La Liguria riparte da Öie, nuovo brand degli olivicoltori liguri

8 Luglio 2021

La Liguria è una regione unica, abbracciata dal mare e dai monti, e dipinta da distese di olivi da Levante a Ponente. Uno dei modi migliori per comprenderla appieno, è viverla camminando, inseguendo i suoi sapori e i suoi profumi. coltivare gli olivi in liguria è un lavoro faticoso, ci vuole passione e tanto impegno prima di raccogliere i frutti A piedi si percepisce di più il paesaggio che cambia, le colline che diventano più ripide e impetuose, le varietà di olivi che cambiano. Le olive in Liguria sono da sempre considerate una ricchezza unica. I liguri hanno saputo trasformare un suolo spesso arido e scosceso, lavorando di fatica, costruendo muri a secco e terrazzamenti per piantarvi viti, orti e olivi. L’olivo è fatica, tanta: prima di arrivare alla raccolta, si passa prima dalla potatura e successivamente si vanno a spollonare i tronchi e i rami delle piante; si prega in una stagione clemente, che non porti grandinate oppure la temuta Mosca olearia; si lavora il terreno, si rassettano i teli, si controllano le cassette, il tutto con un rito scandito dal tempo. Per fortuna i consumatori stanno diventando sempre più consapevoli di quanto lavoro ci sia dietro una goccia di olio extravergine di oliva, e sono sempre più esigenti e attenti alla ricerca di prodotti di alta fascia e locali certificati, ci spiega Massimo Solari, olivicoltore e Presidente APOL. Questa è una notizia molto importante, per continuare a garantire una qualità eccellente e la tracciabilità di tutti i passaggi per creare una filiera assolutamente trasparente.

COS’È APOL

Apol è l’Organizzazione dei Produttori Agricoli in collaborazione con Coldiretti riconosciuta dalla Regione Liguria ai sensi del Reg. UE 1308/2013. Il suo obiettivo è quello di supportare e valorizzare la filiera corta in particolare con una gestione in forma associata di servizi per adattarsi alle esigenze del mercato.

NASCE ÖIE: IL NUOVO BRAND DEGLI OLIVICOLTORI LIGURI

Öie è il nuovo marchio eroico degli olivicoltori liguri: olio e olive per una filiera corta dedicata a ristoratori e negozi radicati al territorio. oie è definito come un olio buono, locale e plurale Un nuovo brand testimone del territorio ligure, che ne esprime nel gusto tutta la ricchezza, rendendo virtuoso non solo ogni piatto ma anche chi lo utilizza e lo racconta. È pura espressione della Liguria, del suo mare su cui si affacciano i suoi oliveti, curati con amore e tenacia dai tanti produttori eroici, guardiani di un territorio in perfetto equilibrio con l’ambiente naturale, coordinati da APOL.  Il marchio di filiera corta Öie nasce così, con il contributo del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Liguria (mis 16.4) ed è disponibile per tutti i ristoranti e negozi che fanno del legame col territorio un valore concreto da assaporare e raccontare, tra cultura e piacere. Öie sarà presto disponibile in diversi locali della regione, come a Eataly e Bruxaboschi a Genova, Albergo Monterosa, Bagni Aurelia, La Brinca, Settembrin nel Tigullio e all’Agave di Framura, ed il network è destinato ad allargarsi. Sul sito di APOL sarà possibile trovare tutti i locali che sceglieranno Öie.

Öie è uno dei modi in cui si dice olive in dialetto ligure. Il suo nome plurale include le numerose olive autoctone adoperate e la molteplicità di persone che, tutte insieme, ne fanno parte. Öie vuol dire olive felici: così da Ponente a Levante la dolcezza della Taggiasca diventa suggestione con la Pignola e incanto con la Lavagnina, fino al carattere della Razzola. Un olio forte delle sue origini che ne esprime tutta la ricchezza nel gusto, rendendo ancora più speciale ogni piatto della tradizione – e non – che incontra, come nel caso delle ricette proposte da La Brinca di Ne e L’Agave di Framura: la Brinca, locale che ha fatto del rispetto del territorio e della cucina tradizionale veri e propri valori, per celebrare Öie, ha proposto la ricetta del prebugiun di Ne. L’Agave di Framura ha ideato una delicatissima ricetta a base di ricciola del Mar Ligure e di gelato all’olio extravergine di oliva.

L’OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA E LE CULTIVAR DELLA LIGURIA

L’Olio extravergine di oliva Riviera Ligure DOP si annovera tra i più pregiati in assoluto. La DOP racchiude tutta la produzione regionale, che si differenzia leggermente per caratteristiche organolettiche a seconda della riviera di produzione. L’olio solitamente è delicato e adatto su tutti i tipi di piatti, soprattutto quelli a base di pesce. “Un progetto di filiera di questo tipo è anche uno strumento utile per sostenere e promuovere la DOP Riviera Ligure, come massima espressione del legame tra olio e territorio ligure”, sostiene Marco Lucchi, produttore e consigliere del Consorzio Olio DOP Riviera Ligure.

  1. Taggiasca. L’Olea europaea Caillettier, conosciuta con il nome comune di oliva Taggiasca, è una delle cultivar d’oliva più celebri in Italia e nel mondo, e ha la sua base nelle colline a picco sul mare dell’entroterra ligure di Ponente, nella zona di Imperia in particolare e nella provincia di Savona. L’oliva Taggiasca è ottima sia per la produzione di olio extravergine di oliva, sia per le olive da tavola grazie alle eccezionali qualità di gusto del frutto. Un mondo certamente meno raccontato di quello dell’olio extravergine sul quale puntare i riflettori è quello delle olive da tavola, sulle quali Giovanni Bottino, coordinatore regionale APOL, Roberto Ranise e Filippo Pastorino, produttori, ci tengono a sottolineare come si tratti di un mercato di grande peso economico e culturale, e come anche nelle olive sia necessario considerare le caratteristiche organolettiche come elemento fondamentale della qualità. Nel caso della Taggiasca per esempio le peculiarità distintive sono la dolcezza e la morbidezza.
  2. Pignola. Gli alberi di ulivo appartenenti a questa cultivar sono di dimensioni inferiori, rispetto ad esempio agli ulivi di varietà Taggiasca, ma nonostante ciò resistono molto bene a climi rigidi.
  3. Lavagnina. Questa varietà si trova a Genova e nel Levante ligure. Per molti aspetti simile alla cultivar Taggiasca da cui probabilmente deriva. Gli olivi sono molto grandi, capaci di raggiungere anche 15 metri di altezza e sono molto resistenti.
  4. Razzola. Questa cultivar si trova principalmente in provincia di La Spezia e il suo uso primario riguarda la produzione di olio. L’albero è simile a quello della cultivar Taggiasca per quanto concerne la forma, ma i rami sono diversi e le drupe appaiono più nere, più grosse e allungate. La resa è molto elevata, nonostante la maturazione tardiva.