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Cibo e matrimonio: tra tradizioni e curiosità

di Alessia Dalla Massara

Quali sono le tradizioni dei matrimoni legate al cibo? E da dove vengono? Ecco qui le origini di alcune delle più famose.

Forse si tratta dell’evento della vita più ritualizzato e sotto i riflettori per chi decide di affrontare il grande passo. Non mancano, a ragione, matrimoni fuori dagli schemi e alternativi che volontariamente sovvertono le regole più rigorose. Tuttavia, alcuni rituali che legano il matrimonio alla sfera del cibo non accennano a interrompersi, anzi. E non stiamo parlando del classico banchetto nuziale (che anche lì le divagazioni sul tema possono essere infinite), bensì di momenti precisi che coinvolgono il cibo in modo diverso. Pensate, per esempio al lancio del riso, alla confettata o al taglio della torta: vi siete mai chiesti da dove vengano queste usanze ormai così inveterate tra gli sposalizi nostrani? Ebbene, le tradizioni e le leggende dietro a ciascuno di questi rituali sono da ricercare nei secoli attraverso aneddoti e curiosità assai bizzarre.
Scopriamoli insieme.

  1. Lancio del riso. Il momento che segna il passaggio verso l’allentamento di cravatte, banchetti e balli sfrenati: il lancio del riso conclude il momento della cerimonia e accoglie quello del ricevimento con allegria e leggerezza. E pensare che questo rituale era già ben presente nell’antica Roma dove il riso era rappresentazione di prosperità e vita feconda. Per risalire però alle origini effettive di questa usanza dobbiamo tornare ancora più indietro e ripercorre un’antica leggenda del Sol Levante. Si racconta, infatti, di un gesto di generosità compiuta dal Genio Buono per placare le sofferenze dei cittadini colpiti da una forte carestia. Il Genio iniziò a privarsi dei suoi denti spargendoli nella palude e da lì a poco l’acqua fece germogliare delle piantine di riso, simbolo di fertilità e buon auspicio.
  2. Confettata. Anche in questo caso sono i romani a farci tornare indietro nei secoli e a spiegarci la nascita di una delle usanze più famose, ossia la confettata. Originariamente, si usava portare in omaggio dei confetti per augurare ricchezza e abbondanza ai novelli sposi. Ma non mancano leggende in cui si narra di confetti lanciati al posto del riso (ovviamente più leggeri, con un ripieno di mandorla e un piccolo seme di coriandolo): da qui probabilmente il nome “confetto” che stava ad indicare i coriandoli contenuti al suo interno. Ma è solo nel Medioevo (intorno al 400) che arriva il confetto vero e proprio, così come lo conosciamo: immancabile in ogni occasione importante che richiedesse buoni auspici. Tuttavia, per l’arrivo della confettata dobbiamo aspettare tempi assai più recenti, ma è indubbio che il significato sia rimasto del tutto identico.

  3. Bomboniere.
    E poi ci sono loro, i cadeaux per eccellenza che, nonostante siano così diversi per forma e per colore, hanno un elemento che non può mancare, ossia i confetti. Altra regola da rispettare è il numero che deve contenere ciascuna bomboniera: sempre numeri dispari che possono variare tra 1, 3 e 5. La ragione di questa usanza risale ad un’antica superstizione che vedeva nei numeri dispari un’alta valenza positiva. Da qui la differenziazione di significato in base al numero preciso: 5 confetti per augurare salute, felicità e ricchezza; 3 come simbolo della coppia degli sposi e del primo figlio che verrà; 1 a rappresentare l’indissolubilità della coppia o, altrimenti, l’unicità dell’evento del matrimonio.
  4. Torta nuziale. Il momento tanto atteso della torta nuziale che apre le porte alla parte finale della serata trova le sue radici nell’antica Grecia in cui le torte erano preparate principalmente a base di miele, farina e sesamo. La prima fetta, sulla quale veniva adagiato un dattero o una mela, era servita alla sposa in segno di fertilità. Quanto alla forma – nonostante oggi il cake design abbia fatto passi da gigante – la classica torta circolare rappresentava la perfezione celeste e quindi protezione e benessere. L’alzatina su cui viene appoggiata simboleggia, invece, le scale che percorreranno gli sposi nella gioia e nel dolore. Il tutto ovviamente rigorosamente in bianco come sinonimo di purezza e candore: anche se in realtà nell’antichità il bianco era sinonimo di ricchezza. Richiamava infatti lo zucchero raffinato che, dato il suo costo elevato, era appannaggio solo delle famiglie nobili.