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Mangiare in hotel: Molino Stucky a Venezia

di Alessandra Iannello

Non molti hotel e ristoranti a Venezia possono vantare la vista panoramica e la location di Hilton Mulino Stucky.

Non esiste la stagione perfetta per visitare Venezia perché la Serenissima è perfetta di suo in qualsiasi momento dell’anno. San Marco, La Fenice, Palazzo Ducale ma anche Rialto e Canal Grande Hilton Molino Stucky e il suo rooftop, sul tetto dell’edificio più alto di tutta l’isola della Giudecca, dominano la laguna.sono alcuni dei luoghi magici di Venezia che risplendono sotto la pioggia, baciati dal sole o imbiancati dalla neve.  Se poi si guardano dall’alto, da un osservatorio privilegiato come una terrazza, allora l’effetto wow è garantito, meglio ancora se seduti comodamente con in mano un cocktail accompagnato da stuzzichini o da suntuosi piatti di crudités di pesce. Come accade al rooftop del 5 stelle Hilton Molino Stucky, sul tetto dell’edificio più alto di tutta l’isola della Giudecca. La sua posizione, a pochi passi dalla Laguna, regala una vista che spazia a 360° dal mare aperto al centro di Venezia.

Dalla farina alle suite con vista

Frutto di un sapiente recupero post-industriale, l’Hilton Molino Stucky si distingue per la sua facciata in mattoncini rossi, l’imponente torre neogotica e la geometria dell’architettura. Il progetto originale del Molino è opera dell’architetto tedesco Ernst Wullekopf, che lo realizzò nel 1884 su commissione dell’industriale Giovanni Stucky. Sulla facciata dell’edificio centrale spicca ancora oggi il nome G. Stucky, sopra il quale è posizionato un complesso scultoreo rappresentante due figure femminili. Quella di destra è appoggiata a una pietra da mulino, l’altra addossata al macchinario a cilindri, tradizione artigianale e progresso industriale che amichevolmente si danno la mano. Nel momento di massimo splendore il mulino copriva un’area di oltre 30.000 metri quadrati dove si producevano circa 50 tonnellate di farina al giorno grazie al lavoro di 1500 operai.

Il Molino cessò la sua attività nel 1955, e l’edificio cadde in rovina, fino a quando, nel 1988, il Ministero per i Beni Culturali decise di apporre il vincolo su tutta la struttura e stabilì la sua trasformazione in complesso alberghiero. Iniziò così un’imponente opera di restauro e adeguamento dell’edifico che, nel rispetto dell’architettura originale, ha riportato il Molino Stucky al suo antico splendore. Oggi il Molino Stucky ha attuato ulteriori rinnovamenti, con la realizzazione della nuova interior decoration, affidata all’ architetto Biagio Forino per le suite e allo studio Caberlon-Caroppi per le camere. Nelle suite, Forino ha lavorato con l’obiettivo di far percepire agli ospiti tutto il fascino di Venezia ed esaltare al tempo stesso la struttura dell’edificio industriale originario. Per esempio, nelle Giudecca Suite sono state messe in risalto le tramogge da cui scendeva il grano per essere macinato, mentre nelle Tower Suite le antiche travi a vista sono state recuperate ed enfatizzate da un sapiente gioco di luci.

Lo Skyline Rooftop Bar

La carta dello Skyline Rooftop Bar è composta da ben 21 signature cocktail creati uno a uno da Cusimano e dal suo staff. Il Signature Cocktail Menu dello Skyline è il Red Sky, ispirato ai colori di Venezia, viene presentato su una tavolozza da pittore. Cusimano ha realizzato anche lo Stucky 1895 un gin infuso con quattro botaniche della laguna Veneta tendente al sapido.

Mangiare pied dans l’eau

Regno dello chef Luca Nania, il ristorante Aromi è composto da una sala decorata in stile marinaro e dall’outdoor con la splendida vista sul canale della Giudecca e su tutta Venezia. In cucina le esperienze dello chef si incontrano in piatti dall’anima fusion. Nato in Sicilia, Luca viaggia per il mondo dalla Russia al Far East con una tappa importante (oltre 13 anni) in Cina passando per l’isola di Guishan, di fronte a Taiwan, Sanya, nel mare del Vietnam e Pechino. Inoltre, quando Nania era in forze al gruppo Marriot ha aperto diverse steak house acquisendo una grande esperienza nella scelta e nella cottura delle carni. Mentre la capacità di lavorare il pesce gli arriva da un periodo passato in Liguria.

Da questo crogiolo di esperienze nascono piatti come la costa di manzo Range Valley America, cotta a bassa temperatura con salvia del Molino Stucky, accompagnata da purea di topinambur, patate arrostite e radicchio flambè o lo Stucky burger di scottona, pane fatto in casa e sesamo nero, caciocavallo fuso, bacon, lattuga, pomodoro e mayo tartufata (la settimana in cui è stato introdotto ne sono stati venduti 600). Scorrendo il menu ecco l’influenza russa nella pluma di maiale Iberico, salsa al tuorlo d’uovo e dragoncello della Siberia, quella asiatica nel polpo croccante con salsa di ostriche, mentuccia selvatica delle Dolomiti e katsuobushi.