Caffè Amazzonico: l’Amazzonia peruviana e Roma non sono mai stati così vicini

8 Agosto 2021

Km 0 e sostenibilità sono diventati quasi sinonimi, ormai. Ma siamo sicuri che siano due concetti così simili da risultare intercambiabili? anche allo specialty coffee si può applicare il concetto di sostenibilità In realtà, uno dei fenomeni del mondo dell’enogastronomia più rispettosi dell’ambiente e delle economie locali è, nello stesso tempo, anche uno dei più lontani dal concetto di km 0. Anzi, è una realtà con km a tanti zeri: quella dello specialty coffee. Una realtà che non è solo un mercato ma una vera e propria rivoluzione, un terremoto che sta cambiando da tempo la nostra concezione del caffè, sia come approccio, sia come percezione organolettica: insomma, è un po’ come se fino a ora avessimo bevuto sempre vino sfuso di dubbia provenienza e ci fossimo accorti che esistono i vitigni, tanti vitigni, e cantine che il vino lo sanno fare davvero.

Lo specialty coffee, oltre ad attenersi ai più alti standard di qualità, fa della responsabilità sociale e ambientale la sua principale filosofia: il torrefattore acquista direttamente dai singoli produttori, piccole farm che coltivano il loro caffè con un’agricoltura non intensiva, rispettandone la stagionalità, e che possono così finalmente avere la dignità economica che meritano.

Roma-Perù, andata e ritorno: Picapau

Recentemente è nato un progetto che, fregandosene dei chilometri di distanza tra il Perù e il centro dell’Italia, prima ancora che alla produzione di un prodotto, punta tutto sulla sostenibilità ambientale, nello specifico nella conservazione e rigenerazione della foresta amazzonica e della sua biodiversità. Protagonisti sono Picapau micro torrefazione nata a Roma nel 2019 e che punta coi propri specialty a fare del caffè un prodotto pienamente responsabile, attento al fattore umano non meno che a quello ambientale – e The Seven Elements (facente parte dell’ONG peruviana 7Elements Peru), produttrice di caffè crudo e prima del settore ad applicare la permacultura. Si tratta di un’agricoltura che sappia progettare terreni capaci di riprodurre gli schemi di interazione ambientali presenti naturalmente in un dato territorio. 

Amazzonico, oltre il biologico e oltre il caffè

In un programma di collaborazione diretta tra torrefattore e produttore, Picapau e The Seven Elements hanno dato vita ad Amazzonico: un caffè 100% Arabica, coltivato a 1900 metri sul livello del mare e nel cuore dell’Amazzonia peruviana. meno intermediari, condizioni migliori per gli agricoltori Ma il vero scopo della sinergia nata tra Picapau e The Seven Elements non è solo sviluppare uno specialty coffee, è soprattutto rendere quella del caffè una filiera con sempre meno intermediari, così da poter migliorare le condizioni di vita degli agricoltori (in questo caso appartenenti alla comunità Yanesha, gruppo etnico abitante la foresta amazzonica peruviana), quindi, incentivare lo sviluppo e il sostegno delle economie locali e la rigenerazione ambientale. Insomma, tramite l’acquisto da parte di The Seven Elements di terreni da trasformare in aree protette, sostenibilità per Amazzonico vuol dire la riforestazione di quello che parrebbe proprio il polmone del nostro pianeta.