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I pasti per il Ramadan viaggiano in delivery

di Raffaella Galamini

Il Ramadan del 2021 è iniziato il 13 aprile e durerà come sempre un mese: tanti ristoranti si sono organizzati per consegnare cibi halal a domicilio.

In tempi di pandemia anche l’Iftar, il pasto serale consumato dai musulmani giornalmente per interrompere il digiuno durante il mese islamico del Ramadan, il pasto serale durante il ramadan è chiamato iftar viaggia con i rider delle piattaforme delivery. Un segno dei tempi e della globalizzazione. Il nono mese dell’anno, durante il quale si osserva l’astensione dal cibo durante la giornata per commemorare la prima rivelazione del Corano a Maometto, si è aperto lo scorso 13 aprile. Le consegne a domicilio di cibo halal hanno quindi registrato un forte aumento, come sottolinea Deliveroo che ha offerto spazio sulla sua piattaforma ai ristoratori che preparano piatti da asporto secondo le norme della legge islamica. Su 29 città sono quasi 90 i locali dove poter trovare cibi halal. Non solo le grandi città come Milano, Roma e Torino ma anche centri minori come Padova e Perugia.

Quali ristoranti cucinano cibi halal

Si tratta di ristoranti mediorientali, molti sono libanesi, ci sono poi i turchi o gli indiani. L’offerta offre uno spaccato della cucina straniera in Italia. Il punto di partenza è uguale per tutti: la sera si rompe il digiuno concedendosi prima una bevanda e alcuni datteri, come fece il profeta Maometto. Si procede poi con un menu completo: una zuppa, vari antipasti, un piatto corposo con tanto di dolce finale. Tra i piatti ricorrenti dell’Iftar fattoush, babaganoush e il tharid, un brodo di carne a base di pezzi di pane e da verdure dell’area meccana. Per chi vuole provare il pasto che rompe il digiuno dei musulmani, ecco alcuni ristoranti da provare.

  1. Mandaloun (via di Porta Pinciana 16/b, Roma) è un nome noto per chi apprezza la cucina libanese; è presente in vari paesi all’estero. Il ristorante romano si trova tra via Veneto e via Sistina, tra le specialità l’hummus, il falafel, il babaganoush. In occasione del Ramadan, Mandaloun propone un menù completo per l’iftar, composto da piatti caldi e freddi. Si parte con i datteri, poi una bevanda per preparare lo stomaco, quindi una zuppa per reintegrare i liquidi, la verdura come un’insalata fattoush, vari antipasti, un piatto principale a base di carne rigorosamente halal e infine un dolce per fornire energie per il giorno seguente.
  2. Tanur (via Chiana 54-56, Roma) che in persiano significa amore è da dieci anni un punto di riferimento per chi apprezza la cucina etnica del paese celebre per i pregiati tappeti. Il gestore infatti prima aveva un negozio di kilim, qum, isfahan e kashan. Proprio per soddisfare la curiosità della clientela ha aperto l’attività di ristorazione dove per il Ramadan si propone un pasto a base di datteri persiani, seguito da formaggi e verdure a cui poi si aggiungono altre specialità tipiche, come il celò kabab kubideh e il koresht fenesjan. Le carni sono halal al 100 %.
  3. Aladino (via Achille Maiocchi 30 – Milano). Vent’anni e non sentirli: Aladino è il ristorante milanese dove la cucina siriana va a braccetto con quella libanese; vengono privilegiati nelle pietanze verdure, cereali, legumi e spezie. Il titolare Jehad Altaiar, che gestisce il locale con il figlio Omar, ha voluto rendere omaggio al suo paese d’origine, la Siria con una cucina tradizionale e autentica.  
  4. Nun (via Lazzaro Spallanzani 36 / viale Gian Galeazzo 2, Milano). Si vantano di aver studiato, reinventato e trasformato il kebab. In effetti da Nun uno dei piatti più celebri della cucina mediorientale viene proposto in una versione pop senza svilire la tradizione. Ad affiancare l’offerta i classici prodotti mediorientali (hummus, baba ganoush, sabich, falafel, formaggi e insalate). Si aggiungono le specialità della cucina libanese, turca, cipriota, iraniana, greca, siriana, israeliana e palestinese. La proposta tiene conto delle esigenze di tutti: vegani, vegetariani, perfino di chi è a dieta. 
  5. Frary’s (Fondamenta dei Frari, San Polo, 2559 – Venezia). Il ristorante Frary’s Il si trova nel centro di Venezia, poco lontano dalla suggestiva Chiesa dei Frari in una tradizionale fondamenta con vista sul canale. Da vent’anni è un indirizzo di riferimento per chi apprezza la cucina mediterranea con un focus sulle specialità arabe e greche. Un rimando al legame che da sempre unisce Venezia all’Oriente. Su richiesta vengono preparati piatti halal.
  6. Kirkuk Kaffè (via Carlo Alberto 16b/18, Torino). La cucina curda risente di tante influenze provenendo da una vasta area che va dalla Grecia fino all’Iran. Questo ristorante torinese che porta il nome della città tra i monti Zagros e il fiume Tigri, propone in menu il doner kebab, i dolma, la moussaka e altre creme di melanzane, i kubba. Il bulgur viene servito con un sugo di verdure e carne, ci sono il nisk, il parda plaw e tashrib bamia. Infine l’hummus bil tahine, i falafel e il makluba. Il tè e il caffè sono aromatizzati alla menta e al cardamomo.