Home Cibo Törggelen, l’antica tradizione altoatesina

Törggelen, l’antica tradizione altoatesina

di Alessandra Iannello

Törggelen è l’antica tradizione dell’Alto Adige. Di maso in maso si può ad assaggiare il vino nuovo accompagnato da buon cibo.

In Alto Adige è tempo di Törggelen. Questa usanza dura dal giorno in cui la prima castagna cade dall’albero (fissato per consuetudine nel primo sabato di ottobre) fino al giorno di Santa Caterina, il 25 novembre. Il suo nome Törggelen deriva dal latino turculum, ovvero il torchio impiegato per pigiare l’uva. È infatti il vino novello il protagonista di questa festa che si svolge nei Buschenschank (i masi che producono vino).

Da dove nasce?

L’origine di questa usanza contadina è, come accade per ogni tradizione non documentata, controversa. Alcuni fanno risalire il Törggelen a un momento di baratto tra i contadini di montagna e i viticoltori della valle Isarco. I viticoltori avevano il bestiame, ma non disponevano di pascoli alpini. I contadini di montagna avevano pascoli alpini che potevano accogliere il bestiame dei viticoltori in estate. In cambio, i contadini di montagna ricevevano vino dai contadini della Valle. In autunno, quando l’agricoltura ha il suo fermo naturale, cioè tra San Martino (11 novembre) e Santa Caterina (25 novembre), i contadini di montagna andavano di maso in maso a degustare il vino con cui i viticoltori pagavano l’uso dei pascoli estivi. Erano momenti di spensieratezza e divertimento, accompagnati da ottimo cibo. Col tempo l’usanza divenne di dominio pubblico e si trasformò in una festa a cui oggi partecipano anche cittadini e turisti.

La seconda ipotesi circa l’origine del Törggelen nasce dalle feste di ringraziamento dei contadini per i loro braccianti e domestiche alla fine della vendemmia e del raccolto. Anche in questo caso cibo, vino, allegria e musica erano una costante. Il Törggelen è considerato la quinta stagione dell’anno durante la quale vige la legge Buschen, che risale ai tempi dell’Imperatrice d’Austria Maria Teresa. Un Buschen, cioè un mazzo di frasche appesa davanti al maso, indica ancora oggi che per un massimo di sei mesi l’anno le porte sono aperte per chi voglia assaggiare il vino nuovo e i prodotti del contadino.

Durante il Törggelen – spiega Florian Hilpold, proprietario del maso Villscheiderhof di Bressanone – la gente va nei masi che hanno i vigneti e producono vino per assaggiare la prima spremitura. La tradizione vuole che il vino sia accompagnato dalle castagne raccolte nei boschi vicini e da piatti tipici cucinati nel maso con materie prime autoprodotte”. Al Villscheiderhof si possono degustare tre tipologie di vini bianchi e due di vini rossi prodotte con uve provenienti da vigne ubicate tra i 650 e gli 800 metri, con un salto a 2600 metri per i vitigni coltivati nei terreni dell’Abbazia di Novacella. I bianchi sono i locali Sylvaner, Kerner e Riesling. Mentre i rossi sono il Portugieser e lo Zweigelt.

 Cosa si mangia durante il Törggelen

In cucina Erika, la moglie di Florian, prepara i piatti tipici del Törggelen. I primi fra cui spaziare prevedono i Käsenocke (canederli al formaggio), i Schwarzplentener Käseknödel (canederli di grano saraceno e formaggio) e i Hausgemachte Schlutzer (ravioli di spinaci) conditi con burro fuso e formaggio grattugiato, i Speckknödel (canederli allo speck) in brodo, la Gerstesuppe (zuppa d’orzo), la Kürbiscremesuppe (zuppa di zucca) e la Frittatensuppe (tagliolini all’uovo fritti in brodo). Per secondo di rigore lo Schlachtplatte, un vassoio di carni miste che prevede salsiccia fatta in casa, carne salmistrata, costine di maiale accompagnati da crauti fermentati, patate arrostite e crema di rafano. Per chi volesse qualcosa di più leggero ci sono Spiegeleier (uova al tegamino) con speck e patate.

Per finire i dolci del periodo sono i Gefülltes Minggele, una sorta di panzerotti dolci ripieni di marmellata di prugne o di castagne, i Marmelladekrapfen, pasta croccante ripiena di marmellata, e le immancabili caldarroste.