Home Mangiare Ristoranti Nuove aperture: Ercoli 1928 a Trastevere

Nuove aperture: Ercoli 1928 a Trastevere

di Francesca Feresin

Da piccola bottega a museo del buon cibo: Ercoli 1928 apre la sua terza sede a Roma, un paradiso per chi è alla ricerca di golosità.

A quasi cento anni dalla prima apertura e a cinque dalla seconda, Ercoli 1928 obbedisce al proverbio e inaugura il suo terzo locale a Trastevere, in via Giggi Zanazzo 4, in quello che un tempo era lo storico teatro Puff di Lando Fiorini, e che dal 14 ottobre spalanca le porte ai locals e ai turisti del quadrante sud della Capitale. 

Il locale di Ercoli 1928

Nato come semplice bottega di quartiere, Ercoli, in breve tempo, diventa tempio dell’enogastronomia per gli appassionati del settore al punto da espandersi in più zone della Capitale, da Prati a Parioli fino ad arrivare, ora, a Trastevere, dove assume le fattezze di un autentico museo del buon cibo e vino e un ottimo ristorante dove mangiare piatti semplici.

Gli orari di apertura si modificano per consentire ai clienti, sette giorni su sette, dalle otto di mattina all’una di notte, di fare la spesa, mangiare e, perché no, bere un drink. Un progetto dunque che fonde insieme spesa e cucina, bottega e ristorante ed ora, alla terza apertura, si impone più forte che mai. Uno spazio immenso, di 700 mq, da scoprire tutto d’un fiato, camminando a ritmo celere con sguardo alto e attento a non perdere di vista neppure un corner. 

C’è la salumeria, la formaggeria, la gastronomia arricchita dall’angolo dedicato ai prodotti ittici. E poi ancora il ristorante, il cocktail bar, e nuovi corner, inediti e non presenti nelle altre due sedi, quali la bakery con pani e pizze, la grande caffetteria con le diverse miscele, la drogheria con le spezie, i legumi e i cereali, e la cioccolateria. Si entra dall’ingresso principale in Via Giggi Zanazzo, dove la porta si scorge dal grande dehors sulla piazzetta della VII Coorte e dai tavoli in strada.

La si attraversa, si scende di qualche centimetro, e subito si viene avvolti dal profumo del pane sfornato ininterrottamente dall’adiacente bakery assieme a ciambelloni, plumcake, cookie, cornetti, sandwich, toast e bagel. Sul fronte opposto, a sinistra, emerge prepotente il banco nero con marmo bianco della caffetteria, che offre al pubblico le miscele dell’azienda MOGI, pregiati caffè – spesso presidi Slow Food – provenienti da centro-sud America e Africa, con caratteristiche uniche e filiere che favoriscono la biodiversità, l’agricoltura biodinamica e solidale. Proseguendo, oltre la bakery, si trova il corner dei prodotti ittici: crudi, tartare e crostacei. E ancora alici del Cantabrico, salmone Norvegese, salmone selvaggio dell’Alaska pescato ad amo, 3 tipi di caviale, baccalà mantecato e ostriche. Qui termina la prima sala, lunga e infinita, che sbuca su via Giulio Cesare Santini.

Sembra tanto ma non è ancora tutto: dalla prima sala si passa alla seconda semplicemente attraversando un arco. Questo è il regno della gastronomia, fulcro di tutti gli Ercoli. Salami, prosciutti, coppe, culatelli, mortadelle, quasi 100 referenze, sono esposte nelle vetrine lunghe dieci metri. A questi si aggiungono i quattro metri di cabina formaggi, che ospita circa 200 prodotti diversi, italiani e francesi, ma anche inglesi e spagnoli.

In fase di ultimazione è l’altra novità di Ercoli Trastevere, il chiosco della drogheria e della cioccolateria con spezie, sali, frutta secca e disidratata, legumi, semi, risi, tè e tisane, oppure lastre o praline di selezionate cioccolate. In questa stanza speciale un tavolo sociale regala la possibilità ai clienti di organizzare una cena con gli amici in un ambiente intimo e raffinato con archi a mattoni e soffitti a volte. Siamo nella Sala Luce, che, non a caso, affaccia su via della Luce, la via della vergine miracolosa che dava la vista, cioè la Luce, ai romani.

La sala principale, un tempo palcoscenico dello storico teatro Puff, si trasforma in ristorante con cocktail bar. Entrando ci si trova davanti ad un vero Drink Theatre con un bancone maestoso, al centro di una grande sala illuminata da un suggestivo lucernario e, tutt’intorno, tavoli ed una platea a gradoni allestita a comode file di sedute: un teatro dei cocktail rovesciato, dove in alto c’è il pubblico seduto a sorseggiare mentre in fondo la scenografia dei barman. 

Il menu di Ercoli 1928

La proposta di cocktail, da gustare dall’aperitivo al dopocena, è sviluppata attorno a grandi  classici e Tini, drink shakerati e serviti in coppa V in stile Martini Cocktail, ideati dal barmade Federico Tomasselli che da Ercoli è consulente fidato. I 6 Tini presenti in carta sono dei twist on classic nella cui composizione si trovano frutta, spezie, caffè e cioccolato, come il Coral Tini con vodka, amaro Jefferson, infuso di tè nero alla vaniglia, Campari e succo di limone. Da non sottovalutare neppure la cantina con circa 400 etichette tra Champagne, bollicine, bianchi, rossi e rosé, con qualche interessante incursione nel panorama dei vini naturali e biodinamici tra Italia, Francia, Germania, Spagna e Sud Africa. 

Come anticipato, alla bottega si affianca necessariamente la cucina. Il ristorante di Ercoli è completo e complesso nell’offerta grazie ad un menu che esalta i sapori italiani, tradizionali nel gusto ma contemporanei nelle preparazioni. La brigata condotta dall’executive chef Andrea Di Raimo e dallo chef Luigi Ubertini, lavora tutto il giorno, nella cucina a vista, proponendo primi espressi e carni alla brace non scontate. 

Si parte da un’eccellente mezza manica alla carbonara con Guanciale di Cinta Senese e Pecorino Romano DOP o da uno spaghetto con vongole veraci, pane profumato e bottarga di muggine per arrivare a Sashi e Hanami bistecca, Filetto canadese di manzo, Entrecote manzetta prussiana, Involtini dei nebrodi, Cube roll tagliata danese, carni tutte cucinate al Josper, una particolare macchina che fonde griglia e forno e assicura cotture rivoluzionarie anche di pesce e verdure, mantenendo altissimo il livello di sapore, qualità, cottura e consistenza. Come piatti freddi ci sono poi la stracciatella di burrata e gamberi rossi di Mazara del Vallo, la tartare di manzo alla piemontese con burrata e crispy di riso selvaggio o quella di dentice con melone, avocado e riduzione di vermouth. Onnipresenti i taglieri di salumi e formaggi, italiani e d’Oltralpe, insalate e dolci golosi.