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Sprechi in cucina: i 9 elettrodomestici che consumano di più

di Marta Manzo

Quali sono gli elettrodomestici che consumano di più in cucina? Scopriamolo insieme con questa classifica.

In vista degli ormai prossimi rincari in bolletta per quanto riguarda l’energia elettrica (ma anche il gas), possiamo provare a tutelarci un pochino cercando di capire quanto, realmente, consumino gli elettrodomestici di cui disponiamo in cucina. Soprattutto quando sono un po’ datati e la loro classe di appartenenza non è delle migliori. Una classe energetica efficiente aiuta infatti ad abbattere i costi in bolletta. Basti pensare a un normalissimo forno, che se appartenente A+++ comporta un risparmio pari ad almeno il 30% dei consumi rispetto a un omologo di classe G, la peggiore. Su ogni elettrodomestico che abbiamo in casa troviamo l’etichetta colorata con lettere e fasce che ci chiarisce la classe energetica.

Verde scuro è per i prodotti più efficienti (da A in su), mentre il rosso è dedicato a quelli che consumano più energia. Prendendo nuovamente come esempio un forno, il consumo si riferisce a 100 cicli di cottura all’anno e al suo volume. Per la classe A sarà inferiore ai 100kwh, la B sale dai 100 ai 120, la C da 120 a 140 e così via, fino alla G che conta oltre 200kWh. Non c’è però soltanto una questione di obsolescenza. Contano anche i watt, quelli dell’elettrodomestico in quanto tale, la sua potenza, insomma, così come i tempi di utilizzo del prodotto. Così come le fasce di consumo sul vostro contratto di energia. Ecco allora una classifica che mette insieme tutte queste variabili base, non tenendo conto di altre più specifiche legate al singolo prodotto. Abbiamo previsto una tariffa monoraria al prezzo medio di 0,30 euro/kwh. E abbiamo considerato gli elettrodomestici di classe più alta. Ecco allora quali sono quelli che consumano di più, dal più economico al più costoso. 

  1. Minipimer. Per essere veramente un buon prodotto un minipimer dovrà avere una potenza pari o superiore ai 700w. Ma, a meno che non siate dei professionisti, in realtà in commercio se ne trovano di molto meno potenti ed efficaci allo stesso modo, a partire dai 250-300w. Ciò significa che, in un’ora di utilizzo, avrete consumato 0,30kw. Cioè circa 10 centesimi. E chi frulla davvero per un’ora?
  2. Robot da cucina. Più dispendioso nel wattaggio originario è il robot da cucina, il mixer. Solitamente ha una potenza media di 1000w, con un consumo di 1kw per ogni ora in cui è acceso (con qualche scarto). Il suo costo, al prezzo che abbiamo indicato, è di 30 centesimi per ora, la metà per mezz’ora di utilizzo.
  3. Friggitrice ad aria. Esattamente come il robot da cucina, la più piccola friggitrice ad aria in commercio, da 2 lt, consuma 1000w, cioè 1kwh. Stesso prezzo, dunque, per il consumo. Poiché l’airfryer è nota per cuocere velocemente perché funziona come un phon, scaldando rapidamente l’aria e spingendola, in realtà cuoce in molto meno tempo, solitamente in 20-30 minuti al massimo. Il suo costo, così, si riduce a circa 15 centesimi l’ora.
  4. Bimby. Cuoce, frulla, prepara in diverse modalità e temperature. E il suo consumo varia in base alla funzione scelta. In linea di massima, però, il Bimby arriva a una potenza massima di 1500w, più di un frullatore, ma meno di un forno. Il tempo e la modalità di utilizzo influiscono sui suoi reali consumi. In standby, per esempio, consuma circa 0,8w l’ora, mentre la funzione bilancia ne consuma oltre 3. Per cuocere un minestrone, invece, consuma 1,5kwh solo per portare l’acqua a ebollizione e 0,5kwh per cuocere le verdure. Prendendo questo come esempio, allora, si consumeranno in media 0,5kwh, per un prezzo di 15 centesimi l’ora. Ma il prezzo cambia totalmente a seconda della ricetta. 
  5. Forno a microonde. Solo una parte dell’energia elettrica viene convertito in energia nel forno a microonde. In media, un forno standard assorbe al massimo intorno ai 24oow, 1300w per la cottura al microonde e 1100 per il grill. Per un’ora di cottura, cucinare al microonde costa circa 40 centesimi di euro. Ma di solito i veloci tempi di cottura abbattono notevolmente i costi.
  6. Lavastoviglie. Discorso classe è molto valido per la lavastoviglie, che nella sua performance migliore, la A+++, consuma circa 0,84kwh per ciclo di lavaggio. Ciò, però, tenendo conto di averne scelto uno congruo, ad esempio economico, che fa risparmiare sull’asciugatura.
  7. Frigorifero. Considerando esclusivamente la classe energetica migliore, un frigorifero A+++ consuma circa 166kwh all’anno. Rimanendo sempre acceso giorno e notte, i suoi consumi dipendono da molti fattori come le dimensioni, la capacità reale di congelamento, la posizione, la stabilità della temperatura. Tutti, uniti alla classe di efficienza e moltiplicati per la cifra che avevamo stabilito come media, comportano un prezzo di solo mantenimento del frigorifero pari a circa 13 centesimi al giorno. Che moltiplicato per 365 sale a oltre 47 euro l’anno.
  8. Forno elettrico. Al secondo posto nella classifica dei consumi c’è il forno elettrico. Basti pensare che mantenere un forno acceso per un’ora alla temperatura di 180°C comporta una spesa di circa 1kwh, pari a 30 centesimi nel nostro esempio, importo che sale quando si arriva a 200°C, fino a 1,5kwh di consumo. Senza contare il riscaldamento. Considerando di accendere il forno per cuocere una pagnotta di pane, circa un’ora e un quarto, il costo è di circa 45 centesimi.
  9. Griglia elettrica. Il peggiore tra gli elettrodomestici elettrici, da usare dentro o fuori casa, è la griglia elettrica, che consuma tra gli 800 e i 2400w. Significa che, al massimo della sua potenza, consuma circa 75 centesimi di euro l’ora. E considerando che la cottura su una griglia elettrica richiede molto tempo, il rischio è quello di trovarsi a fine mese con una bolletta piuttosto salata, soprattutto se la si usa con una certa continuità.