La Gelsomina: un tesoro agricolo e vinicolo ai piedi dell’Etna

18 Luglio 2021

La Sicilia non è semplicemente un’isola: è un mondo unico, dove tradizioni, cultura, natura e bellezza si intrecciano in ogni dove. Dalla costa occidentale a quella orientale, questa è una terra che non annoia mai, che ha sempre qualcosa da rivelare, dove tornare e ritornare, tutte le volte che uno vuole. Sicilia bedda, che togli il respiro, che Goethe decanta così: “l’Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito, soltanto qui è la chiave di tutto“. un'azienda agricola alle pendici dell'etna, dove olio, frutta e vino nascono in un territorio unico E poi c’è l’Etna, che non dorme mai, che sonnecchia e poi si sveglia di colpo, che fa sentire il respiro, che fa battere il cuore, e che nei secoli ha creato un territorio irripetibile e affascinante, sempre soggetto a modifiche morfologiche. Un terreno unico, dai crateri sommitali alle sue pendici, che sa regalare doni preziosi, come il terreno vulcanico adatto a far crescere importanti vitigni, che daranno in seguito grandi vini. Non è un caso quindi, se una quarantina di anni fa l’ingegnere Alfio Turrisi decise di donare al padre un luogo unico, quasi sospeso tra ‘A Muntagna e il mare: La Gelsomina, a Presa, una piccola oasi nel comune di Piedimonte Etneo, circondata da vigneti, alberi di ciliegie Mastrantonio e olivi.

La terra di un vulcano in alto è arida, ma qui è fertilissima, la lava diventa linfa. Olio, frutta e vino, si fanno compagnia in ogni angolo della tenuta. I tanti lavori che richiede la campagna, sono svolti in tante occasioni – solo manualmente – data la particolarità del terreno e dei terrazzamenti fatti con muretti a secco di pietra vulcanica.

I VINI

A La Gelsomina il vento culla ogni ora della giornata e spesso lascia una sottile polvere lavica che arricchisce il terreno, composto dalla gghiara, come la pronunciano gli etnei. Un luogo in cui il sole guida fino a perfetta maturazione i grappoli di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante, Catarratto e Moscato dell’Etna, che permettono di realizzare la linea di vini Estremi La Gelsomina. Una viticoltura eroica dove la terra si rigenera a ogni eruzione, ogni annata racconta un vino a sé. Qui si sposa la forza del vulcano con la mano dell’uomo, si ascolta la voce del territorio e dove una volta c’era un cratere oggi c’è un lago. Un anfiteatro unico, completamente vitato, che fa capire la fatica e la passione che c’è dietro a una bottiglia di vino prodotta qui.

Troviamo sia l’eleganza dell’Etna DOC Metodo Classico Blanc de Noir Brut prodotto con le uve di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio che la briosità dell’Etna Doc Metodo Classico Rosè Brut, passando per le note decise dell’Etna Rosso DOC Etna  e la mineralità dell’Etna Bianco DOC Etna, prodotto con uve Carricante e Catarratto, fino ad arrivare a una chicca, comune a pochissime cantine sulla Muntagna: il Moscato dell’Etna passito, le cui uve crescono nei vigneti che abbracciano il lago de La Gelsomina, baciate dal primo sole del mattino, e che da solo vale il viaggio fino a qui, e che deve continuare a essere prodotto per sempre.

L’AGRITURISMO

Da tenuta estiva della famiglia Turrisi, ben presto La Gelsomina diviene cantina e dal 2018, con la collaborazione con le Tenute Orestiadi, l’enoturismo inizia a prendere forma, culminando con l’apertura di 6 camere nel 2021, divenendo La Gelsomina Agriturismo sull’Etna. Un piccolo gioiello immerso tra i vigneti, dove rilassarsi sotto il pergolato, degustare un calice di vino e stare in pace con se stessi.

SUONI SOSPESI

Tra i filari de La Gelsomina, le sere d’estate incontreranno l’arte, con una rassegna di teatro e musica. Rosa Balistreri raccontata da Laura Giordani, Anna Meacci interpreta Artemisia Gentileschi e altre performance tra jazz e musica.