Home Bevande Tendenze bar: è l’ora dei cocktail blu

Tendenze bar: è l’ora dei cocktail blu

di Alessandra Gesuelli

I cocktail blu sono la tendenza dell’anno: eccone 5 da provare, preparati nei migliori cocktail bar d’Italia.

Cocktail colorati, coloratissimi, in pieno stile anni ‘80. Riappaiono nelle carte dei bar in Italia. Momento nostalgia? In realtà no, anzi.I cocktail blu sono sempre stati presenti nella storia della Mixology, e adesso tornano alla ribaltaÈ un tema vecchio quanto la miscelazione. Perché i cocktail colorati, e blu in particolare, appaiono persino a fine Ottocento e nei primi ricettari del secolo scorso” ci racconta Alex Frezza, bar manager e proprietario dello speakeasy L’Antiquario di Napoli. Alex sperimenta da anni con i colori nel bicchiere, usando prodotti di alta qualità come il migliore liquore d’arancia amara per ottenere il blu. “Sono varianti emozionali sui cocktail più conosciuti. Mi piace ironizzare, non prendermi sul serio, colpire la fantasia dei clienti con drink originali che sorprendono e spostano la percezione del gusto” aggiunge. Gli anni ‘80 e i loro cocktail blu da discoteca, sono un (brutto) ricordo lontano.

Rivisitare le ricette di quel periodo è più che altro un gioco che si è visto negli ultimi anni in cucina, e diverte anche il mondo dei bar. Noi, come Florence Cocktail Week, ci siamo inseriti in questo filone nell’edizione 2021 appena conclusa, ma in realtà la nostra ispirazione partiva da tutt’altra idea: dal mondo dell’arte e da Yves Klein, che con il suo famoso blu realizzò negli anni Sessanta le sue opere e persino dei cocktail di questo colore per un suo vernissage. I twist colorati di drink famosi non credo possano costituire una vera e propria tendenza cocktail, però piacciono, sono divertenti, a patto che usino prodotti di qualità alta, e si ritrovano in diverse liste drink in giro per l’Italia” ci ha raccontato Paola Mencarelli, ideatrice e organizzatrice della Florence Cocktail Week, uno dei più importanti eventi di miscelazione in Italia, tenutosi a settembre a Firenze. Proprio al Blue Klein Paola ha dedicato alcuni appuntamenti del fitto calendario, facendo un omaggio al famoso colore pantone inventato dall’artista e scelto come colore ufficiale della manifestazione nel 2021. Dal 13 al 19 dicembre l’evento si sposta a Venezia con la Venice Cocktail Week, grazie al supporto di Aman Venice. Abbiamo scelto per voi i più divertenti cocktail blu da assaggiare (e richiedere) in questo autunno.

Camillo Klein, Il Locale, Firenze

Il Locale è il cocktail bar dall’anima più internazionale in città. A volerlo così i tre soci e manager Matteo Di Ienno, Angelo Doneddu e Niccolò Bambi.  Un indirizzo da tenere a mente se volete essere certi di bere bene a Firenze. Sempre attento alle tendenze. In questo caso, proprio durante la Florence Cocktail Week, Il Locale ha creato questo cocktail ispirato al Negroni, il cui colore blu è realizzato grazie all’uso del Butterfly Pea Blossom, la Clitoria Ternatea, famoso fiore violetto che dà questa sfumatura, complesso da trattare ma dallo splendido risultato.

Ingredienti:

Tanqueray London Dry Gin
Martini Riserva Speciale Ambrato Vermouth
Blue Bitter
Citrus Soda

Preparazione:

Il drink si ispira al Negroni. Si usa il classico gin e il vermouth bianco, con aggiunta di liquore di Genziana e foglie di assenzio, reso blu dall’aggiunta del Butterfly Pea Blossom, un fiore. La soda di agrumi invece serve a dare freschezza al drink. Viene ottenuta dalla distillazione di pezzi di agrumi di scarto messi sottovuoto con dell’acqua, ottenendo un’acqua aromatica di agrumi non altera il colore blu.

Blue K, Floreal, Firenze

Nel cuore di Borgo San Frediano, a Firenze, Floreal è stata la rivelazione della scorsa Florence Cocktail Week. Nuova apertura, figlia della pandemia ma che subito si è saputa imporre nei cuori dei fiorentini e non, come High Volume Bar di qualità. Dietro al bancone Antonio Romano, titolare e bar manager. Per il nome di questo cocktail, presentato durante la Florence Cocktail Week,  ha preso spunto dal romanzo Blue K dello scrittore Teodoro Gilabert, che ha fatto un’analisi poetica su Yves Klein. Il blu è ottenuto con l’uso del The Genuine Blue Curaçao, un prodotto che non si vede spesso nei bar italiani, dagli aromi complessi, dati dalle arance dell’isola di Curaçao.

Ingredienti:

Don Julio Blanco Tequila
Mix Citrus
Salted Agave Syrup
The Genuine Blue Curaçao

Preparazione: 

Il drink utilizza Tequila Don Julio, con note complesse ed eleganti, a cui è stato abbinato The Genuine Blue Curaçao. Così è stato ottenuto il colore blu, con un processo di distillazione senza coloranti o metodi chimici. A questo viene unito un mix di agrumi e un idrosalino al sale maldon, che fornisce una nota avvolgente al cocktail. Shakerato. È servito in un tumbler basso, con un ice cube

Negroni dipinto di blu, Ch 18 87, Roma

Dalla fantasia inesauribile e la voglia di sperimentare di Simone Mina, bar manager di Ch 18 87, il cocktail bar dello storico ristorante di Roma Checchino dal 1887, nasce questo Negroni speciale che al posto del canonico rosso vira su un blu acceso e, grazie al Trikini Mix, aggiunge allo storico aperitivo italiano note fresche di anice, altra grande eccellenza italiana, e menta, una delle erbe aromatiche che più di altre si sposa con i sapori di Roma, il sedano e il carciofo che compongono l’eccellenza del Seven Hills, dry gin artigianale italiano. Il nome? Naturalmente un tributo al celebre brano Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno.

Ingredienti:

Seven Hills Italian Dry Gin
Vermouth dry
Bitter bianco
Trikini Mix (2pt blue curaçao / 1pt crema di menta bianca / 1/2pt Mistrà Pallini)
Fior di Sale al mandarino

Preparazione: 

Il drink si prepara con la tecnica rolling: il Seven Hills Italian Dry Gin e tutti gli ingredienti vengono versati nella parte più piccola di uno shaker a due pezzi, mentre viene colmata con ghiaccio la metà più grande dello shaker. Con l’aiuto di un colino per ghiaccio, si fa scivolare il liquido da un contenitore all’altro e si ripete l’operazione per circa cinque volte. Il cocktail viene servito in un bicchiere Old Fashioned colmo di ghiaccio e viene guarnito con un triangolo di pineapple leather

Blue Blooded Mary, Dry, Milano

Tutto nuovo, o quasi, al Gruppo Dry, che conta due locali a Milano, sulla centrale via Solferino e su viale Vittorio Veneto. Su via Solferino, il Dry Milano che ha fatto dell’abbinamento tra pizza e cocktail una delle cifre del suo successo, apre una nuova fase. Cambia il management della società e la squadra dietro al bancone con l’ingresso di Sabina Yausheva, come bar manager. In cucina si riconferma il maestro pizzaiolo Lorenzo Sirabella, all’8° posto assoluto nella classifica Top 50 Pizza. Sabina, prima bartender al Julep Herbal & Vermouth Bar dell’Hotel de la Ville a Trinità dei Monti, a Roma, del gruppo Rocco Forte, porta a Milano stile e creatività e ripensa la carta con omaggi ai classici del locale, in un dialogo continuo con la cucina di Lorenzo. Il drink proposto è un twist blu sul Bloody Mary. Per l’effetto viene usata l’Alga Spirulina.

Ingredienti:

Vodka infusa con prosciutto crudo
Acqua di pomodoro condite con spezie
Alga Spirulina

Preparazione: 

Drink realizzato con la tecnica del throwing, si serve in un bicchiere Collins con ghiaccio. La vodka è infusa con prosciutto crudo dolce d’Osvaldo, lo stesso che utilizza la pizzeria. L’acqua di pomodoro è condita con le diverse spezie che lo chef executive Lorenzo Sirabella utilizza nella sua pizza con pomodorino del Piennolo del Vesuvio. Nel drink quindi pepe, sale, tabasco, salsa Worcester e un mix del Dry Milano. Come garnish, rum di liquirizia e ribes.

Blue Crocodile, L’Antiquario, Napoli

Ama particolarmente i cocktail blu, Alex Frezza, bar manager e proprietario de L’Antiquario, primo speakeasy aperto a Napoli nel 2015. Una rivoluzione nel mondo della miscelazione partenopea che non poteva non fare scuola. Frezza e il suo Antiquario hanno infatti guidato una nuova generazione di bartender del Sud con il suo stile ricercato e la carta sempre sorprendente. La sua passione per il blu nasce da lontano, dalle sue ricerche di antichi ricettari che già a fine Ottocento e inizio Novecento, contenevano cocktail di questo colore. Ripropone una creazione di qualche anno fa, disponibile solo su richiesta, il Blue Crocodile, che usa il blue curaçao e una combinazione di gin e grappa, ammorbidita da una orzata. 

Ingredienti:

Gin London dry
Grappa aromatica
Succo di limone
Orzata
Blue curaçao
Extra dry vermouth

Preparazione:

Si tratta di un sour particolare che usa la combinazione di gin e grappa, ammorbidita dalla densità dell’orzata. La tecnica utilizzata è quella di shake and strain. Il cocktail viene servito in coppetta. Come decorazione si utilizza un peel di limone.