Home Cibo Aglione della Valdichiana, un prodotto da riscoprire che non va confuso con l’aglio

Aglione della Valdichiana, un prodotto da riscoprire che non va confuso con l’aglio

di Raffaella Galamini

L’Aglione della Valdichiana è un prodotto che sta rinascendo, molto pregiato e adatto a tantissime ricette grazie alla sua delicatezza.

Un campione di bontà, anzi un gigante viste le dimensioni tutt’altro che ridotte. L’Aglione della Valdichiana si sposa bene con tante ricette della tradizione contadina a cominciare dalla celebre accoppiata con i pici che non può mancare nel menu di un’autentica trattoria toscana. A dispetto del nome non va confuso con l’aglio (Allium sativum).  L’Aglione della Valdichiana appartiene alla varietà Allium ampeloprasum var. holmense. Può arrivare a pesare quasi un chilo e oltre che per le dimensioni generose si riconosce per il caratteristico colore bianco avorio e per il sapore delicatissimo. Non contiene infatti allina e quindi in Toscana è chiamato l’aglio del bacio e in Inghilterra kissing garlic, a rimarcare questa sua peculiarità.

Un prodotto che stava scomparendo

Nonostante la grande popolarità di cui gode oggi, la presenza sempre più frequente in GDO e le quotazioni da capogiro – si va dai 12-13 euro a inizio stagione ai 25-30 euro a fine raccolto – l’Aglione stava rischiando di scomparire dai campi della Valdichiana a cavallo delle province di Arezzo, Siena e Perugia. Noto già al tempo degli Etruschi, nel corso dei secoli la produzione era stata sempre più confinata in ambito familiare. Solo negli ultimi anni c’è stata una riscoperta e di fondamentale importanza è stato l’inserimento nell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) prima a livello regionale e poi nazionale. Il prodotto è stato inoltre registrato all’anagrafe nazionale dell’agrobiodiversità. Nel gennaio 2017 un gruppo di amministrazioni locali e di produttori ha inoltre deciso di costituire un’associazione per la tutela e la valorizzazione di questo prodotto.

Il percorso verso la DOP

Da più parti, viste anche le quotazioni sul mercato, si sta cercando di introdurre la coltivazione in terreni all’esterno della tradizionale area di produzione. per il conseguimento della dop servono ancora 2 anni, ma l'aglione rimane prezioso Da qui la decisione di avviare la procedura per il riconoscimento della Dop mentre i produttori hanno allo studio varie forme di tutela del prodotto a cominciare dall’idea di dotare l’Aglione di un QR-code per garantire provenienza, unicità e tipicità. Per arrivare a fregiarsi della denominazione di origine protetta serviranno ancora 2 anni, ma i 21 comuni a cavallo di Toscana e Umbria sono già al lavoro per potenziare la filiera e puntare sull’export. Le prime reazioni dall’estero ad oggi sono state incoraggianti. Per la Valdichiana l’Aglione non è solo sinonimo di tradizione ma anche un tesoro nel vero senso della parola: sia per i produttori che per gli operatori della zona attivi nel comparto del turismo. L’obiettivo è di puntare a un progetto di marketing territoriale per valorizzare tanto il prodotto quanto il territorio da dove proviene.

Un alimento delicato

Tra le caratteristiche più spiccante dell’Aglione l’elevata digeribilità e la delicatezza del sapore: ragione per cui in cucina il fiore è utilizzato per insalate e frittate o per realizzare creme, confetture, mostarde e perfino per fare il gelato. I valori nutrizionali e nutraceutici sono ottimi: è un ottimo antiossidante e aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari. Purtroppo il prodotto è disponibile solo per un periodo limitato dell’anno: è piantato a inizio autunno, il raccolto è abitualmente a giugno e la vendita prosegue fino a dicembre.