Home Cibo Risparmiare in cucina: le tecniche di cottura migliori

Risparmiare in cucina: le tecniche di cottura migliori

di Stefania Leo

La frittura non ci aiuta con la dieta, ma ci fa tagliare i costi in bolletta, al contrario di forno e griglia elettrica.

Siamo abituati a scegliere il metodo di cottura in base al numero di calorie che sviluppa, ma, invece, c’è un altro aspetto che dovremmo considerare, Dalla frittura alla cottura alla griglia, ecco quali cotture consumano più energia in cucinasoprattutto in vista dei rincari sull’energia in arrivo: ogni tecnica, sia essa la friggitrice o la semplice cottura in padella, ha un costo energetico. Secondo l’Osservatorio sugli sprechi energetici di NeN, prima startup EnerTech in Italia, ci sono metodi di cottura in grado di farci risparmiare tempo, ma soprattutto denaro. Pensare a quanto cucinare incida sulla bolletta potrebbe sembrare ai più un calcolo ininfluente, ma la realtà dei fatti è ben diversa.

Quale cottura scegliere?

Per stabilire quale metodo di cottura ci fa risparmiare di più sono state prese in considerazione frittura, bollitura, cottura in padella, pentola a pressione, microonde, forno, sottovuoto e griglia elettrica (per la cottura con padella o pentola è stato considerata il piano cottura con piastra a induzione). L’alimento benchmark scelto è la patata, tubero presente in tutti i ricettari d’Italia, che si presta molto bene a essere cotto con qualsiasi tipo di strumento.

I risultati mettono al primo posto tra le cotture del risparmio la frittura in pentola. Infatti, in soli 3 minuti di cottura consumiamo 30 watt/ora. Ma basta utilizzare la friggitrice ad aria, tanto di moda ora, per vedere balzare i consumi a 233 watt/ora per 10 minuti di cottura.

Al secondo posto troviamo la pentola a pressione. Tanto cara alle nostre nonne e tornata in auge durante la pandemia e i lunghi lockdown, permette una cottura veloce e salutare, mantenendo allo stesso tempo un consumo contenuto di energia. Per cuocere la patata bastano 15 minuti e soli 150 watt/ora di consumo energetico.

A metà classifica si piazza la cottura a microonde. Con una potenza più elevata e un tempo di utilizzo ridotto, si può cucinare con un modesto impiego di energia (167 watt/ora).

Se siete tra quelli che prediligono ancora la bollitura o la cottura in padella, non farete un grande favore al vostro portafogli: in entrambi i casi, infatti, ci vorranno 30 minuti per cuocere la patata, con un utilizzo di watt/ora che si attesta a quota 300.

Maglia nera per griglia elettrica e forno. Non siamo sorpresi, ma è bene ricordare che si trattano di due modalità di cotture energivore. Per 15 minuti di cottura su griglia elettrica, si consumano 425 watt/ora, mentre cuocere una patata in forno può richiedere fino a 800 watt/ora. Infatti, c’è bisogno di più tempo – circa 40 minuti – per portare in tavola patate commestibili. Ma il forno ha la sua rivincita con la cottura sottovuoto che, dimezzando i tempi e i watt necessari (500 contro i 1200), permette di consumare solo 167 watt/ora.