Siccità e caldo estremo influiscono sui raccolti

15 Settembre 2021

L’estate 2021, giunta quasi alla fine, è stata la più calda degli ultimi 30 anni in Europa. Questo ha avuto pesanti ripercussioni sulle colture di stagione, che hanno sofferto per caldo e siccità. Coldiretti parla addirittura di “anno nero” nel quale un frutto su quattro non è arrivato a maturazione a causa del clima avverso.

Qualche dato

Non tutte le colture però sono danneggiate allo stesso modo dal caldo, ad esempio pomodori e vino potrebbero aver tratto giovamento da questo clima. Non solo temperature eccessive, ma anche violente bombe d’acqua e le gelate tra marzo e aprile, sono la causa di un vero e proprio crollo della produzione nazionale, di oltre il 27%. “È una situazione drammatica per i produttori colpiti dalle calamità, che in molti casi hanno perso un intero anno di lavoro. Riguarda anche i consumatori, che hanno dovuto affrontare un carrello della spesa più costoso” dichiara Coldiretti.

Per il mondo del vino però la situazione non è del tutto negativa. Il calo di produzione si registra anche in questo settore, che però prevede un raccolto di ottima qualità, come afferma il vicepresidente di Confagricoltura Andrea Bonacchi, che parla di un calo di produzione del 15-20% a causa del clima: “Ma la qualità del vino sarà ottima, specie per le coltivazioni collinari. Questo clima favorisce le uve rosse rispetto alle bianche e rosate, penalizzate dagli oltre 40 gradi. Si può parlare di vendemmia più vocata per i rossi“.

Teoria confermata anche da Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti: “La produzione 2021 del vino Chianti sarà ridotta, a causa della gelata di primavera. Ma la qualità dell’uva è ottima. Ci aspettiamo un vino che può entrare nel novero delle migliori annate. Per fortuna, le piante hanno reagito bene e il dato effettivo parla di un calo ma non così importante. Insomma, il danno è minore di quello che pensavamo“.

La grande preoccupazione dopo la gelata che, secondo le previsioni, avrebbe ridotto la produzione del 30-40% non è stata quindi confermata dalla realtà. Per dati certi e precisi bisognerà comunque attendere queste settimane, che sono decisive per una buona maturazione dell’uva, sperando che il tempo sia clemente e non ci siano improvvise grandinate che potrebbero essere letali per i grappoli d’uva prossimi alla raccolta.

Anche la produzione del pomodoro non ha risentito del grande caldo, anzi si è registrato un 10% in più. “Stiamo mettendo in campo un grande sforzo per assicurare reddito ai nostri soci agricoltori e offrire prodotti di estrema qualità e sicurezza ai consumatori” spiega il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini.

Dunque non rimane che sperare in un clima favorevole nelle prossime settimane, decisive per colture come quella dell’ulivo, i cui frutti cominceranno ad essere raccolti a breve e per cui ancora non si possono fare bilanci.