la presenza di due storici prodotti: Maraschino e Cherry ‘Sangue Morlacco’ a cui si aggiungono Sambuca dei Cesari, Amaretto di Saschira, Limoncello, Aperitivo. Per la pasticceria sono presenti un’ampia selezione di specialità aromatiche e una specifica linea di produzione di confetture di alta gamma.

Oggi la fabbrica, che si sviluppa su 12.000 mq coperti, vede concorrere all’attività ben tre generazioni della stessa famiglia e vanta numeri di tutto rispetto alla voce personale: circa 50 dipendenti e 90 collaboratori commerciali in Italia, oltre 80 gli importatori a livello mondiale.

LA RISERVA SPECIALE PER L’ANNIVERSARIO

In occasione dell’anniversario dei 200 anni si è scelto di riproporre uno dei prodotti più prestigiosi: il Maraschino Perla Dry dall’inconfondibile bottiglia verde-azzurro antico, l’impagliatura a mano e l’etichetta liberty. È la versione invecchiata della riserva speciale del celebre Maraschino Luxardo, introdotto per la prima volta oltre un secolo fa. L’emissione del 2021 riporta la dicitura Riserva del Bicentenario: solo 4.999 le bottiglie numerate prodotte, di cui 1.500 riservate al mercato nazionale e contenute in un lussuoso cofanetto con libretto esplicativo e spilla celebrativa.

UN FRANCOBOLLO CELEBRATIVO

Un francobollo celebrativo per festeggiare i 200 anni della Luxardo è stato emesso da Poste Italiane; fa parte della serie Le Eccellenze del sistema produttivo ed economico. L’emissione è avvenuta il 23 marzo con tanto di annullo postale. La tiratura ha raggiunto quota 300mila pezzi. Pochi centimetri di carta dove sono condensati storia, valori e riferimenti iconici del brand italiano: troviamo raffigurati il logo del bicentenario, la bottiglia impagliata del Maraschino e il profilo femminile comparso su una cartolina pubblicitaria Luxardo degli anni ’30, oggi conservata presso l’Istituto regionale istriano giuliano dalmata di Trieste.

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