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Roma: le nuove aperture di ottobre 2021

di Francesca Feresin

Negli ultimi mesi Roma ha avuto tantissime nuove aperture tra pizzerie, ristoranti e botteghe: vediamo le più interessanti.

L’estate romana è stata calda, caldissima. Non solo per questioni di temperature ma anche di ristoranti che negli ultimi mesi hanno preso vita nei vari quartieri della città. Pizzerie, pub, botteghe fioccano senza sosta, come nuovi indirizzi che danno speranza e energia al comparto ristorativo, dopo il brutto momento storico, si spera ormai alle spalle. Ecco qui una lista di locali da segnare:

  1. Bauhaus – Piazza Eugenio Biffi 3. Nel cuore di Garbatella, a Giugno 2021, nasce Bauhaus, locale poliedrico che in 250 metri quadrati ospita un laboratorio del pane con pizzeria e ristorante. Il progetto, che ruba il nome all’omonima corrente architettonica tedesca, è nelle mani dei medesimi proprietari del vicino Biffi, ed è giovane e vincente nell’offerta. Il laboratorio di panificazione di nuova generazione è diretto da Davide D’Eramo, che sforna pizza in teglia sin dalla mattina e pizza al padellino per aperitivi e cene informali. E sempre dal laboratorio arrivano fritti come la lasagna al sugo di pecora ed il lingotto di tortellini panna e prosciutto. Sul fronte ristorante, da godere al piano alto della struttura, il giovane Andrea Castagna, chef con esperienza al Noma di Copenaghen, ha sviluppato per la cena una carta dal respiro internazionale da provare anche attraverso diversi percorsi degustazione. Non scontata neppure la selezione dei vini e delle birre, rigorosamente artigianali. 
  2. Dazio – Via Nomentana 1206. A Via Nomentana, appena fuori dal Raccordo, Federico Del Moro e Federico Coniglio, hanno aperto Dazio, una realtà fuori dal comune che valorizza la pizza. La firma del lievito è di due giovanissimi, Giovanni Giglio e Mattia Lattanzio. La loro è una pizza di stampo napoletano, leggera ed altamente digeribile. Viene utilizzato un impasto ad alta idratazione realizzato con mix di lievito di birra e lievito madre, poi cotto a legna. I condimenti oscillano tra i Vintage ed i Crazy passando per le pizze Dal Mercato. Si parte da una classica Margherita per arrivare ad una Scapece e Mortazza con crema di zucchine alla scapece, mortadella, provolone del monaco, fior di latte di Agerola e menta. I condimenti più originali si riscontrano nelle Crazy Pizze come la Crostino di agnello con porro bruciato, agnello cotto a bassa temperatura, robiola montata ed erbe amare. Da provare anche i fritti, come la pappardella al ragù ed il fry-toast. Questo la sera, ma in realtà Dazio è aperto tutto il giorno con proposte di lievitati a 360 gradi. La mattina si inizia con cornetto e cappuccino per proseguire con pizza al taglio ed un piccolo menu lunch, al tramonto anche aperitivo con cocktail e taglieri di pizza con i fritti.
  3. Biondamara – Via Paolo Emilio 69/A. Dal sogno di due fratelli nasce Biondamara, un locale che mette in primo piano la birra, rigorosamente artigianale ed italiana da gustare anche accanto ad interessanti piatti gourmetLe Quotidiane, le Speciali e le Stagionali sono le tre sezioni in cui vengono raggruppate le etichette selezionate da Biondamara, descritte accuratamente in menu. Dalla cucina escono polpette dai diversi gusti e condimenti, o ancora panini sia classici che innovativi: c’è il Burghetta di manzo, baccalà, ceci e poi la selezione Special Max, dello chef Max Mariola, come il Mizzica quanto Pizzica con collo di maiale alla piastra, provola fumé, cicoria e maionese alla ‘nduja. E poi ancora portate gourmet come il petto d’anatra marinato all’arancia con finocchi saltati e proposte alla griglia. Sembra tanto ma non è ancora tutto: c’è anche la pizza in teglia
  4. Casadora – Via Oslavia, 11. Dall’unione di due parole, Casa e Dora, diminutivo di “Azdora” che nell’immaginario romagnolo rappresenta la vera colonna portante della famiglia, colei che con le mani infarinate stende la pasta al mattarello, nasce Casadora, pastificio con cucina nel quartiere Prati. Uno spazio dedicato all’arte della pasta fresca, che unisce al laboratorio per la produzione artigianale una proposta gastronomica moderna. Il laboratorio è in mano a Giulia Ghisellini, che può vantare esperienze in cucine stellate in Italia ed all’estero, in particolare in Spagna. Lei impasta e cucina tagliolini, cappellacci, tonnarelli, ravioli, tortellini, ma anche noodles o gyoza, perché la filosofia gastronomica qui ha un respiro internazionale. Non comuni anche le farce, come tartare di gamberi rosa e lime e amatriciana all’interno di tortelli e cappellacci. Da Casadora si compra ma si pranza anche ordinando dal menu i piatti preparati da Giorgio Romanini come il Cannolo di spigola ripieno di gamberi con insalata thai o la Porchetta di coniglio con insalata di friggitelli e pesche. Foto in copertina.
  5. Bu! Prodotti di Bufala da Paura – Viale dei Consoli 101/103A Viale dei Consoli nasce una nuova casa bianca del latticino: Bu! Prodotti di Bufala da Paura, piccola bottega che già dal nome fa intuire un riuscito matrimonio tra Roma ed il suo gergo giovanile e la Campania e le sue bufale. L’ideatore è sempre Marco Pucciotti qui assieme alla famiglia Barlotti, proprietaria di uno dei caseifici più apprezzati di Paestum. Oltre alle mozzarelle, in vendita nel banco di Bu! ci sono il burro, lo yogurt, la ricotta, le provole, le burrate ma anche tutti i formaggi, sempre di bufala, stagionati e affinati. Annesso alla bottega c’è un laboratorio di pasta fresca ripiena, ovviamente di formaggi di bufala, gestito da Francesco Grassellino. L’offerta è in fase di espansione con dolci e gelati per cui bisogna attendere ancora qualche mese. Ma Marco Pucciotti è in fermento: a breve prenderanno vita altre sue creature come Fry Hard e A’ Rigato’ sulle quali vi aggiorneremo.
  6. Non Ordinary Drinks Organization –  Piazza delle Coppelle 52. Immerso nel fascino storico di Piazza delle Coppelle, N.O.D.O., Non Ordinary Drinks Organization, ha aperto il 23 Settembre, proponendo cocktail d’impatto e di qualità, spiriti e una selezione di piatti per accompagnare i drink.
  7. Mama Shelter – Via Luigi Rizzo 20. Finalmente anche a Roma arriva la catena Mama Shelter presentandosi come un rifugio urbano giovane, colorato e divertente a tariffe accessibili. La struttura, a due passi dal Vaticano, gode di un piacevole rooftop di circa 160 mq, aperta dalla mattina fino a tarda notte con dj set e musica dal vivo. Da provare è l’aperitivo con i cocktail del Mama o con una birra, accompagnate da tapas internazionali. Al piano terra pizzeria e ristorante gourmet completano l’offerta. Ogni sabato e domenica è possibile anche fare brunch nel Giardino d’Inverno.
  8. Romanè di Stefano Callegari – Via Cipro 106. Stefano Callegari a fine settembre ha aperto il suo primo ristorante. Ci troviamo in Via Cipro ed il suo nome è Romanè, a richiamare il modo di dire dare una romanella, che significa dare una ripulita. Un luogo dall’atmosfera rassicurante e rilassata dove mangiare buon cibo casalingo e verace. Tra le proposte emergono il pollo alla cacciatora, l’abbacchio, la fettina panata e le fettuccine al sugo di carne. C’è un cambio di ruolo con le fettuccine al tortellino, dove la pasta viene cotta nel brodo e condita con il ripieno classico dei tortellini. Etichette naturali italiane ma anche champagne e vini francesi completano la carta.
  9. Song – Via Valadier 14. Un nuovo ristorante cinese arriva nella Capitale. Il suo nome è Song ed è frutto dell’unione di due famiglie, i Wu e gli Ozakazi, entrambe già conosciute nel panorama della ristorazione romana, con Okasan, Otosan e la pasticceria Hiromi Cake. Qui il focus è centrato sulla tradizione dei dim sum, preparati dallo chef Chu Lin Sang. Il menu è ampio, spaziando tra noodles all’astice, riso allo Char Siu, pollo kung pao, anatra alla pechinese e diverse proposte vegetariane. Non possono mancare i ravioli in molteplici versioni: con astice e impasto al matcha, funghi di bosco e tartufo, capesante, ragù d’anatra, di manzo cotti in brodo, ma anche wanton e xiao long bao. Cocktail e sake completano l’offerta assieme ai dessert di Hiromi Cake.
  10. Gastromario – Via Voghera 10. Ibrido tra una  bottega ed un bistrot è Gastromario, un progetto intimo e accogliente, sogno diventato realtà di tre amici, una pasticciera, un cuoco e un sommelier. Tante anime, dal bistrot, alla pasticceria passando per l’enoteca, il forno e anche la bottega di pasta fresca sono racchiuse nel locale aperto da mattina a sera. Parola d’ordine? Semplicità. Il laboratorio è a vista, con possibilità di mangiare fronte cucina.
  11. Primo Osteria – Via Castelnuovo di Porto 4. Cambia location ma non insegna Pietro Adragna, chef e patron, assieme ai fratelli Bebi di Primo, un’osteria 2.0 che alla cucina romana aggiunge un tocco contemporaneo. Il menu parla di tecniche di cottura, marinature, sapori artigianali ma c’è anche una formula più easy per soste brevi al bancone. In menu suoi cavalli di battaglia sono l’uovo croccante in pochè, parmigiano e tartufo, il riso al salto con zafferano, ricci di mare e gremolada, o ancora il filetto alla Wellington. Immancabile la carbonara in versione spaghettone. Nota di merito per la preparazione dei lievitati di produzione propria, dalla pagnotta ai cereali alla focaccia al vapore.
  12. Rever – Via Pietro Cavallini 25. Matteo Insegno e Fabio Sardella, amici con la comune passione per la cucina, hanno dato vita a Rever, un ristorante giovane che punta a stupire, raccontando anche l’arte. Il menu si basa su prodotti di alta qualità, prevalentemente locali, e tecniche innovative. Tra i piatti c’è Camouflage, baby verdure in diverse consistenze, funghi pioppini, chips di platano, gel di mais, estratto freddo di verza rossa, o ancora Rosso su Rosso dove i tonnarelli sono mantecati con succo di barbabietola e menta e affiancati ad una fonduta fredda di gorgonzola con polvere di rapa rossa e ricotta infornata affumicata. Tre diversi percorsi di degustazione completano l’offerta assieme ad una drink list di grandi classici rivisitati.
  13. Casa Marcelo – Via Vittorio Veneto 173. A Via Vittorio Veneto, Casa Marcelo è il secondo figlio di Annalisa Polo e Roberto Tomasini, già proprietari di Casa Carmen a Fregene. Aperto da fine Giugno, è un ristorante che vive di influenze spagnole e sudamericane tra Messico, Argentina, Cuba e Venezuela. Il menu ideato da Alessio Procaccini parte dai Pimientos del padròn, i classici friggitelli fritti serviti con sale maldon, e le Croquetas de jamon. E poi ancora chorizo, queso frito e Ceviche de lombo. Non mancano le selezioni di Jamon iberico stagionato, salumi e formaggi spagnoli. Si passa ai primi, dove spiccano il Raviolone ripieno di stinco di maiale e bufala in salsa di datterini e le Mezzelune ripiene di carne al chimichurri in salsa di zafferano e gocce di basilico. Le carni la fanno da padrone con le Costolette di maiale iberico con mostarda e miele, il classico Segreto iberico alla griglia con platano fritto, la Baca Galiziana e il T-Bone argentino. Non solo cibo ma anche cocktail, ideati dalla giovane Felicia De Stasi.
  14. Khubla khan – Piazza di Ponte Lungo 1. Cucina fusion e Dream List sono le due anime di Kubla Khan, un nuovo progetto nato nel quartiere Appio Latino che punta su food&mixology tra influenze orientali e sudamericane. I quattro amici, Valerio Del Grosso, Matteo Roscani, Francesco Rosati e Andrea Malkam, influenzati dalle parole del poeta inglese Samuel Taylor Coleridge, hanno creato un luogo visionario, che parla di mondi lontani, di viaggi e di buona cucina. Aperitivo, cena e dopocena sono le tre facce del locale. Il menu propone una serie di starters e tacos per proseguire con i Kubla Rolls come il Parmigiana Roll, un uramaki di parmigiana con salsa al basilico, cremoso al parmigiano e melanzane affumicate. C’è poi la sezione Raw Bar dedicata alle tartare. Da non sottovalutare i cocktail ideati da Nicholas Pelliccioni insieme a Eleonora Balzano, bartender under 30, che hanno ideato dodici miscelati emozionali, ispirati ognuno ad un diverso luogo del mondo.
  15. Fuorinorma – Via Giuseppe Giulietti 5. In zona Ostiense ha recentemente aperto Fuorinorma, la nuova creatura di Federico Iavicoli che racconta una cucina semplice e di stagione, di stampo internazionale. Il menu viaggia su due percorsi paralleli, distinti per pranzo e cena: nel primo caso si parla di piatti veloci, nel secondo di proposte più complesse. Burger, fritti, spiedi, coccetti caldi invadono il tavolo ed invitano al convivio. Si può mangiare nel giardino di alloro, nella sala interna o semplicemente al bancone per uno stuzzichino e un buon bicchiere di vino, naturale.
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