7 curiosità sul gelato artigianale

18 Agosto 2021

Quando si parla di gelato artigianale di solito ci si concentra esclusivamente sugli ingredienti. Pochi, ma buoni, fanno la differenza, insieme all’aria insufflata, rispetto all’omologo di derivazione industriale. Ma intorno al gelato artigianale c’è molto più che il singolo prodotto, comprese tutta una serie di curiosità che non tutti conoscono. Eccone 7.


  1. La Valle dei gelatieri
    . Si trova in provincia di Belluno la Val di Zoldo, conosciuta anche come la Valle dei gelatieri. Qui, infatti, la storia ha voluto che gli zoldani, insieme ai cadorini, diventassero famosi in tutto il mondo come i primi, emigranti, a proporre alla fine dell’800 i gelati con i carrettini tra le vie delle più importanti città dell’impero austro-ungarico. Il gelato, così, divenne un alimento popolare alla portata di tutti e li rese famosi in tutto il mondo.

  2. 125 palline
    . Dalla Val di Zoldo proviene il gelataio che detiene il Guinness World Record di palline messe su un cono gelato. Lui si chiama Dimitri Panciera e ha conquistato il titolo durante la “Notte dei Record” del 2018, posando 125 palline in perfetto equilibrio. Battendo, peraltro, se stesso, per un record già detenuto negli anni precedenti.

  3. La crema Buontalenti. A Firenze la storia del gelato dà la paternità dell’invenzione all’architetto Bernardo Buontalenti (1531-1608), alla corte di Caterina de’Medici. Ma leggenda vuole ulteriormente che, prima di lui, ad avere l’idea fosse stato un tal Ruggeri, macellaio sempre a corte. Si era aggiudicato il concorso indetto dalla regina per il piatto più singolare mai visto e, perfezionando antichi metodi per raffreddare le composte di acqua, zucchero e frutta, aveva creato il suo “sorbetto”. Che era piaciuto a tal punto che Caterina de’ Medici aveva deciso di portarlo con sé in Francia, dove poi avrebbe sposato Enrico II e sarebbe diventata regina. Francia che, alla fine, Ruggeri aveva finito per odiare. Per cui, tornato in Italia, aveva deciso di rivelare la ricetta segreta del suo sorbetto, poi perfezionata dal Buontalenti, che vi aveva introdotto il (necessario) uovo.

  4. Il brevetto del cono gelato. Il 13 dicembre del 1903 Italo Marchioni, bellunese residente a New York, ha ricevuto il brevetto n. 746971. Identifica l’invenzione del cono gelato, da lui inventato e venduto in America già a partire dal 1896. In difficoltà nel servire ancora il suo gelato in bicchieri di vetro, spesso sottratti o rotti da clienti sbadati, Marchioni aveva creato prima una specie di tazzina di cialda, poi il cono per come lo conosciamo ancora. Un’installazione con gli strumenti a lui appartenuti è conservata al MoMa di New York.

  5. Il porzionatore. A un uomo d’affari afroamericano si deve invece il porzionatore da gelato, l’ Ice cream mold and disher. Alfred.L Cralle, nato nel 1866, falegname interessato di meccanica, frequentò a Washington il Wayland Seminary, tra le scuole fondate dall’American Baptist Home Mission Society per aiutare a educare gli afroamericani dopo la guerra civile. Si stabilì quindi a Pittsburgh, in Pennsylvania, dove per la prima volta lavorò come facchino in un drugstore e in un hotel. E qui notò che i camerieri dell’hotel avevano problemi con il gelato che si attaccava ai cucchiai da portata. Sviluppò, quindi, una paletta per gelato con raschietto incorporato, che consentiva di effettuare l’operazione con una sola mano. Con il brevetto 576395, il 2 febbraio 1897 ha registrato il suo porzionatore.

  6. La giornata europea del gelato. Dal 2014, il 24 marzo si celebra la Giornata Europea del Gelato Artigianale, più conosciuta come il “Gelato Day”. Unica, finora, giornata che il Parlamento Europeo ha riconosciuto al cibo, è dedicata all’alimento riconosciuto patrimonio di tutta la filiera.

  7. Il gelato dell’anno 2021. In occasione del Gelato Day viene anche scelto un gusto dell’anno. Quello per il 2021 viene dalla Spagna ed è il mantecado. Dedicato alla tradizione gelatiera della penisola iberica, è composto da una crema antica alla vaniglia, variegata con salsa di arance e decorata con scaglie di cioccolato nero.