Home Mangiare Ristoranti World’s 50 Best Restaurant: dove eravamo rimasti?

World’s 50 Best Restaurant: dove eravamo rimasti?

di Alessandra Gesuelli

Il 5 ottobre, ad Anversa, tornano i World’s 50 Best Restaurant, dopo un anno di stop: dove eravamo rimasti e quali sono i pronostici?

Dopo 18 mesi di attesa, torna live il 5 ottobre ad Anversa la cerimonia di premiazione dei World’s 50 Best Restaurants. La cerimonia globale era stata rimandata nel 2020 e non si era svolta nemmeno in forma virtuale, come invece è successo con le edizioni online degli Asia’s 50 Best Restaurants e dei World’s 50 Best Bars. Adesso tutti gli occhi sono puntati sulle Fiandre dove si ritroveranno, tra nuovi protocolli di sicurezza ed eventi a numero limitato, chef, media e gourmand di mezzo mondo (se possono viaggiare), alla ricerca di un ritorno alla normalità che tutti auspicano.

Un’edizione dalle tante incognite

Con la classifica congelata al 2019 il mondo 50 Best non si è certo fermato. Ci sono state nel frattempo, diverse iniziative in aiuto alla industry in questo anno e mezzo difficile, come il 50 Best Recovery, il 50 Next sugli Under 35 della gastronomia e i recenti Champions of Change per promuovere la diversità e l’inclusione nel settore. Iniziative che hanno, giustamente, spostato l’attenzione dal ranking alla community di chef, produttori, innovatori e appassionati di food a livello globale, che il mondo 50 Best ha contribuito a creare ed a unire in tutti questi anni. Resta però centrale la cerimonia di premiazione che ora torna nel cuore delle Fiandre, come già previsto nel 2020, con la consueta attesa, emozione e i pronostici da azzardare. E che quest’anno sia un azzardo tentare di capire chi sarà il numero uno è sotto gli occhi di tutti. Difficile fare previsioni che non tengano conto degli scorsi 18 mesi, tra aperture a singhiozzo dei ristoranti in un doloroso lockdown dietro l’altro, chiusure definitive di alcune insegne e chef che hanno dovuto investire su altri progetti collaterali, facendo delivery, trasformando i loro locali fine dining oppure riaprendo con menu ridotti per la maggior parte del tempo. E inoltre, si deve tenere conto del fatto che le limitazioni di viaggio non hanno permesso a tanti votanti dell’Academy di lasciare il proprio paese, rivolgendo così più voti ai nazionali. Potrebbero dunque essere privilegiati i paesi o i continenti con un numero maggiore di votanti.

Sarà il ritorno degli Scandinavi?

E allora per fare previsioni proviamo ad agganciarci alla classifica precedente, tenendo conto di alcune cose successe fuori dalle dinamiche 50 Best, nel mondo gastronomico. Intanto va detto che, come deciso nelle precedenti edizioni, il vincitore Mirazur, e il suo patron Mauro Colagreco, al primo posto nell’edizione di Singapore del 2019, entra nella Hall of Fame, uscendo di gara. Restano al secondo posto il nuovo Noma di Rene Redzepi e al terzo Asador Etxebarri, vicino Bilbao, che beneficiava anche della tanta attenzione avuta nel 2018 dallo svolgimento della premiazione dei 50 Best, proprio nella città basca. Sul Noma, già vincitore di alcune edizioni nei primi anni della manifestazione, e quindi tecnicamente già nella Hall of Fame, cade l’occhio. Da tenere d'occhio sia i ristoranti più alti in classifica nell'edizione 2019 che i vincitori delle edizioni locali, come Asia e America Latina.Anche per l’annuncio, poche settimane fa, della terza stella Michelin. Insomma, si potrebbe verificare la tempesta perfetta già successa con il Mirazur: nello stesso anno terza stella, e vittoria (di nuovo) ai 50 Best. Il Noma però non è l’unico scandinavo in alto in classifica. Al quinto posto c’è Geranium, il cui chef Rasmus Kofoed da anni, e con successo, allena anche la squadra danese al Bocuse d’Or, che quest’anno ha ottenuto l’argento, e si è promosso bene anche in questo periodo difficile. Al quarto posto c’è Gaggan Anand con il suo Gaggan, che nel frattempo ha chiuso nel 2019 per riaprire (troppo a singhiozzo) sempre a Bangkok, stavolta con il nome completo Gaggan Anand e ripiazzarsi nella classifica asiatica dei 50 Best 2021 al quinto posto. Guardando alle posizioni 51-100 è possibile che ci siano più presenze dall’Asia anche nei primi cinquanta, soprattutto da Singapore, dove si è svolta la scorsa cerimonia dal vivo. Chissà i nostri italiani come andranno. Al momento Piazza Duomo di Enrico Crippa è al n.29, mentre Le Calandre è al n.31. Vedremo sul palco di Anversa se ha ancora un senso la classifica nella forma attuale e se nel futuro avrà gli stessi criteri di voto. Stanno infatti emergendo, come detto, i limiti del voto di quella globale. Potrebbe dunque essere una edizione turning point, un punto di svolta, mentre le edizioni regionali crescono: è prevista per il febbraio 2022 lo svolgimento ad Abu Dhabi dei primi Middle East and North Africa’s 50 Best Restaurants Awards.