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Le guide di Agrodolce: vacanze in Romagna

di Carlotta Mariani

In ogni stagione la Romagna offre tanto. Oltre il mare, c’è infatti ben altro da scoprire. Ecco le mete, i ristoranti e gli hotel da non perdere.

Le vacanze in Romagna sono il simbolo dell’estate italiana, anche grazie a tanti film di ieri e di oggi, che hanno reso celebre la Riviera Romagnola, da L’ombrellone di Dino Risi (1965) alla serie Netflix Summertime (2020-). Sono i ricordi di quando eravamo bambini e delle spensierate serate senza fine della gioventù. una zona d'Italia ricca di arte, storia, natura e ricchezze enogastronomiche Ma oltre al mare e ai divertimenti (che non tutti apprezzano), la Romagna offre decisamente molto di più. E non solo in estate, ma in tutte le stagioni. Enogastronomia, arte, storia, natura, si intrecciano in questo territorio, abbracciato sì, dal mare Adriatico, ma anche dagli Appennini tosco-romagnoli, da pianure e colline. È la terra del regista Federico Fellini e dei poeti Giovanni Pascoli e Tonino Guerra, degli ultimi anni di vita di Dante, dei mosaici e dei castelli. È un territorio fertile che dà vita a gustosi prodotti tipici, un luogo dove le tradizioni, soprattutto culinarie, sono ancora vive e amate anche dai giovani. Dove ci sono quattro ristoranti stellati ma migliaia di osterie e trattorie dove sentirsi a casa. Volete scoprire tutti gli angoli, anche i più nascosti e gustosi di questa parte d’Italia? Seguite passo dopo passo la nostra guida alle vacanze in Romagna.

Ravenna e provincia, cosa vedere

  • Mosaici di Ravenna: questa cittadina romagnola è famosa per ospitare la tomba di Dante, ma anche per le sue incredibili opere artistiche, riconosciute dall’Unesco. Pensate che gli spettacolari mosaici bizantini hanno ispirato persino l’artista Gustav Klimt. La visita inizia dalla basilica di San Vitale del V secolo, le cui decorazioni vi lasceranno senza fiato. Di fianco si trova il piccolo mausoleo di Galla Placidia, uno degli edifici più antichi di Ravenna. Il tour prosegue con la basilica di Sant’Apollinare Nuovo, i cui mosaici sembrano aver ispirato alcuni passi della Divina Commedia. E infine sedetevi ad ammirare la volta del battistero degli ortodossi (o neoniano), di fianco al duomo, uno degli esempi più interessanti di arte paleocristiana e bizantina. Da notare che tutti questi monumenti sono poco distanti gli uni dagli altri e si possono raggiungere facilmente a piedi.
  • Brisighella: un borgo amatissimo dagli stranieri, ancora poco valorizzato in Italia. Si trova sugli Appennini, nel parco regionale della vena del gesso, ed è caratterizzato dai cossidetti “tre colli”: la rocca manfrediana (XIV secolo), il santuario del Monticino (XVIII secolo) e la torre detta dell’orologio (XIX secolo). Passeggiate tra le vie della cittadina e non dimenticate di assaggiare l’olio extravergine di oliva di Brisighella Dop, frutto della cultivar autoctona “nostrana di Brisighella”.
  • Saline di Cervia: secondo alcuni sono di origine etrusca, per altri greca. Quel che è certo è che hanno iniziato a prosperare con i commerci dei Romani e oggi il sale marino artigianale di Cervia è un presidio Slow Food. Al di là del bene prezioso che producono, quest’area è piacevole da visitare, anche con i bambini. Le saline di Cervia sono infatti una riserva naturale tutta da scoprire grazie alle attività guidate a piedi, in bicicletta, in barca elettrica, in canoa o in trenino da marzo a novembre.
  • Milano Marittima: una delle mete più note della Riviera Romagnola, soprattutto da chi ama la vita mondana. In realtà, Milano Marittima offre anche qualcosa di più, come una passeggiata a cavallo nel parco naturale, uno sguardo alle ville liberty o una visita alla casa delle farfalle.

Ravenna e provincia, dove mangiare

  • Osteria passatelli 1962 (via Ponte Marino 19, Ravenna). All’interno del cinema-teatro Mariani che ospitò la prima proiezione nel 1896, a solo un anno di distanza dal primo spettacolo dei fratelli Lumiere, nel 2013 è nato un ristorante moderno, ma dall’animo tradizionale. La cucina e le materie prime del territorio sono le protagoniste, non solo nelle proposte più classiche, come i passatelli in brodo, ma anche nelle interpretazioni originali, come gli strozzapreti al sangiovese e ragù bianco di salsiccia di mora romagnola. Anche la carta dei vini valorizza le proposte regionali e per questo è stata premiata con il riconoscimento “Carta Canta” dell’enoteca regionale Emilia-Romagna.
  • Alexander (via Bassa del Pignataro, Ravenna). Sulle vecchie mura della città, un ristorante elegante, dove la tradizione romagnola e italiana è soltanto il punto di partenza per la creatività del giovane chef Mattia Borroni. Dai moscardini al coccio, polenta bianca e pomodori appesi alla crema cotta alle spezie e frutti rossi al carcadè, un pasto all’Alexander sarà un modo diverso dal solito di godere del buon cibo della Romagna.
  • Radici cucina e cantina (via Mentana 23, Ravenna). Ingredienti di stagione, materie prime selezionate, il rispetto della tradizione locale ma anche curiosità per mondi diversi. Sono questi gli elementi che caratterizzano questo giovane ristorante da poco trasferitosi nel centro di Ravenna. Il 99% dell’ampia carta dei vini può essere anche degustata al calice. Si tratta di etichette provenienti dalle zone più vocate d’Italia e d’Europa.
  • Ca’ de Vèn (via Corrado Ricci 24 Ravenna). È un luogo di ritrovo e di riferimento. Merito anche della location esclusiva: un edificio del ‘400, il palazzo Rasponi, in pieno centro storico. Il ristorante è stato aperto nel 1975 proponendo piadina, affettati e vino, ancora proposte cardine (seppur non più uniche) dell’offerta del locale ravvennate. Interessante e curata anche la proposta enologica.
  • Fred enogastronomico (circonvallazione alla Rotonda dei Goti 27, Ravenna). Poco distante dal famoso mausoleo di Teodorico e dal parco della rocca Brancaleone, un piccolo locale informale con la particolarità che il menu è composto da mezze porzioni così da poter assaggiare più piatti, interpreti della cucina italiana e internazionale. Dal bollito con pollo marinato jerk ai tagliolini con gamberi rosa dell’Adriatico. La carta dei vini si rinnova ciclicamente per far scoprire sempre proposte nuove.
  • Ristorante Le ghiaine (via Romea Nord 180, Cervia). New entry dell’ultima guida dell’Espresso. Si trova a pochi chilometri dalle famose saline di Cervia, in mezzo al verde. Un ristorante dall’atmosfera familiare e dall’ambiente luminoso e moderno. Le specialità sono la carne alla griglia e la piadina, servita calda al posto del pane, come da tradizione. Oltre ad alcuni piatti tipicamente romagnoli, come i cappelletti al ragù, il menu propone ricette rivisitate, che cambiano a seconda delle stagioni.
  • Cala Zingaro (traversa 19, Milano Marittima): un inno alla semplicità, ai ricordi di momenti che ci hanno fatto stare bene, a un’atmosfera rilassata. Si attraversa l’orto/giardino e si arriva al ristorante, direttamente sulla spiaggia. La cucina è una rivisitazione della tradizione romagnola, in quel mix di stili e materie prime (sempre mantenendo un equilibrio) che caratterizza anche l’ambiente circostante. Ne è un esempio la spoja lorda (pasta imbottita tipica del ravennate) con polpa di scorfano, crema di zucchine e mandorle tostate.

Ravenna e provincia, dove dormire

  • L’albergo Cappello (via IV Novembre 41, Ravenna). A pochi passi dalla basilica di San Vitale, in pieno centro storico, questo hotel si sviluppa all’interno di un palazzo rinascimentale. Secondo la tradizione, qui nacque Francesca da Polenta (o da Rimini), posta da Dante nel V canto dell’Inferno per la sua relazione con il cognato Paolo Malatesti.
  • Agriturismo Pedrosola (via San Cassiano 95, San Cassiano). A pochi chilometri da Brisighella e dal parco delle foreste casentinesi, all’interno di un edificio le cui prime testimonianze risalgono al ‘300 si trova questa azienda agrituristica romagnola. La colazione è caratterizzata dai prodotti biologici dell’azienda: miele e confetture.
  • Hotel Solemare (XI Traversa 20, Milano Marittima). Come spesso accade in Romagna, questa struttura viene gestita da 30 anni dalla stessa famiglia con grande cura per i dettagli e la sostenibilità. Le camere hanno un’ambientazione nautica. Del resto, l’hotel si trova vicino al mare, oltre che al centro di Milano Marittima.

Imola, cosa vedere

  • Rocca sforzesca: il complesso, di origine duecentesca, è interamente visitabile e dai camminamenti di ronda si può godere uno splendido panorama del territorio circostante, fino agli Appennini. All’interno è presente un’interessante collezione di armi antiche e di ceramiche medievali e rinascimentali.
  • Biblioteca: situata nell’ex convento di San Francesco, affonda le sue origini alla metà del XIV secolo per volere di padre Giuseppe Maria Setti. Attualmente conserva circa 10mila testi.
  • Autodromo: Romagna e motori, un legame indissolubile. Ecco che allora merita una visita il famoso autodromo, costruito negli anni ’50, che ha ospitato per 25 anni il gran premio d’Italia di Formula 1, oltre a gare motociclistiche e, come dimenticare, il festival musicale Heineken Jammin’ Festival. All’ingresso è stato da poco aperto il museo multimediale dell’autodromo di Imola Checco Costa.

Imola, dove mangiare

  • San Domenico (via Sacchi, 1). è uno dei riferimenti stellati romagnoli. Il ristorante, aperto nel 1970, fu il primo a sdoganare la cucina romagnola da trattoria a favore di un’esperienza più ricercata e raffinata. Oggi in cucina troviamo Valentino Marcattilii e il nipote Massimiliano Mascia, che portava avanti una rivisitazione della tradizione, valorizzando al massimo le eccellenze del territorio. Tra i grandi classici del ristorante vi segnaliamo l’uovo in raviolo “San Domenico” e la sella di maialino mora romagnola.
  • Osteria del vicolo nuovo da Rosa e Ambra (via Codronchi, 6). Una realtà al femminile dal 1984. Le ostesse Rosa e Ambra accolgono i clienti in questo locale rustico, ricavato all’interno di un palazzo del ‘600. Il menu è quello della tradizione, prevalentemente di terra, interpretata in cucina da Simona e Stefania. Tra i cavalli di battaglia, i doppi ravioli con squacquerone, i garganelli di Imola con scalogno di Romagna e pancetta e il coniglio arrostito in rete all’albana di Romagna.

Imola, dove dormire

  • Corte di maggio B&B (via Correcchiello, 2). Una residenza rustica immersa nel verde dove provare con mano l’ospitalità romagnola e la tranquillità della campagna, anche se a poca distanza dalla città e soprattutto dall’autodromo. Particolarmente apprezzata è la colazione ricca e curata.
  • Agriturismo Podere Zampiera Vecchia (via Rondanina 27, Sesto Imolese). È il sogno della proprietaria Chiara Boschi, che oltre a portare avanti l’azienda agricola (ricovertita al biologico nel 1999) ha ristrutturato la vecchia rimessa e l’antica legnaia per ospitare persone da tutto il mondo. La colazione è preparata con le materie prime coltivate proprio da Chiara.

Forlì-Cesena e Valle del Savio, cosa vedere

  • Cesenatico: le immagini del Porto Canale con le colorate vele antiche è una delle più ricorrenti quando si parla di Romagna. Questa cittadina marinara è molto apprezzata come località di mare, ma anche come meta enogastronomica. Passeggiate lungo il Porto Canale e ammirate le ville liberty nella zona di viale Anita Garibaldi e viale Carducci. E se siete in cerca di qualcosa di davvero autentico, alla mattina presto andate al mercato ittico vicino alla darsena e scoprite i profumi e i sapori del mar Adriatico.
  • Forlimpopoli e Artusi: questa cittadina sorta lungo la Via Emilia, tra Forlì e Cesena è caratterizzata dalla Rocca Albornoziana, di origini trecentesche, che si affaccia sulla piazza principale. Poco distante si trova la chiesa dei servi del XV secolo. Ma ciò che rende famoso questo abitato è il suo illustre cittadino: il gastronomo Pellegrino Artusi. La casa natale oggi ospita un centro di cultura gastronomica, una bottega, un ristorante e una scuola di cucina. A fine giugno, viene dedicata una settimana intera alla Festa Artusiana con incontri, degustazioni e mostre ispirate al lavoro del gastronomo.
  • Bagno di Romagna, tra terme e trekking: la provincia di Forlì-Cesena è un luogo d’interesse per gli amanti del benessere. Ecco che a Bagno di Romagna, sugli Appennini tosco-romagnoli, sgorgano benefiche acque termali a una temperatura naturale di 45° C. Da qui si può poi accedere al paradiso naturale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che offre escursioni per tutte le età e tutti i livelli di allenamento. Pensate che la rete Val di Bagno Trek comprende oltre 200 km di sentieri.
  • Mercato Saraceno: nato come mercato attorno alla metà del 1100 in una zona pianeggiante vicino al ponte sul fiume Savio tra Cesena e Bagno di Romagna, il paese visse un momento particolarmente florido nell’Ottocento con l’inizio dell’estrazione dello zolfo. Mercato saraceno è il luogo ideale per una vacanza in Romagna all’insegna della tranquillità e della vita all’aria aperta. Qui, infatti passa la nota gara ciclistica Nove Colli e il cammino di San Vicinio, oltre 200 km tra la Romagna e la provincia di Arezzo. Si possono poi affrontare altre spettacolari escursioni, come i “sentieri del tasso” o il “fosso sassignolo”, per poi tornare nel centro e gustare la cucina romagnola della tradizione.
  • Musei San Domenico: dal restauro di un convento forlivese, la cui chiesa originaria risale al XIII secolo, è nato uno dei più interessanti e organizzati sistemi museali della Romagna. La chiesa di San Giacomo e gli affreschi del refettorio sono stati conservati, mentre il resto della struttura ospita mostre molto apprezzate.

Forlì-Cesena e Valle del Savio, dove mangiare

  • Ristorante Magnolia (viale Trento 31, Cesenatico). Altro ristorante stellato romagnolo. Nato nel 2003 da un’idea del giovane chef Alberto Faccani, è il luogo dove la tradizione incontra il desiderio di sperimentare e di stupire, dove vivere un’esperienza dal respiro internazionale anche nel cuore della Romagna. Da notare che gli under 35 hanno la possibilità di assaggiare il menu degustazione a un prezzo speciale.
  • QuintoQuarto (piazza Ciceruacchio 1, Cesenatico). Lungo il porto canale, dall’esperienza del ristorante Marè, è nata una piadineria moderna. L’atmosfera è quella degli anni ’50 ma la cucina a vista e il menu ci riportano al presente. Lo chef Omar Casali ha studiato per mesi le farine romagnole per arrivare all’impasto perfetto e a ogni stagione, oltre ai classici come la piadina sardoncini e radicchio, vengono sperimentati nuovi e inusuali abbinamenti. Sempre con il massimo rispetto delle materie prime. Ecco che allora i salumi vengono serviti al cartoccio, con piadina a parte.
  • Il Galeone (piazza Giacomo Matteotti, Sogliano al Rubicone): si affaccia sulla piazza principale della cittadina romagnola, rinomata per il suo formaggio di fossa di Sogliano Dop. Non fatevi trarre in inganno dal nome. Qui il pesce fresco si mangia solo su prenotazione, per il resto il menu parla del territorio, di formaggio, di tartufi, di tagliatelle al ragù e verdure gratinate.
  • Osteria dei frati (via R. Comandini 149, Roncofreddo). Dal 2012 gestiscono questo ristorante luminoso e ben curato Giorgio Clementi, in cucina, e Valentina Grandotti, regina della sala e della cantina. Il menu propone una rilettura della tradizione e dei ricordi dello chef, valorizzando al massimo la stagionalità, i produttori locali e i presidi Slow Food.

Forlì-Cesena e Valle del Savio, dove dormire

  • Agricola Casa Cucina Bottega (via Cesuola 901, Cesena). Un agriturismo sulle colline del cesenate, immerso nel verde. Nato come punto di ristoro, tra ricette romagnole e interessanti reinterpretazioni, accompagnate da una piccola carta dei vini del territorio, oggi è anche un punto vendita di prodotti bio e un luogo dove dormire in tranquillità. Le quattro camere sono state ricavate nell’antico casolare.
  • Grand Hotel Cesenatico (piazza Andrea Costa 1, Cesenatico). È una delle location scelte per la serie Netflix Summertime. Si tratta di una struttura elegante ed esclusiva che si affaccia sul mare Adriatico. Difficile resistere all’ampia piscina esterna.
  • Locanda alla mano (via della Repubblica 16, Forlimpopoli). Poco distante dal centro storico della cittadina, nasce dalla passione di Giovanni e Lorena per l’accoglienza. Nel 2011 al ristorante hanno aggiunto quattro stanze, ognuna dedicata a una stagione, per creare un legame ideale con la parola chiave dei loro piatti: stagionalità.
  • Agriturismo Terrazza sul Parco (via Montegranelli – Carnaio 14/A, Bagno di Romagna). In questo antico borgo in pietra si ospitano dal Medioevo i pellegrini che dal Nord Europa viaggiavano verso Roma. Oggi è un rifugio amato da chi cerca la tranquillità, la natura e l’intimità. Si può alloggiare in uno dei quattro appartamenti ristrutturati mantenendo lo stile delle vecchie case coloniche della zona.

Rimini e Valmarecchia, cosa vedere

  • Borgo San Giuliano e ponte di Tiberio: sono tanti i monumenti e i punti di interesse di Rimini, ma merita in particolare una visita o meglio una passeggiata, un quartiere da poco riqualificato. Si parte dal ponte di Tiberio, importante ricordo romano, completato nel 21 d.C. Da qui si accede al parco Marecchia (o parco XXV aprile), un area verde di 25 ettari la cui pista ciclabile collega Rimini al borgo di Torriana. E qui si apre Borgo San Giuliano, quartiere popolare già noto nel XI secolo, e fonte d’ispirazione per il regista Federico Fellini. Ancora oggi è un luogo pittoresco, fatto di murales e ristorantini accoglienti.
  • Santarcangelo e le grotte: questa cittadina a pochi km da Rimini, oltre ad avere dato i natali al poeta Tonino Guerra e a ospitare l’azienda agricola di Carlo Cracco, è famosa per il festival del teatro in piazza e per i suoi affascinanti percorsi sotteranei. Circa 160 grotte sono al momento conosciute, scavate nell’arenaria e nell’argilla, di cui l’origine è ancora avvolta nel mistero. Alcune di essere sono visitabili con tour guidati e poi si riemerge e ci si gode il caratteristico centro storico pedonale.
  • Riccione e il Liberty: emblema dei divertimenti della Riviera Romagnola, negli ultimi anni sta puntando su un turismo meno rumoroso e più a portata di famiglia. Se volete conoscere un lato inedito di questa cittadina, fermatevi ad ammirare gli edifici in stile Liberty di fine ‘800 – inizio ‘900, come Villa Lodi Fè e Villa Franceschi, oggi sede della galleria d’arte moderna e contemporanea.
  • La rocca di San Leo: considerato uno dei borghi più belli d’Italia, è stato citato anche nella Divina Commedia. Difficile, del resto, non restare impressionati di fronte a questo sperone di roccia, su cui punta, la rocca (XV secolo), si gode una vista mozzafiato sulla Romagna. Il centro storico offre un’atmosfera senza tempo, attorniati da edifici romanici e rinascimentali, ma è la rocca e la sua collezione d’armi ad attirare gran parte dei visitatori.
  • Sant’Agata Feltria: l’Alta Valmarecchia è un susseguirsi di borghi e paesi arroccati, dove ritrovare ritmi e sapori autentici, oltre che tracce della storia della Romagna e panorami spettacolari. Tra questi, non possiamo non citare Sant’Agata Feltria famosa per la sua fiera del tartufo bianco a ottobre. E, dopo la degustazione, non dimenticatevi di ammirare il teatro Angelo Mariani, uno dei più antichi d’Italia (1605), e la rocca, che ospita un museo dedicato alle fiabe in collaborazione con lo stilista Salvatore Ferragamo.

Rimini e provincia, dove mangiare

  • La Marianna (viale Tiberio 19, Rimini). Un punto di riferimento a Borgo San Giuliano, non solo culinario ma anche storico. Qui, infatti, si cucina il pescato del giorno da inizio ‘900. Oggi il menu è più ricco di un secolo fa ma si è mantenuta l’idea di una trattoria di mare, dove assaggiare gli strozzapreti alle canocchie e le sogliole nostrane alla brace, tutte ricette preparate con materie prime il più possibili locali.
  • Abocar (via Carlo Farini 13/15, Rimini). Ristorante stellato in un angolo tranquillo del centro storico di Rimini dove si incontra la cucina romagnola e italiana con quella argentina. Il risultato è un menu non scontato, realizzato con prodotti di stagione per vivere la Romagna in modo diverso dal solito.
  • Osteria Da Oreste (via Pio Massani 14, Santarcangelo di Romagna). Nel cuore di Santarcangelo, lo chef Giorgio Rattini propone i piatti della tradizione riletti in chiave moderna, dando importanza alle materie prime fresche e ai produttori locali. Dai passatelli di segale, pesto di stridoli e vongole al coniglio a bassa temperatura e salsa cacciatora, accompagnati da vini prodotti in modo artigianale per portare nel piatto e nel calice sempre sapori autentici.
  • Zaghini (piazza A. Gramsci 14, Santarcangelo di Romagna). È il ristorante più antico della zona. Fondato nel 1895 e gestito sempre dalla stessa famiglia, ha vissuto momenti indimenticabili quando è diventato il luogo del cuore di artisti come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni, Marcello Mastroianni, Tonino Guerra, che venivano per trovare ospitalità e per gustarsi le tagliatelle. Secondo alcuni, ancora oggi sono le più buone della Romagna. Di sicuro sono tirate a mano come da tradizione.
  • Trattoria Renzi (via Canonica 2122, Canonica). Contende con Zaghini il titolo di migliore tagliatella. Una ricetta che la famiglia Renzi si tramanda da tre generazioni. Il ristorante si trova a 10 minuti da Santarcangelo e propone la cucina romagnola autentica.
  • Il povero diavolo (via Roma 30, Poggio Torriana). Un’osteria stellata sui colli riminesi. In cucina troviamo il giovane chef Giuseppe Gasperoni, nel 2019 inserito tra inserito tra i migliori 30 Under 30 dal Gambero Rosso. La sua è una proposta che si ispira alla tradizione, ma guarda oltre. Ne sono un esempio i cappelletti di coniglio, taggiasche e bergamotto o l’animella di vitello, nespola e ponzu. Il ristorante dispone pure di alcune camere.
  • La Rocca (via Giacomo Leopardi 16, San Leo). Un locale con la vista invidiabile sulla rocca di San Leo. A gestirlo, da più di 50 anni è la famiglia Rossi, che ci tiene a puntare sugli ingredienti e le ricette del territorio, come i tortelli di San Leo o il carrello di formaggi tipici del Montefeltro. Da non perdere, in stagione, le specialità al tartufo e le rivisitazioni, come il cosciotto d’agnello al sangiovese e zenzero. Completano l’offerta sei camere.
  • Il piastrino (via Parco Begni, Pennabilli). In Alta Valmarecchia, in un piccolo borgo amato dal poeta Tonino Guerra, all’interno del Parco Begni lo chef Riccardo Agostini nel 2007 ha dato il via a Il piastrino, che ben presto ha ottenuto la sua prima stella Michelin. La cucina è contemporanea, ispirata alla tradizione e sempre pronta a valorizzare le materie prime del territorio.

Rimini e provincia, dove dormire

  • Grand Hotel Rimini (parco Federico Fellini, Rimini). Un luogo caro a Federico Fellini e una struttura che ha contribuito alla storia della Riviera Romagnola. Ha aperto infatti i battenti nel luglio del 1908 e ancora oggi mantiene quell’atmosfera senza tempo delle opere del regista romagnolo. Il tutto a due passi dal mare e dal centro della movida estiva.
  • San Giovanni Relais (via Cavalieri del lavoro 37, San Giovanni in Marignano). Nella campagna al confine con le Marche, in uno dei borghi considerati tra i più belli d’Italia, il San Giovanni Relais è una struttura elegante, completa di spa, centro benessere e piscina all’aperto.
  • Agriturismo I Muretti (via Sarciano 5, Monte Colombo). Oltre che un’azienda agricola e un amato ristorante di campagna, I Muretti offrono tre stanze. La colazione, nella bella stagione, viene servita in giardino. Il posto ideale per dormire tranquilli in mezzo alla natura, specie con bambini e animali di piccola e media taglia.
  • Locanda dell’ambra (piazza Giuseppe Garibaldi 28, Talamello). Ricavata dal restauro del palazzo della vecchia signoria di Talamello, la struttura è un ristorante di cucina tradizionale, un produttore di formaggi di fossa (che Tonino Guerra aveva soprannominato “Ambra di Talamello”) e una locanda perfetta per partire all’esplorazione dell’Alta Valmarecchia. Si può scegliere tra tre camere standard e due suite, rustiche ma curate nei dettagli.