Il Crazy Cat Café vittima di una diretta su Twitch

21 Giugno 2021

A Milano c’è un posto dove puoi bere il caffè con la piacevole compagnia di un gatto, anzi nove per la precisione. Crazy cat café – via Napo Torriani 5 – è il nome del locale, protagonista anche di una puntata del programma 4 ristoranti di Alessandro Borghese. Questo particolare bar è stato vittima di una tempesta d’odio generata da un noto broadcaster.

Ecco i fatti: alcuni giorni fa nel locale è arrivato uno streamer. C0s’ è uno streamer? Una persona (spesso giovane) che trasmette la sua vita o parte di essa in diretta sui social, non sempre rispettando le normali regole di convivenza. La proprietaria prima di farlo entrare, allarmata dal suo comportamento sospetto, gli avrebbe fatto qualche raccomandazione pregandolo di non infastidire nessun cliente. Raccomandazioni del tutto vane.

L’annuncio sui social

Uno streamer (…) è venuto nel nostro locale, in diretta Twitch. La popolarità di questo personaggio deriva dal fatto che entra nei locali o negozi comportandosi in modo molesto”. Queste le parole scritte sui social dello staff del bar, che dopo una prima indecisione nel voler rendere pubblico l’accaduto, hanno creduto fosse giusto farsi avanti, denunciando il ragazzo che ha infastidito i clienti presenti e la proprietà del locale con comportamenti maleducati e fuori luogo.

Le conseguenze sono state però più pesanti. Oltre al danno momentaneo causato agli ospiti presenti nel locale, è arrivata la beffa della shit storm sui social: i fan della diretta hanno infatti iniziato a chiamare il locale per scherzi telefonici e a scrivere recensioni negative. Per fortuna, la scelta di rendere pubblico l’accaduto è stata giusta. Tanti, infatti, sono i sostenitori del Crazy Cat café che stanno aiutando il bar a contrastare le recensioni negative con quelle positive.

Ora non ci rimane che lavorare sodo per continuare ad essere all’altezza delle vostre bellissime parole!” Queste le dichiarazioni scritte sulla pagina Facebook del bar poche ore fa: “Credo che possa essere una lezione per tutti, sulla potenza dei social e sulla responsabilità dell’essere un personaggio o una pagina pubblica, ma anche senza volere, per creare molti danni”.