Home Cibo La sfida dei vegani: mangereste mai carne di cane da allevamento?

La sfida dei vegani: mangereste mai carne di cane da allevamento?

di Carlotta Mariani

Fa discutere la provocazione lanciata con il sito e i social della Elwood’s Organic Dog Meat. Scoprite di che cosa si tratta!

Se mangiamo maiali, polli e mucche, perché non dovremmo fare la stessa cosa con altri animali? Per esempio, i cani, allevati appositamente per lo scopo. È questa la provocazione lanciata da un gruppo di vegani con la creazione del sito e dei social dell’Elwood’s Organic Dog Meat, cani deliziosi dal 1981. Un progetto studiato attentamente nei dettagli, che difficilmente ci lascerà indifferenti. Il progetto Elwood's Organic Dog Meat, tra sito e social, è stato pensato per sensibilizzare e scioccare gli onnivoriEcco che allora la Elwood’s Organic Dog Meat viene presentata sul sito come un’azienda a conduzione familiare da due generazioni, una realtà locale che fornisce la migliore carne di cane ad amici e vicini di casa. In più si sottolinea che si tratta di animali allevati in modo sostenibile con mangime biologico, senza uso di antibiotici e con la possibilità per i cani di scorrazzare liberi nei verdi pascoli durante i mesi estivi. I capi verrebbero persino macellati in modo compassionevole dopo aver ricevuto tanto amore. Se il testo non fosse accompagnato dall’immagine di un bel cucciolone sarebbe facile confondersi con altri animali che siamo già abituati a vedere grigliati, cotti al forno o in padella. Magari provenienti da quelli che oggi definiremmo allevamenti etici, attenti al benessere del bestiame e alla sostenibilità dell’azienda.

E i fondatori del progetto giocano su questa confusione rincarando la dose: la carne di cane ha ottime proprietà nutrizionali e il labrador arrosto è ormai parte delle tradizioni familiari. E poi questo tipo di cibo ci serve per la nostra sopravvivenza Se ci pensate, è un po’ quello che diciamo quando dobbiamo convincere un vegano che il suo stile di vita è sbagliato e che la carne fa bene. A questo punto della lettura del sito la sensazione di nausea e orrore è però piuttosto comune. La nostra mente potrebbe farci già immaginare il nostro cucciolo a fettine o spingerci, increduli, a guardare i social dell’allevamento per capire se ci sono o ci fanno. Allora ci ritroveremmo davanti a una profusione di dolcissimi amici a quattro zampe, spesso affiancati da fotografie di bicchieri di latte, salsicce e hamburger. Associazione che farebbe inorridire chiunque. Ecco che i vegani hanno raggiunto il loro scopo: farci provare il ribrezzo che sperimentano loro di fronte alle nostre scelte alimentari. Ed è a questo punto che sul sito appare la domanda di fondo: ci sentiremmo meglio se la Elwood si occupasse di carne di maiale biologica piuttosto che di quella di cane? Perché una mucca sì e un Golden Retriever no?

Punti di vista

Alcuni sostengano che questa provocazione sia nata per sottolineare quanto sia ipocrita lo stile di vita degli onnivori, ma c’è molto di più. L’obiettivo di questo gruppo di vegani è infatti soprattutto far riflettere e spingere a una cambiamento. Potremmo definirla quasi una critica costruttiva. Il testo della homepage della Elwood’s Organic Dog Meat è tutt’altro che banale o improvvisato. Sembra progettato seguendo il metodo socratico, intervallando con qualche domanda al lettore e guidandolo in un ragionamento. “Se ti senti a disagio o cerchi giustificazione mentre leggi tutto questo, è del tutto normale – scrivono in modo rassicurante – la maggior parte delle persone non vuole assolutamente pensarci. Ma la verità è che la maggior parte degli animali che consumi sono proprio come i cani“. È arrivato quindi il momento di un cambiamento?
Ai posteri l’ardua sentenza o meglio ognuno di noi arriverà alle sue conclusioni. Denigrerà il progetto, approfondirà l’argomento, continuerà a rifletterci, modificherà il suo stile di vita… non spetta a noi dirvi che cosa fare e che cosa non fare. Del resto, anche le discussioni di Socrate non puntavano a definire una verità assoluta, ma indurre a una maggior conoscenza di se stessi. Potremmo definirla una nuova consapevolezza.

Veri allevamenti di cani

Come si specifica alla fine della homepage, la Elwood’s Organic Dog Meat non esiste, è stata creato tutto, come abbiamo detto, per invitarci a pensare e a rivedere le nostre scelte. In Asia però esistono davvero allevamenti di cani per la macellazione. È una tradizione ormai minoritaria, ma presente. In Sud Corea, per esempio. Qui, anticamente, i cani non erano considerati animali da compagnia ma cibo, appunto. Del resto, erano più numerosi dei capi da bestiame e meno utili nel lavoro agricolo, come arare i campi o tirare i carri. Oggi sono più che altro gli anziani a mangiare cani, soprattutto durante il boknal, i giorni più caldi dell’estate, perché c’è la convinzione che questo tipo di carne possa restituire l’energia e la vitalità risucchiati dall’afa.

E questo cibo, così come la carne di gatto, è ancora oggi diffuso in Cambogia, Thailandia, Vietnam, Laos, Filippine e soprattutto Cina dove, secondo la Humane Society International, c’è il picco di consumo. L’organizzazione stima che ogni anno vengano uccisi in Cina 10 milioni di cani e 4 milioni di gatti per il consumo umano. E si punta il dito sul fatto che, in alcuni casi, questi animali siano stati rubati ai loro padroni o sulle condizioni disumane in cui questi animali sono allevati. Niente a che vedere con il trattamento a cinque stelle che, solo ipoteticamente, la Elwood’s Organic Dog Meat avrebbe offerto ai suoi capi. Ma, se questi allevamenti trattassero gli animali in modo dignitoso, guarderemmo a queste tradizioni con meno disgusto? Saremmo pronti a ordinare la carne di cane da un allevamento o al ristorante come facciamo con una bistecca di manzo o un arrosto di maiale?