Mangiare in Hotel: Villa Agrippina Gran Meliá a Roma

3 Settembre 2021

Nella nostra rubrica dedicata agli hotel, e più specificatamente al mangiare in hotel, troviamo spesso alberghi legati a luoghi di vacanza più classici, come mare o montagna, e forse mai prima ci era capitato di parlare di una location nella Capitale, città in cui risiede la redazione di Agrodolce. Ovviamente non si tratta di un grande stellato – voglio dire, certo che dell’Hotel Hassler abbiamo scritto – ma di un 5 stelle ancora poco conosciuto per la sua cucina, ma molto noto per la splendida piscina e per la posizione pazzesca, in via del Gianicolo n° 3: Villa Agrippina Gran Meliá a Roma. Ma procediamo con ordine.

Non economica, ma neanche così cara da non essere sfruttata per qualche occasione speciale, la piscina del Gran Melía è da poco aperta anche per il pubblico esterno. Si trova nel giardino di Villa Agrippina, incastonata sulla famosa salita che porta al Gianicolo, a metà tra l’allegria di Trastevere e la solennità del Vaticano. Musica bassa diffusa da casse a forma di funghetto lungo tutto il giardino, letti a baldacchino stile Bali e sdraio tutt’intorno. Un (bel) classico. Al lato della piscina c’è il ristorante. Qui si serve un menu snello che per ora è lo stesso per il ristorante di giorno e per quello della sera, cucinato dallo Chef Alfonso D’Auria (a destra nella foto con il bravo Samir dello staff di sala).

Alfonso D'auria

D’Auria è allievo di Alfonso Iaccarino (Don Alfonso a Sant’Agata dei due golfi) straordinario cuoco campano la cui consulenza è spesso stata voluta da diversi grandi alberghi della Capitale. Mano felicissima, piatti comfort realizzati con gusto e decisione, offerta che sposa in maniera coerente l’esigenza di un menu alberghiero e quella del gourmet in visita. Abbiamo assaggiato 5 piatti, ci hanno convinto tutti.

Alfonso D'auria tartare tonno

Tra gli antipasti, la tartare di tonno con avocado e salsa al Maracuja è forse – e a buona ragione – il più gettonato: equilibrato, fresco, saporito. Nonostante la dolcezza acida del frutto della passione e l’uso della crema di avocado a restituire grassezza, il sapore del tonno è ben centrato e presente. Tonno chiaramente di ottima qualità.

Come anche di ottima qualità è questo carpaccio di Chianina, con nocciole, insalatina e maionese di capperi. Un bel cortocircuito tra nord e sud. Il comfort food che ci piace tanto.

Pasta agli scampi

Meno comfort del previsto invece questo piatto di linguine agli scampi, e lo intendiamo come un complimento. Non c’è infatti la solita cremina un po’ ruffiana alla quale siamo abituati (male) ma un bel ragù consistente e ricco di sapore. A vederla, sembra quasi una pasta al tonno e pomodoro rustica e abbondante, solo che invece del tonno qui c’è l’astice. In quantità.

Tra i secondi, due bei gesti più che altro tecnici. Il primo è questa Suprema di pollo cotta a bassa temperatura ma finita col fuoco per rendere croccante la pelle a succosa la carne. Condimento a base di salsa Teriyaki (che non si sbaglia mai).

E la Tempura di verdure, a finire. Una salsa fresca e leggermente agrodolce accompagna perfettamente la frittura leggera e croccante delle verdure, un piatto vegetariano tra i più golosi che si possano ordinare. Così finisce la nostra visita al Villa Agrippina Gran Meliá e varrà decisamente la pena di tornare. Voci certe affermano una prossima virata sull’alta gastronomia nell’offerta dell’Hotel. E noi non ci faremo trovare impreparati.