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Muffa sui cibi? Ecco come evitarla

di Alessia Dalla Massara

Quando ci si accorge della presenza di muffa sugli alimenti può essere già troppo tardi. Ecco come evitarla per ciascun tipo di cibo.

Appartengono alla stessa famiglia di funghi e lieviti, ma si distinguono per aspetto e varietà di tipologie. Le muffe sono funghi microscopici che nascono e proliferano in ambienti in cui l’umidità supera il 65% e dove la temperatura è compresa tra i 15 e i 30 °C. bisogna stare attenti alla formazione delle micotossine Ma non finisce qui, perché anche dove la catena del freddo è rispettata – come nel frigorifero – lo svilupparsi delle muffe può avvenire con una certa frequenza. I cibi che sono contaminati dalla muffa non solo presentano un’alterazione delle loro proprietà organolettiche, ma possono avere un elevato grado di tossicità assai pericolosa per la salute del nostro organismo. Come prevenire, quindi, la formazione delle cosiddette micotossine, evitando che i cibi diventino immangiabili, se non addirittura cancerogeni?

Perché si forma la muffa

In realtà, sono tanti i fattori che concorrono al deterioramento degli ingredienti: dall’umidità, alla sporcizia, alla presenza di temperature troppo calde. A livello generale, bisognerebbe sempre mantenere il livello di umidità sotto il 40%, conservare i cibi in contenitori perfettamente chiusi e puliti, e consumarli nel minor tempo possibile. Non tutti i tipi gli alimenti però richiedono le stesse accortezze: vediamo nel dettaglio quali sono le regole da seguire per evitare la formazione della muffa e allungare così la vita dei vostri ingredienti.

  1. Pane. La formazione della muffa sul pane non è sempre facile da individuare. A volte la si può trovare su una piccola parte e confondersi con la farina presente sulla superficie. Se, quindi, avete da parecchi giorni del pane in dispensa ancora morbido e apparentemente utilizzabile, aguzzate per bene lo sguardo. Per evitare la formazione della muffa è importante che il pane sia conservato in un sacchetto di carta perfettamente chiuso in modo che non entri aria all’interno. Altra accortezza è mantenerlo in un luogo asciutto e fresco – al riparo dal calore – a una temperatura consigliata tra i 14 e i 18 °C.
  2. Formaggi. La muffa sui formaggi non stupisce più di tanto: si leva lo strato superficiale con il coltello e non si rinuncia minimamente all’assaggio. Pochi sanno, tuttavia, che fatta eccezione per alcune tipologie di formaggio – come il gorgonzola – in cui la muffa è essa stessa parte integrante, la formazione di tossine può annidarsi ben oltre il sottile strato superficiale. Per prevenire il rischio di buttare il vostro formaggio preferito, dovete fare molta attenzione al tasso di umidità presente nel frigorifero. Come prima cosa, quindi, avvolgete il formaggio in un tovagliolo di stoffa o di carta specifica per il formaggio, evitando bustine di plastica o la classica pellicola che favoriscono la formazione dell’umidità. Altro consiglio è quello di suddividere grandi pezzi di formaggio in parti più piccole in modo da ridurre il tempo che passeranno in frigorifero. Per tutte quelle tipologie che invece dovrete per forza conservare all’interno di sacchetti di plastica chiusi – per evitare la contaminazione di odori – potete inserire all’interno una zolletta di zucchero che tenderà ad assorbire l’umidità in eccesso.
  3. Frutta e verdura. Partiamo dalla manutenzione del vostro frigorifero, perché la perfetta conservazione di frutta e verdura passa per una corretta pulizia dei cassetti in cui andrete a sistemarla. Per prima cosa, quindi, igienizzate con acqua e aceto o bicarbonato, asciugate perfettamente le superfici e riponete la frutta e la verdura senza metterle all’interno di sacchetti di plastica. Per prevenire la formazione della muffa fuori dal frigo, assicuratevi che il vostro portafrutta si trovi in un luogo asciutto e al riparo dalla luce diretta del sole. Soprattutto quando si tratta di agrumi (arance, limoni, mandarini), il pericolo della muffa è sempre dietro l’angolo: il trucchetto in più è quello di smuovere spesso la posizione della frutta in modo da ridurne l’umidità.
  4. Frutta secca. Anche la frutta secca può prestare il fianco alla tanto temuta muffa. E questo si deve alla loro composizione ricca di acqua e di zuccheri. Il proliferare di funghi e tossine può essere quindi abbastanza frequente soprattutto se non si osservano alcune accortezze. Conservate la frutta secca – mandorle, pistacchi o nocciole – in piccoli barattoli di vetro con chiusura ermetica e disponeteli in un luogo asciutto, meglio se all’interno della dispensa.
  5. Confetture e condimenti. I prodotti industriali danno la sensazione di durare più a lungo anche se aperti da alcuni giorni. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che alcuni preparati, come per esempio le confetture, sono ricchi di zuccheri e acqua, e quindi particolarmente esposti alla formazione di muffe. La scelta migliore sarebbe quella di consumare il tutto entro due o tre giorni dall’apertura del barattolo. Ma se questo non è possibile, come prevenire la formazione della muffa? Innanzitutto, stringete sempre al massimo la chiusura dopo ogni utilizzo e conservate confetture e condimenti in frigorifero senza lasciarli troppo a lungo a temperatura ambiente. Se invece si tratta di preparati non industriali, ma fatti in casa, scegliete contenitori in vetro con chiusura ermetica ed evitate l’utilizzo di tappi in rame o alluminio che potrebbero non assicurare una perfetta conservazione.
  6. Carne. Anche se di solito la carne è consumata poco dopo averla acquistata, può capitare di lasciarla in frigorifero per qualche giorno e rischiare di deteriorarla. Per evitare la proliferazione di muffa e tossine, togliete subito la carne dalla confezione in cui si trova, asciugatela con un foglio di carta assorbente e riponetela in un contenitore di vetro o di plastica rigida ben chiuso. Sistematela nella parte più bassa e fredda del vostro frigorifero e conservatela fino al momento dell’utilizzo ricordandovi di tirarla fuori almeno 30 minuti prima dalla cottura.