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Potato milk, una nuova generazione di latte

di Nadine Solano

Il potato milk sembra essere la nuova frontiera del latte vegetale: commercializzato ora solo in UK e Svezia, arriverà anche in Italia?

Latte vegetale: un universo in continua espansione che spesso regala colpi di scena. Da quello alla soia a quello di cocco, passando per il latte di avena, di mandorle e di nocciole, ormai c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Ma chi avrebbe immaginato che sarebbero entrate in scena addirittura le patate? E invece, ecco a voi il Potato milk

La composizione e le caratteristiche

Il latte di patate è il risultato delle ricerche e delle sperimentazioni di Eva Tornberg, docente presso l’Università di Lund. Viene commercializzato dalla società svedese Veg of Lund col marchio Dug. Come si ottiene? La formula e il procedimento precisi sono top secret; sappiamo, però, che le patate vengono cotte e successivamente emulsionate con olio di colza. Fondamentale è il calore: riscaldando in modo particolare questo mix, si ottiene un drink lattiginoso e dall’aspetto invitante. Anche molto nutriente, in virtù non solo delle sostanze benefiche contenute nelle patate stesse, potassio a altri minerali in primis, ma anche dell’aggiunta di proteine di piselli, calcio, fibra di cicoria, vitamine, acido folico e maltodestrine. Di contro, il latte di patata è gluten free, senza lattosio, soia, frutti a guscio nonché povero di zuccheri e grassi saturi. Anche grazie al suo sapore piuttosto neutro, può essere utilizzato proprio come il latte tradizionale. Pure in cucina, quindi. 

Il latte più sostenibile

Tutti i drink vegetali comportano un impatto ambientale nettamente inferiore a quello del latte vaccino, si sa. Il potato milk, però, da questo punto di vista, ha conquistato la vetta della classifica. La coltivazione dei preziosi tuberi comporta emissioni di CO2 ancora più contenute e inoltre, per fare qualche esempio, richiede circa la metà del terreno necessario per le stesse quantità di avena e molta meno acqua delle mandorle. E ancora, si ricorda che la soia è il secondo maggiore driver di deforestazione al mondo dopo l’allevamento bovino, mentre, le patate non incidono affatto sul grave problema in questione. “Scegliere di utilizzare le patate come materia prima”, ha commentato Thomas Olander, amministratore delegato di Veg of Lund, “significa ottenere una bevanda super sostenibile.”

Dove comprarlo

© Green queen

Il latte di patata per il momento è in vendita soltanto in Svezia e nel Regno Unito, ma ci sono tutti i presupposti affinché la rete di vendita si allarghi notevolmente. Nel frattempo, è possibile acquistarlo online, tramite l’e-commerce Dug e Amazon. Si sceglie fra tre gusti: Original, Barista (indicato soprattutto per i cappuccini, perché permette di ottenere una schiuma soffice e voluminosa) e Unsweetened, cioè senza zucchero. Non si può, però, definire economico: costa fra i 2 e i 4,50 euro circa al litro.