Piccola guida alla scoperta del burro vegano

2 Settembre 2021

Il burro è un condimento versatile, viene utilizzato soprattutto nella preparazione di prodotti da forno ma è anche il quid di numerose altre ricette. Da sempre i nutrizionisti suggeriscono di limitarne l’uso a causa dell’elevato contenuto di grassi saturi, che non rappresentano esattamente l’optimum per la nostra salute. Poi diciamolo: se si esagera, il burro diventa sinonimo di pesantezza e favorisce l’accumulo di chili di troppo. Questo non significa che sia necessario bandirlo totalmente dalla propria alimentazione, bensì che – appunto – è importante moderarsi. Un’ottima abitudine consiste nell’alternarlo con le versioni vegane, che si usano negli stessi modi, sono invece fonte di grassi insaturi e altre sostanze benefiche (dalle vitamine alla fibre), meritano il titolo di light e al contempo non deludono in termini di sapore. Vediamo le più interessanti. 

  1. Burro di soia. È il burro vegetale più noto e diffuso. Non è difficile trovarlo in commercio, anche nei supermercati più forniti, ma in questo caso non è raro che contenga olio di palma. Prepararlo in casa, del resto, è un gioco da ragazzi. Basta versare in contenitore 100 ml di olio extravergine d’oliva, 50 g di latte di soia senza zucchero, una presa di sale e poche gocce di succo di limone. Si frulla il tutto con un frullatore a immersione fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. Voilà, fatto. Il burro di soia si conserva perfettamente in frigorifero per 4 giorni, al massimo 5.  
  2. Burro di mandorle. Lo sanno tutti: le mandorle sono ricche di grassi insaturi, magnesio, anche vitamine. Anche il relativo burro è reperibile in commercio, ma come sempre suggeriamo di considerare la strada del fai da te. Si comincia facendo scaldare in una padella 300 g di mandorle pelate, senza però arrivare alla tostatura. Una volta raffreddate, si frullano con un po’ di sale e aggiungendo gradualmente 15 ml di olio extravergine di oliva o di semi. Durante la lavorazione è bene fare dalle pause per evitare che le lame si surriscaldino. Il risultato, comunque, dev’essere una sorta di impasto farinoso. Il burro di mandorle si conserva in un contenitore di vetro e nel frigorifero per 5-6 giorni. Con lo stesso procedimento si ottengono quelli di noci, nocciole e arachidi, che però hanno un gusto molto più deciso e risultano quindi meno versatili. 
  3. Burro di semi di girasole. Questo burro vegano, invece, garantisce un ottimo apporto di vitamine E nonché di selenio. Ancora una volta, il procedimento è di una semplicità disarmante. Come le mandorle, anche per i semi di girasole è innanzi tutto previsto un breve passaggio in padella. Dopo di che, si lasciano raffreddare e si trasferiscono nel bicchiere del frullatore, facendo andare l’apparecchio alla massima velocità per qualche istante. Quindi si aggiungono 3 o 4 cucchiai di olio di girasole e un pizzico di sale e si riprende a frullare fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Questo burro resta inalterato (in frigo) per 5-6 giorni
  4. Burro di avocado. Da provare anche questo tipo di burro che conserva le stesse proprietà del frutto in questione e ha un gusto delicato quanto inconfondibile. Semplicemente spalmato su una fetta di pane, è davvero ottimo.