Grappa fredda: provatela in questi 5 drink d’autore

2 Settembre 2021

Un tempo era solo la bevanda dell’alpino, magari consumata a fine pasto, a temperatura ambiente, seduti al tavolo di un vecchio rifugio di montagna, mentre fuori nevica. Ma la grappa italiana da qualche anno sta conoscendo un profondo revival. Merito di una nuova generazione di produttori che rinnova la tradizione e ne ripensa il consumo; e merito di bartender, nazionali e internazionali che la stanno riscoprendo, soprattutto in miscelazione, servita magari con ghiaccio anche nelle serate più calde e non solo in quelle invernali.

La grappa di oggi è giovane e ha nuove abitudini, come i suoi consumatori. Complice anche il periodo storico che stiamo vivendo, ci troviamo di fronte ad un vero cambiamento, non soltanto delle modalità di consumo, ma anche delle scale di valori. C’è maggiore consapevolezza” ci spiega Jacopo Poli, delle storiche Poli Distillerie di Bassano del Grappa e aggiunge: “ Ben vengano i cocktail preparati con maestria, dove la grappa viene esaltata, come pure una buona grappa invecchiata, come la nostra Sarpa Oro oppure Due Barili, con un cubetto di ghiaccio. Nuove modalità, mantenendo intatta l’identità”.

E di identità la grappa italiana ne ha da vendere, certamente è uno dei distillati italiani più autenticamente nostri, e conosciuti all’estero. A consacrarla nel mondo dei bar ha contribuito nel 2019 anche l’inserimento di un cocktail a base grappa, Ve.n.to, nella lista IBA,International Bartenders Association, il cui presidente è l’italiano Giorgio Fadda, che pubblica dal 1951 l’elenco di cocktail ufficiali, nuovi e grandi classici, con le ricette.

Il cocktail è nato dalla collaborazione tra i bartender Samuele Ambrosi e Leonardo Veronesi, veri pionieri in Italia dell’uso della grappa in miscelazione. Samuele è anche responsabile area miscelazione del progetto di promozione Grappa Revolution, insieme a Leonardo Pinto di Isla de Rum. Nato due anni fa, il progetto ha l’obiettivo di “far conoscere tutte le opportunità di valorizzazione del prodotto grappa, soprattutto in miscelazione, attraverso eventi e formazione. Insomma, superare il gap culturale e dare a questi distillato una giusta visibilità nel panorama internazionale” ci ha spiegato Pinto.

Il progetto ha la partnership di Distilleria Bertagnolli, Bonaventura Maschio, Distilleria B.lo Nardini, Castagner, Luigi Francoli, Distilleria Levi St.Roch, Distilleria Marzadro, Mazzetti d’Altavilla, Roner Distillerie, La Valdotaine. Abbiamo selezionato 5 drink a base grappa, da provare in questo periodo.

  1. Due Barili Sour, Hotel Le Massif, Courmayeur. Tra le montagne valdostane, Bernardo Ferro, Bar Manager dell’hotel e Presidente Nazionale Abi Professional,  ha creato questo cocktail fresco e dal sentore esotico, adatto sia come aperitivo, sia come after dinner. È preparato secondo la tecnica classica dei cocktail sour, nati per sdrammatizzare il sapore grossolano delle prime acquaviti, oggi al contrario il distillato va ad esaltare il sapore acido del limone. Il drink viene servito con un garnish di arancio disidratato, ciliegia rossa e  stecca di vaniglia. Ingredienti: 4 cl Grappa Due Barili Poli Distillerie, invecchiata 2 anni in barrique di rovere francese e 2 anni in barili di Sherry PX, 4 cl succo di limone fresco, 2 cl di sciroppo di zucchero home made aromatizzato alla vaniglia
  2. Vecchia Maniera, Belmond Hotel Cipriani, Venezia. Cocktail creato dal maestro Walter Bolzonella, bar manager dell’hotel Belmond Cipriani di Venezia. Bolzonella sta lavorando sul recupero di vecchi drink veneti che ha inserito quest’anno nel menù dell’esclusivo indirizzo veneziano, ogni anno frequentatissimo dalle star della Mostra del Cinema di Venezia. Vecchia Maniera, in particolare è nato da una rivisitazione dell’antica usanza, della “Grappa al Salto”, un fine pasto a cui alla grappa veniva aggiunta l’acqua gassata e un pizzico di zucchero. Bolzonella l’ha reinterpretata con tocchi botanical e di frutta e una riduzione di Amarone brulè. Ingredienti:6 cl di grappa Poli Po’ Morbida di Poli Distillerie, 1 cucchiaino di zucchero, 8 gocce di riduzione di Amarone brulè, 1 cl Soda, erba ruta. Preparazione. Profumare un bicchiere ghiacciato con l’erba ruta strofinadola all’interno. Sciogliere lo zucchero con la riduzione dell’Amarone brulè con la soda. Versare la grappa bianca ghiacciata e una piccola spruzzata di seltz. Decorare con ramoscello di erba ruta. Servire accompagnato da uvetta, ciliegie di marostica e prugne sotto grappa.
  3. Frank, Cloakroom Cocktail Lab, Treviso. Un bar, il Cloakroom Cocktail Lab, che dal 2013 è un punto di riferimento del buon bere a Treviso. Un bartender, Samuele Ambrosi, ambassador, con il progetto Grappa Revolution, di questo distillato italiano nel mondo. Il suo signature cocktail, a base grappa, punta su di un mix di semplicità e tradizione con un tocco erbaceo dato dalla camomilla e dal finocchietto. Ingredienti:5 cl Tio Pepe Sherry Fino, 3 cl Nardini Estrafine, 4 cl Cordiale di camomilla e finocchietto selvatico, 2 dash di Teapot Bitter. Preparazione: Tecnica Stir & Strain. Per il cordiale aromatizzato fare una infusione di camomilla e finocchietto di 20 minuti. Filtrare e stabilizzare con acido citrico.
  4. Orange is the new drink, Alci Novara. In piazza Matteotti a Novara, il barista agricolo Maurizio Sironi, una esperienza importante come bartender al Cannavacciuolo Cafè & Bistrot di Novara, ora all’Alci di Novara, ha creato questo drink che abbina la grappa con i toni freschi della frutta e in particolare del melone. A dimostrazione che il distillato italiano può adattarsi anche ai toni fruttati dell’estate. Ingredienti: Purea di melone grigliato, sciroppo di zucchero al curry, succo fresco di lime, grappa Nebbiolo, Bourbon finish. Preparazione: Shakerare e versare con ghiaccio di lavorazione nel bicchiere. Servire con una pralina morbida di melone, zucchero salato, anice e curry.
  5. Km-Z Julep, Rivabar, Riva del Garda. Leonardo Veronesi nel suo Rivabar a Riva del Garda è uno dei pionieri dell’uso della grappa in miscelazione. E non si stanca di sperimentare, soprattutto nei twist dei classici. Nasce così il Km-Z Julep, un twist sul Julep con l’uso di grappa. Il nome richiama i prodotti a km-zero, la grappa viene prodotta dalla distilleria trentina Marzadro, di Nogaredo, menta e frutti di bosco, provengono dai boschi del Trentino, dove vive, lo zucchero ottenuto dall’uva, mentre l’acqua, vivendo ai piedi delle Dolomiti, sgorga dalle sorgenti. Il risultato è un cocktail fresco, dissetante, armonico e a bassa gradazione alcolica. Ingredienti:4 cl grappa le 18 Lune (Marzadro), 3 cl estratto di frutti del sottobosco del Trentino, 1 Tsp zucchero Menta Montana,4 cl acqua delle Dolomiti. Preparazione: Versare lo zucchero con acqua direttamente nel Julep glass, o altro bicchiere in acciaio, mettere alcune foglie di menta, mescolare delicatamente fino a dissolvere lo zucchero prestando attenzione a non rompere le foglie di menta, aggiungere l’estratto di frutti di bosco con una parte di ghiaccio granulare, mescolare accuratamente, completare con grappa e dopo aver rimescolato accuratamente aggiungere altro ghiaccio granulare. Decorare con frutti di bosco e menta.