Giro di Roma in 11 hamburger imperdibili

14 Maggio 2021

Un grattacielo di pane, proteine e salse, mangiato da tutti, almeno una volta nella vita. In qualsiasi emisfero terrestre, adolescenti affamati, single impigriti, bambini golosi, tutti ordinano l’hamburger. Quel panino dal sapore pop, globalizzante nel gusto, nato, si narra, tra i lavoratori del porto di Amburgo e diffuso rapidamente negli Stati Uniti con l’appellativo di Hamburger Steak, è ora un fenomeno alimentare da cui è difficile star lontani. A Roma ha assunto tinte diverse, rispettando sempre i canoni di un degno hamburger.

  1. Il Classico di Open Baladin (via degli Specchi, 6). Dietro a una grande birra c’è sempre un grande hamburger. A conferma di ciò è il classico cheeseburger di Open Baladin, un piccolo pub contemporaneo nascosto tra i vicoli intorno a Campo de’ Fiori. Pane di Bonci, carne di fassona e maestria nella cottura sono la chiave per quello che è uno dei più apprezzati hamburger della città. Qui nulla è lasciato al dettaglio: cosa rara, che qui è regola, è chiedere il punto di cottura della carne.
  2. All’Italiana di Birretta Wine and Food (via Simone de Saint-Bon, 69). A Prati Birretta Wine and Food, è diventata una tappa fissa per gli amanti del buon hamburger. Qui oltre alla versione classica ci si sbizzarrisce in molteplici varianti ottenute sempre a partire da materie prime importanti, come la carne della macelleria Feroci. Meritano attenzione i burger dal gusto prettamente italiano come il Fantozzi Burger, con frittatona di patate, provola e mayo allo jalapeno o il Pepper Burger con fonduta cacio e pepe, bacon e radicchio. Il ristorante effettua anche asporto e delivery.
  3. Tartare burger di The Meat Market (due sedi). A Testaccio e Piazza Bologna, The Meat Market offre un tartare burger perfetta fusione di Italia, Francia e America. Il panino dell’antico Forno di Roscioli è aperto e ben farcito di una battuta di manzo al coltello, stracciatella di burrata, pomodori confit, rucola e olio evo al basilico. Un hamburger fresco e dai gusti spiccatamente italiani che esalta la materia prima selezionata da Vito Fiusco e Anita Nuzzi. Il panino, come le altre proposte si possono gustare al ristorante o tramite asporto e delivery.
  4. Smashed Burger  di Limerick Pub (via Nemorense, 86 c/d). Lo smashed burger è una tipologia di hamburger dove il disco di carne viene schiacciato (smashed) con forza sulla piastra per aumentare la superficie della crosticina data dalla reazione di Maillard. A via Nemorense, Limerick pub dal 1995 è tra i pochi burger bar della Capitale, a riportare in menu questa ricetta fedelmente. La carne della macelleria Feroci viene schiacciata e rosolata su piastra per poi essere abbinata a cheddar, cetriolini pickled, cipolla rossa e salsa segreta all’interno di un bun al latte.
  5. Chicken Burger di Legs (via delle Rose, 54). Da Legs, a Centocelle, i The Fooders, Marco Baccanelli e Francesca Barreca, propongono una versione del chicken burger di qualità. Solo la parte più saporita e tenera del pollo, la sovracoscia è marinata e poi o panata e fritta e spolverizzata di polvere di cipolla oppure grigliata. Insalata coleslaw, salsa legs e cetrioli sott’aceto ultimano l’opera.
  6. Fishburger di The Fisherman Burger (via Ravenna, 34). Recentemente aperto in zona Piazza Bologna, Fisherman Burger stupisce per i suoi fish burger. A metà strada tra un lobster bar e un ristorante di fish burger, questo piccolo locale stupisce per i suoi panini di mare, dal morso carnivoro, grondante condimento ma dal contemporaneo gusto di mare. Il proprietario Vito Fiusco, per portare avanti la sua idea di pesce al di fuori dei confini pugliesi ha elaborato un menu che unisce i buoni ingredienti italiani allo spirito americano. All’interno dei panini forniti dall’Antico Forno Roscioli arrivano, nel “Del Mozzo”, il trancio di merluzzo con spinaci saltati, bacon croccante, scamorza affumicata e maionese mentre nel “Davy Jones”, in formato rosetta, c’è il polpo arrosto con crema di fave, bietola e friggitelli. Una partita a parte la gioca il lobster roll, nella duplice versione con bacon o con cipolla caramellata: la base è sempre polpa d’astice, maionese e pane morbido al burro. I fishburger come gli altri piatti in menù sono ordinabili anche da casa sfruttando molteplici piattaforme di delivery.
  7. Beyond Burger di Camillo (piazza Navona, 79-81). Oltre al classico hamburger e a qualche variante, comunque sempre carnivora come il Costolette burger con bbq ribs disossate e cotte a bassa temperatura, Camillo – a Piazza Navona dal 1890 – propone una serie di Beyond Burger (vegetariani) accostando tecniche diverse e ingredienti sempre nuovi. Tra questi, nel nuovo menu, figura il KFC – Korean Fried Cauliflower: cavolfiore fritto glassato con kimchi fermentato rigorosamente home-Made e sottaceti. Un nome che è tutto un programma e che prospetta all’assaggio, i gusti e l’esperienze tipiche da fast – food, rilette in chiave internazionale e contemporanea. Disponibile in asporto e al ristorante.
  8. Vegano di Flower Burger (due sedi). Con duplice sede a Prati e a via Alessandria, Flower Burger propone un arcobaleno di burger esclusivamente vegani. Rosa fucsia, turchesi, verde fluo, sono i colori dei panini che vedono riempirsi di patty vegetali a base di quinoa, ceci, fagioli red kidney, accompagnati da verdure e salse artigianali. Il rischio di un risultato eccessivamente denso e stoppaccioso viene superato dall’uso abbondante delle salse, come la Flower mayo a base di latte di soia. Tra i più amati e fotografati c’è il Cherry Bomb con bun rosa fucsia, disco di lenticchie e riso basmati, pomodori confit, germogli di soia e salsa Rocktail a base di ketchup, senape, Flower Mayo, alga nori e brandy.
  9. Stellato di Bowie. La chef stellata Cristina Bowerman, con il suo Bowie, offre un menu a cavallo tra Messico, Francia, New York, passando per Trastevere, disponibile a Roma e a Milano. Tra le proposte c’è anche il suo celebre panino alla liquirizia con scaloppa di foie gras, mayo al passito e ketchup di mango. Il perfetto equilibrio tra grassezza, dolcezza e acidità, in formato burger, da mordere senza timore anche a tavola di una delle stelle più luminose della ristorazione capitolina.
  10. Il gourmet di Cult Burger and Things (via Ostia, 29). A Prati, da Cult Burger and Things si stravolge l’idea di hamburger cotto violentemente sulla piastra. Qui i patty sono cucinati sottovuoto per mantenerne intatte le proprietà nutritive, i sapori e i colori. Oltre questo, anche gli extra aggiunti a carne e pane sono fuori dai canoni: nel “Roma – Tokyo” il burger di Wagyu si vede affianco il guanciale di suino siciliano nero dei Nebrodi, la crema di pecorino e pepe di sichuan, la spuma di uovo biologico e la mayo al wasabi mentre il “The best cheesebacon in Town” sempre il burger di Wagyu si associa a cave matured cheddar, guanciale di suino siciliano nero dei Nebrodi, cipolla di Tropea in agrodolce, salsa BBQ homemade allo Zacapa 23 years, pomodoro e insalata lollo.
  11. Da pizzaiolo di Straforno (via del Casale di S. Basilio, 19). A San Basilio, Straforno non sforna solo ottima pizza ma, a partire dallo stesso impasto, prepara il suo pane da burger da aprire e farcire rovente di patty di carne di manzo. A lui si aggiungono ingredienti stagionali e italiani: niente bacon ma solo guanciale. Oltre al classico, c’è il “Mortazza” con scamorza affumicata, mortadella Igp Bologna con pistacchi, lattuga romana e salsa “Graziella”, o il “Croccante” con  provola affumicata, guanciale croccante, rosti di patate, lattuga romana, cipolla rossa caramellata e salsa Straforno a base di ketchup, maionese, senape e salsa barbecue. Il pane è disponibile anche glutenfree. Il ristorante effettua anche delivery in tutta Roma.