Altrò a Sperlonga, un buon indirizzo al mare

28 Agosto 2021

Sperlonga dal latino speluncae. Il nome si riferisce alle numerose cavità naturali presenti in zona, ben note anche agli antichi romani. In una di queste grotte, infatti, sorgeva la villa dell’imperatore Tiberio, un luogo ricco di storia antica. A proposito di storia, secondo una tradizione che sa di mitologico la città sorgeva su Amyclae una polis spartana. Qui, tra il bianco delle case e l’azzurro del mare, nasce l’Altrò, un ristorante che del pesce fa il suo punto di forza.

Un porto sicuro

Poco distante dalla piazza principale, questo locale offre un porto sicuro per tutti coloro che vogliono mangiare del buon pesce fresco cucinato come si deve. I coperti interni sono pochi ma molto curati grazie a Gio e Paola, i tavolini all’esterno sono illuminati da un piccolo lume sul tavolo. Lo chef Emanuele Federici, che ha messo piede in questa cucina 6 anni fa, ha studiato, proposta dopo proposta, un menu ricco di piatti, innovativi alcuni, classici altri. Appena si entra nel ristorante l’accoglienza è molto gentile, grazie a un personale di sala preparato e disponibile.

Se avete dubbi sulla freschezza del pesce, allora potrete guardare voi stessi quello esposto nella vetrina refrigerata, sceglierlo e farvelo cuocere come preferite. Dall’antipasto al primo fino ai secondi il vostro pasto sarà un vero e proprio tuffo nel mare. Il menu segue la stagionalità, ogni mese c’è un piatto che vede protagonista il pesce principe di quella stagione.

Il mare nel piatto

Per cominciare l’Assaggio di delizie, un piatto che vi porta ad assaporare varie consistenze e vari sapori, dalla croccante vela di pane con burrata, salmone flambato alla soia e fragola favetta al crudo di ombrina con julienne di finocchi alla classica intramontabile insalata di mare con calamari, polpo verace e brunoise di carote e sedano bianco di Sperlonga. Se siete amanti dei crudi allora dovete scegliere il Grand Altrò che prevede due varietà di ostriche, una salmastra l’altra sapida, due i carpacci come quello di orata con gelè all’avocado e quello di branzino con caviale al salmone, un sashimi di spada, tartare di tonno e cruditè di 5 crostacei diversi, con variazioni che seguono la stagionalità.

Arriviamo ai primi e il piatto che i clienti affezionati non vogliono sia tolto dal menu è tagliolini alla “vera” crema di scampi, cosi chiamata a mo’ di provocazione, come a voler far capire già dal nome che sarà un piatto speciale. Un concentrato di sapore ben amalgamato con un sapiente uso della bisque in una cremosa salsa color corallo. Non da meno il bucatino all’ amatrimare che unisce il guanciale ai calamari e seppie. Da provare anche il tonnarello gelosamente custodito tra le chele del granchio (presente secondo la stagionalità) dal sapore deciso e come ci dice Emanuele Federici:  “uno dei piatti più fotografati“.


In un ristorante di mare che si rispetti non può mancare la frittura, ben eseguita, croccante e asciutta. Ma anche la grigliata (il Tuffo nel blu) dal sapore deciso che vede alternarsi nel piatto il polpo al calamaro, gli scampi ai gamberi e un filetto di pesce che cambia sempre in base alla disponibilità del giorno.

Attenzione speciale per i vini, quasi esclusivamente bianchi, che vengono scelti con cura, prediligendo vini di costa. Molti sono quelli biologici con risalto ai piccoli produttori di grandissima qualità.

Dulcis in fundo, dolci fatti in casa che lasciano stupiti anche solo guardandoli. Speciale la sfera di croccante cioccolato fondente e nocciole che racchiude un semifreddo di cocco al cuore di lampone.