Home Produttori Non solo GDO e aggregatori virtuali: arriva Al Passo Food

Non solo GDO e aggregatori virtuali: arriva Al Passo Food

di Salvatore Cosenza

Al Passo Food è una nuova realtà nata dall’intuizione di due giovani ragazzi romani, Max ed Emmanuel Merone.

Complici la pandemia e il lockdown, nel 2020 si è assistito ad un vero e proprio boom della spesa alimentare online: un incremento dell’85% rispetto all’anno precedente, trainato soprattutto dai siti delle catene della GDO. Il trend di crescita è continuato sorprendentemente anche nel 2021, nonostante l’allentamento delle restrizioni dovute alla campagna vaccinale. Insomma, pare che gli italiani ritengano comodo e sicuro acquistare sul web e farsi recapitare a casa beni di prima necessità. In questo scenario, l’eterna sfida tra botteghe di prossimità e supermercati, vede questi ultimi nettamente in vantaggio, insidiati soltanto da aggregatori virtuali (tipo Amazon Prime Now, per intenderci). Tuttavia c’è anche chi ha deciso di dedicarsi a una particolare nicchia che i grandi gruppi, per ovvie ragioni, non potranno mai occupare. 

Un modello alternativo 

Alpassofood, che sta per Alimentazione per Passione, è il nome dell’azienda fondata da due giovani gemelli romani, Max ed Emmanuel Merone, i quali, abituati a fare la spesa direttamente da produttori locali, durante il periodo di lockdown si sono accorti che molte delle piccole realtà da cui si servivano non erano organizzate per le consegne a domicilio. Da un’esigenza personale è nata un’idea imprenditoriale. La ricerca di prodotti genuini, biologici e biodinamici, avviene principalmente tramite passaparola.

In alcuni casi però si tratta di vere e proprie scoperte di Max ed Emmanuel, che spesso battono aree agricole delle province italiane alla ricerca di artigiani, allevatori e contadini, chiedendo informazioni persino nei bar dei paesini che attraversano. Una volta inseriti nello shop online, gli articoli vengono acquistati dai clienti finali e consegnati con furgone refrigerato a Roma e dintorni, mentre per il resto d’Italia ci pensano corrieri specializzati. Alpassofood funge dunque da vetrina e da volàno per imprese prevalentemente familiari, poco informatizzate e che, date le dimensioni modeste, non risultano appetibili per le catene commerciali, le quali spesso necessitano di continuità e volumi non conciliabili con un approccio agricolo naturale e stagionale. 

Il successo

A giudicare dalla rapida crescita, l’intuizione di Max ed Emmanuel è risultata vincente. Nel giro di pochi mesi, l’offerta del loro sito si è ampliata notevolmente, grazie agli accordi con produttori, non soltanto laziali, che condividono la loro visione etica e sostenibile del cibo. Sono circa 700 i prodotti disponibili, provenienti da 90 aziende diverse: si va dalle carni e salumi di maiale brado di Norcia, alle tisane del Sud Tirolo, fino ai frutti tropicali biologici coltivati in Sicilia. Attualmente vengono servite in media 150 famiglie ogni mese