Milano riparte: 7 nuove aperture per gustare la città

5 Maggio 2021

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Con questa frase di John Belushi in Animal House (1978) si può descrivere la forza e la determinazione di chi, nonostante il periodo, ha deciso di lanciarsi in una nuova iniziativa. A Milano sembra quasi che il periodo di lockdown abbia dato il tempo agli imprenditori per prendere bene le misure per i loro nuovi locali: oltre al nuovo ristorante di Carlo Cracco sul Naviglio e all’Osteria alla Concorrenza di Diego Rossi, vi raccontiamo 7 nuove aperture da non perdere.

  1. Cantun Bakery (viale Boezio, 2) bistrot itinerante è un angolo, cantun in milanese, che ha aperto il suo secondo locale in Zona City Life. Dotato di un laboratorio comunicante con la cucina, Cantun offre solo prodotti freschi di giornata. Nell’angolo panetteria si trova il pane cotto su pietra. Diverse le tipologie prodotte in giorni specifici della settimana: dai classici presenti tutti i giorni, tra cui la baguette, i francesini e la tradizionale michetta milanese, preparata manualmente, attaccando pallina per pallina, agli speciali di farina di riso venere, di farro, ai multicereali, senza lievito aggiunto e rustico con tre tipi di farina. Con la farina macinata a pietra e proveniente dalle campagne del Mantovano sono preparate anche le focacce, le pizze, i salatini, i piccoli ungheresi e le dolci crostate. Il laboratorio sforna anche proposte per la colazione, cornetti di lievito madre sfogliate alla francese, dolci monoporzione e al taglio, biscotti secchi, che si possono consumare al banco accompagnati dai classici prodotti di caffetteria. A mezzogiorno si può scegliere fra un pranzo veloce o una più sostanziosa cucina espressa del mesdì. Alla sera, a partire dalle 18, aperitivo in perfetto stile milanese con cocktail o birre artigianali da accompagnare ai taglieri o al classico menu.
  2. Dal Milanese (viale Premuda, 16) è l’ultima creatura di Luca Guelfi. Qui si reinventa l’dea di trattoria, un luogo informale con una cucina tradizionale dalle origini casalinghe che incontra una curatissima ambientazione internazionale. Neon e insegne storiche, foto originali, quadri, stampe di pubblicità, lampade di Venini, mattoni a vista, solai in legno dei primi del ‘900 fanno da cornice ai piatti tipici della tradizione milanese. Mondeghili con salsa tartara dello chef, fiori di zucca con ripieno al taleggio, cotechino con lenticchie, riso al salto, risotto Carnaroli con luganega e raspadura lodigiana, ossobuco alla milanese con purea di patate, galletto al mattone con chips di patate, cotoletta di vitello alla milanese sono alcune delle proposte del locale. Amarcord per la selezione I Piatti della Milano da Bere, che propone poi alcuni grandi classici della cucina anni ’80, come il cocktail di gamberi in salsa rosa, farfalle al salmone affumicato, filetto di manzo al pepe verde con patatine fritte fatte in casa. Ad accompagnare i piatti, 80 vini scelti tra etichette italiane e 24 bollicine rigorosamente lombarde.
  3. Hekfanchai (tre sedi: via Padova, via Francesco Sforza, via Niccolini). Bing Shi 冰室, piccola trattoria popolare, ha allargato il proprio raggio d’azione per proporre lo street food honkongese in tre locali. Partito da via Padova poco meno di un anno fa, a breve il “giovane a cui piace mangiare” (Hek significa mangiare, Fan pasto e Chai giovane) ha aperto in via Niccolini e in via Sforza. Dietro le quinte lo chef Kin Cheung celebre a livello internazionale per la sua cucina curata e creativa, omaggio alle sue origini e che porta a Hekfanchai ricordi, tecnica e sapienza per un menu che cambia a ogni stagione e piatti sempre nuovi con la tipica attenzione orientale all’estetica oltre che al gusto. Questa l’idea di Kin e di Eric Yip, CEO e ideatore di quella che vorrebbe diventare una vera e propria catena in tutta Italia. Fedele al cibo di strada delle innumerevoli bancarelle di Hong Kong, i piatti di Hekfanchai vanno dai finger food a piatti più complessi che uniscono la cultura gastronomica occidentale e orientale. Da provare i cheung fun, ravioli aperti in cui il ripieno di gamberi, manzo o funghi è avvolto da una delicata sfoglia di farina di riso cotta al vapore, insaporiti dalla salsa di soia.
  4. Lasagna Factory (via Pavia, 6/2) è un viaggio alla riscoperta della tradizione italiana autentica e genuina. Ogni lasagna (in carta ce ne sono 12 varianti) è infatti ispirata a una regione italiana. Da nord a sud si va dal ragù di ossobuco e besciamella allo zafferano; alla zucca, zucchine e porcini; al ragù bianco d’anatra e besciamella verde agli spinaci; fino al ragù di mare con pasta nera, porcini, tartufo e besciamella al tartufo. Piatto signature è la Lasagna Factory che unisce i sapori tipici di una nota ricetta milanese e di una delle pietanze simbolo della cucina emiliana. In questo piatto innovativo il tradizionale ragù di manzo è sostituito dal ragù di ossobuco, realizzato con carne di Fassona piemontese, e la besciamella, oltre ai tradizionali ingredienti, contiene lo zafferano, tipico della tradizione meneghina.
  5. Marcellino il Sarto del Panino (passaggio Duomo, 2), nato dall’intuizione di usare solo prodotti freschi, fa il bis e, dopo via Napo Torriani aprirà in Passaggio Duomo. Si va dalla scelta del pane di quattro tipologie (ciabattina alla curcuma, pane ai farri antichi, pane classico lievitato 24 ore con farina 00 e la focaccia all’alga Spirulina), passando poi a una selezione di affettati e due proposte di mare (la tartare di tonno e di salmone). Per concludere ci sono i latticini, la verdura, la salsa con cui condire e il topping con cui decorare. La componibilità si evince dal menu che è stato realizzato come se fosse una mappa che guida l’utente in ogni passaggio. Sul retro si trovano i consigli di Marcellino nonché tutte le ricette studiate dallo chef. Inoltre, Marcellino ha deciso di aderire all’iniziativa di Not Yet Social, la prima community italiana a supporto delle piccole imprese colpite dalla pandemia, affidando la propria comunicazione a giovani ragazzi che aiutano i più piccoli a interfacciarsi ed emergere nel mondo digitale.
  6. Rom’antica (piazza Portello, via Grosotto 7), il nuovo progetto di Vera Ristorazione, Società del Gruppo Finiper, è l’indirizzo giusto per tutti gli amanti della pizza romana quadrata, gustosa, leggera e croccante, come da antica usanza del Centro Italia. Nella nuova pizzeria Rom’antica, è possibile gustare la pizza romana artigianale realizzata con materie prime scelte e selezionate provenienti solo da produttori italiani. L’impasto è preparato quotidianamente e, grazie al basso contenuto di lievito associato alla lunga lievitazione, la pizza risulta altamente digeribile. Disponibile anche nella versione da asporto, si può scegliere il gusto preferito tra una lunga lista di varianti della pizza romana mentre, per i più esigenti o curiosi, grazie alla vendita al taglio, si possono assaggiare più versioni contemporaneamente.
  7. Maré (ripa di Porta Ticinese, 67). Da Cesenatico alle rive del Naviglio Grande, Maré porta un po’ di Romagna nel capoluogo lombardo. Oltre al chiosco della piadina sempre aperto, il locale ha una proposta che spazia dalla colazione all’aperitivo, fino alla cena. In menu passatelli alle vongole, cappelletti al ragù di Mora Romagnola, cozze fritte, sardoncini con verdure all’aceto e un bel fritto di pesce verace.