6 curiosità sugli asparagi che forse ancora non conoscevi

21 Aprile 2021

Fra i doni, anzi fra le delizie della primavera ci sono anche loro: gli asparagi. Con quel sapore delicato e inconfondibile, diventano protagonisti delle più svariate ricette nel segno della raffinatezza. Sono leggeri, ricchi di sostanze benefiche (in primis fibre, vitamine e antiossidanti), non stancano mai. E anche se usi di frequente in cucina questo magnifico ortaggio, scommettiamo che non sai proprio tutto sul suo conto? Ecco 6 curiosità che ti sorprenderanno.

  1. Le origini. Da una serie di studi è emerso che la coltivazione degli asparagi ha avuto origine in Mesopotamia, per poi diffondersi nell’antico Egitto, in Asia e dopo qualche tempo in tutte le aree del Mediterraneo. Stiamo parlando di ben duemila anni fa. Gli antichi Romani ne andavano matti, sulle tavole degli imperatori non mancavano quasi mai. Troviamo l’asparago citato negli scritti di Catone, Plinio, Teofrasto.
  2. Il nome. La parola asparago deriva dal latino asparagus, cioè germoglio. In effetti le parti commestibili della pianta sono i turioni, che si sviluppano fra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera dalle gemme carnose, le quali a loro volta formano la corona. Se non è raccolto, il turione può raggiungere un’altezza di 100-150 cm per poi diventare un nuovo fusto.
  3. L’effetto afrodisiaco. A partire dal 1500 gli asparagi cominciarono ad essere considerati, soprattutto in Italia e in Francia, cibi afrodisiaci. Il principale motivo è riconducibile alla loro forma. Nel Rinascimento, proprio in virtù di tale convinzione, furono scelti come alimenti propiziatori per i banchetti nuziali. Si dice addirittura che Napoleone III fosse solito consumarli prima di un incontro amoroso. Si tratta solo di credenze? No, perché gli asparagi sono ricchi di vitamina E, che pare agisca molto positivamente sul desiderio sessuale.
  4. Perché sono di colori diversi. Gli asparagi possono essere verdi, violetti oppure bianchi. I primi sono i più comuni, crescono fuori dal terreno e devono il loro colore all’alto contenuto di clorofilla. Quelli bianchi vengono coltivati sotto terra e, proprio per tale motivo, la clorofilla è del tutto assente. Gli asparagi violetti rappresentano la varietà più rara e pregiata; il colore non dipende dal processo produttivo bensì da peculiarità genetiche. Sono caratterizzati, cioè, dal doppio dei cromosomi rispetto alle altre tipologie.
  5. Mettono di buonumore. Sì, gli asparagi fanno sicuramente bene all’umore. Soprattutto quelli selvatici, infatti, contengono elevate quantità di triptofano, amminoacido essenziale per l’organismo umano nonché precursore della serotonina, il cosiddetto ormone della felicità.
  6. Il Museo degli asparagi. A Schrobenhausen, cittadina di circa 16.00 abitanti situata in Baviera, nel 1985 è stato inaugurato un museo interamente dedicato all’asparago, che da quelle parti viene definito ortaggio reale perché fondamentale per l’economia locale. C’è un’altra ragione alla base di questo particolare omaggio: gli asparagi erano fra gli alimenti prediletti di Ludwig II, Re di Baviera dal 1864 al 1886. Nel museo, che viene visitato ogni anno all’incirca da 10.000 persone, sono custoditi reperti provenienti da oltre 30 Paesi; fra l’altro, numerosi attrezzati usati per la coltivazione e vari utensili da cucina.