6 nuovi modi di intendere il sushi (e celebrare il Sushi Day)

18 Giugno 2021

Lo amiamo e abbiamo imparato ad apprezzarlo ancora di più durante i lunghi mesi passati in casa: del resto il sushi è la portata ideale per il delivery, ma anche per tutte quelle situazioni in cui di cucinare si ha voglia pari a zero. Il 18 giugno in tutto il mondo si celebra il Sushi Day: dopo il conforto ricevuto, è ora di rendere il giusto omaggio a questa pietanza che ci ha fatto viaggiare da fermi. Come? Nel modo e nei ristoranti più creativi d’Italia.

  1. Sambamaki (diverse sedi a Roma). Come segnala Deliveristo, piattaforma digitale che mette in contatto ristoratori e chef con produttori di materie prime alimentari, Sambamaki ha messo insieme la rigorosa tradizione culinaria giapponese con l’immensa e caleidoscopica fantasia sudamericana: ne è nato il Brazilian Sushi. Dal 2015, grazie a un’idea di Riccardo Di Salvo e Ricardo Takamitsu, a Roma è possibile assaggiare piatti giapponesi incredibili, grazie alla rivisitazione in chiave carioca. La punta di diamante sono i roll di spigola: qui il pesce incontra la frutta fresca e una salsa al lime molto creativa. Completano il piatto bottarga, uova di pesce volante e sfoglia d’oro.
  2. Matanē (via Gaspare Rosales 1, Milano). Siamo a Milano, dove il sushi è religione. In questo locale è possibile assaggiare gli onigirazu, un piatto nato dalla fusione di un sandwich e un onigiri, l’amatissima pallina di riso giapponese che abbiamo imparato ad amare grazie ai cartoni animati. All’interno di questi paninetti ci possono essere tonkatsu (fetta di carne di maiale impanata nel panko e fritta), tamago (frittata giapponese realizzata nella classica padella quadrata), salmone marinato o tonno tataki. Si può ordinare anche la versione vegetariana realizzata col tofu. Per completare l’esperienza nippo-gastronomica, si possono ordinare donburi, ramen freddo, insalate e dolci giapponesi.
  3. Armonico (via Pastrengo, 15, Milano). Rimanendo a Milano, da Armonico il sushi non è tanto fedele alla tradizione, quanto alla stagionalità delle materie prime. Ecco che, rispettando il trend vegan, in carta c’è anche un’ampia proposta di sushi vegano. Armonico nasce a inizio 2020 dall’idea di quattro giovani under 30 – Daniel Fompowou, Gian Marco Virgini, Francesco Riganelli e Teo Re Fraschini – e vede alla guida della cucina Josè De Souza, chef brasiliano di San Paolo. Da non perdere l’articolata proposta di sake.
  4. Kanpai (via Melzo 12, Milano). A due passi da Porta Venezia, ai fornelli del Kanpai troviamo lo chef Masaki Okada, autore di un menu fatto di ricette eleganti e all’avanguardia, frutto dell’unione di alcune delle più affascinanti tecniche di cucina. Qui fermentazione e cotture a bassa temperatura vanno molto d’accordo tra loro. Ed è proprio da qui che trae ispirazione la proposta contemporanea Yukke Don. L’idea nasce dalla classica ciotola di riso a cui si aggiunge del pesce marinato e condito con salsa yukke, realizzata con soia, kochujan, olio di sesamo, mirin e zucchero.
  5. Al Mulo Cojone (via Arco Ripoli, 5, Corato). Planando su Bari, per la precisione verso Corato, Domenico Marcone ha dedicato allo studio del sushi gli ultimi, lunghi mesi di pandemia. Ne è nato il Meat Roll: niente salmone o tonno, ma carne e prodotti tipici racchiusi nei classici cilindretti di riso. Tra le novità nate con la ripartenza, da non perdere quella con salsiccia di cavallo, ricotta marzotica e zucchina fritta, accompagnata con un gazpacho pugliese e soia.
  6. Pasticceria Pino Ladisa (viale Papa Giovanni XXIII 199, Bari). Rimanendo in Puglia, ci si può accostare alla vetrine dei dolci di Pino Ladisa, che con la sua arte sta scrivendo la storia della pasticceria in città. Recentemente incluso nella guida Pasticceri e pasticcerie 2020 del Gambero Rosso, alla cultura giapponese ha dedicato il Choco Sushi: un bocconcino di riso al cioccolato, colorato e golosissimo, da gustare in un unico boccone.