Pane e pasta, meglio integrali? Vediamo quali scegliere

12 Settembre 2021

Anche in Italia, ormai, è ampia l’offerta di pasta e pane integrali. La produzione aumenta in modo proporzionale alla richiesta. Per tanti, tornare ai prodotti raffinati sarebbe impossibile. Molti altri, però, proprio non rinuncerebbero mai a farne a meno: non è la stessa cosa, è la frase tipica. No, in effetti. Ma qual è la scelta migliore, a conti fatti? 

Le differenze principali

La pasta e il pane vengono prodotti con la farina ricavata da diverse tipologie di cereali, in primis grano, farro, segale, avena, miglio. Raffinare significa privare i cereali di elementi costitutivi quali la crusca, l’endosperma e il germe. Nei prodotti integrali, invece, tale sottrazione non avviene. Il che significa che restano intatti i naturali contenuti di fibre, vitamine, sali minerali. Nel caso dei prodotti raffinati, invece, le quantità diminuiscono. 

I vantaggi dei prodotti integrali

I vantaggi derivanti dal consumo di pasta e pane integrale sono riconducibili soprattutto all’elevata quantità di fibre che li caratterizza. Le fibre favoriscono un’ottimale funzionamento dell’intestino, aumentano il senso di sazietà, ostacolano – sia pur parzialmente – l’assorbimento di zuccheri semplici e grassi; addirittura prevengono l’insorgenza di tumori al retto e al colon nonché del diabete. E proteggono il cuore. A ciò si aggiungono i benefici derivanti dalla presenza di minerali – principalmente ferro, zinco, magnesio, selenio – vitamina A, vitamina E e vitamine del gruppo B. 

Gli svantaggi

Non c’è medaglia senza il suo rovescio. Pasta e pane integrali non fanno eccezione: tanto per cominciare, qualche problema può essere causato proprio dalle fibre. Un consumo abbondante, infatti, non di rado comporta gonfiori addominali e flatulenza; inoltre è possibile che si traduca in un eccesso di acido fitico, che svolge un’ottima azione antiossidante, ma al tempo stesso ostacola l’assorbimento da parte dell’organismo di fondamentali microelementi come calcio, magnesio, zinco. Bisogna poi porre l’accento su un’altra questione: nella produzione degli alimenti integrale, al contrario di quanto avviene per quelli raffinati, non si asporta la parte esterna del chicco. E i pro li abbiamo visti. Ma si valuti anche che proprio questa è la parte più colpita dalle sostanze chimiche usate da alcuni agricoltori.   

Il sapore

Se sono di qualità, la pasta e il pane integrali hanno un sapore deciso ma leggero, un po’ legnoso (ed è questo il tratto distintivo). Se però sono carenti dal punto di vista qualitativo, il sapore risulta poco percettibile. Anzi, diciamolo: in alcuni casi nemmeno s’avverte. In tanti sono dell’opinione che, quanto a gusto, i prodotti raffinati risultino nettamente superiori. 

La conclusione

La nostra conclusione? Non è necessario abolire del tutto pasta e pane raffinati, ma sarebbe opportuno alternarli con quelli integrali. Ragionando in termini di percentuali, per esempio fare 50 e 50. Ma anche 40 e 60 o viceversa. Del resto, gli antichi lo dicevano sempre: in medio stat virtus