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20 dolci italiani tipici di Natale, regione per regione

di Alessia Dalla Massara

Natale è periodo di dolci: ma quali sono quelli tipici delle tradizioni regionali italiane? Eccone 20, uno per ogni regione.

Paese che vai, usanze e dolci che trovi. Mai come per il Natale questo detto trova il suo pieno compimento: se il minimo comun denominatore dal Nord al Sud è festeggiare all’insegna del buon cibo e della compagnia, c’è da dire che ogni regione ha le specificità in fatto di dolci natalizi. Dal classico Pandoro, ai Mecoulin della Valle d’Aosta passando per gli struffoli napoletani, scopriamo insieme tutti i dolci tipici del Natale, regione per regione.

  1. Panettone, Lombardia. Non ha bisogno di presentazioni, ma forse necessita di qualche approfondimento in più sulla sua origine. Sinonimo del Natale, onnipresente sulle tavole di tutta Italia, in realtà il Panettone risale al IX secolo e deve le sue radici alla città di Milano dove la ricetta tradizionale prevede un rigoroso impasto a base di farina, uova, burro, uvetta e canditi.

  2. Tronchetto di Natale, Piemonte. Per essere precisi le origini del tronchetto di Natale sono da attribuirsi alla ben nota pasticceria francese. Tuttavia, l’influenza con le terre piemontesi non ha tardato ad affermarsi dando vita ad un dolce ampiamente diffuso sotto le feste natalizie. In particolare, leggenda vuole che la caratteristica forma del tronchetto (ricoperto di un delizioso strato di cioccolato) richiami la legna di castagno o quercia che veniva benedetta nel camino durante la notte di Natale.
  3. Mecoulin, Val d’Aosta.
    Una tradizione che risale al Medioevo e che ancora oggi gode di ottime fama tra i palati del Nord Italia, non solo a Natale ma durante tutto l’anno. Tipico della valle di Cogne, il Mecoulin è una sorta di pane dolce a base di latte e con un ripieno di uvetta dall’aspetto e dal sapore molto simili a quelli del pandolce ligure.
  4. Zelten, Trentino Alto Adige. Dal tedesco selten che significa raramente, questo dolce tipico del Trentino Alto Adige ha nel suo nome la sua origine: lo zelten infatti veniva preparato solo in occasione del Natale e utilizzando rigorosamente la frutta secca che si trovava più facilmente in quel periodo dell’anno rispetto alla frutta fresca. L’impasto tradizionale è a base di uova, burro, zucchero, farina, lievito e frutta secca: tuttavia, non mancano versioni diverse da città a città.
  5. Gubana, Friuli Venezia Giulia. Originario della zona delle valli di Natisone, vicino a Udine, questo dolce risale al lontano 1400 e da allora la sua ricetta è sopravvissuta invariata nel corso dei secoli. La Gubana non è altro che una sorta di strudel realizzato con un impasto dolce riccamente farcito da un ripieno a base di biscotti, frutta secca, uvetta e cacao: perfetto per celebrare in modo sontuoso il Natale.
  6. Pandoro, Veneto. Insieme al Panettone, rappresenta il Natale per antonomasia. A differenza del suo compagno di feste, il Pandoro trova le sue origini a Verona nel 1800 quando venne creato per celebrare il primo Natale sotto la signoria della famiglia Scala. Solo dalla fine dell’800 venne però brevettato dal rinomato imprenditore Domenico Melegatti: da lì l’ascesa vertiginosa di uno dei più famosi dolci natalizi.
  7. Pandolce, Liguria. Un pane dolce con uvetta tipico della città di Genova che risale al medioevo ma che solo a partire dagli anni ’50 ha assunto l’aspetto alto e soffice che lo contraddistingue grazie all’aggiunta del lievito. In alcune varianti inoltre non è raro trovare all’interno dell’impasto anche canditi e pinoli.
  8. Panspeziale o Certosino, Emilia Romagna. A base di mandorle, pinoli, cioccolato fondente e frutta candida, questo dolce natalizio è tipico della città di Bologna e inaugura l’inizio delle festività natalizie già a partire da alcune settimane prima per consentire ai sapori di amalgamarsi e intensificare i loro aromi. Le origini, tuttavia, affondano nel Medioevo quando a produrlo erano i farmacisti, detti prima speziali e poi certosini.
  9. Panforte, Toscana. Un dolce ricco, dedicato ai palati di nobili e borghesi che amavano soddisfare le proprie voglie con ingredienti di qualità e costosi per l’epoca come arancia, cedro, melone, mandorle e spezie. Oggi il Panforte popola le vetrine delle storiche pasticcerie senesi, pronto per essere gustato durante le festività natalizie.
  10. Bostrengo, Marche. Conosciuto con il nome di svuotacredenza per il suo carattere semplice, tipico di una cucina povera e autentica, il Bostrengo è un dolce – simile al panforte toscano – a base di frutta secca e candita e cereali come riso, orzo e farro perlati. Non mancano versioni più ricche che prevedono l’aggiunta di rhum, miele e cacao in polvere nell’impasto.
  11. Panpepato, Umbria. Un dolce sostanzioso e ricco di sapore, diffuso in Umbria sotto le festività natalizie ma presente un po’ in tutta Italia: il Panpepato si prepara realizzando un impasto a base di noci, mandorle, nocciole e cioccolato fondente al quale si aggiungono spezie, aromi e frutta secca.
  12. parrozzo Parrozzo, Abruzzo. Una sontuosa cupola coperta di cioccolato che tradizionalmente era conosciuta con il nome di pane rozzo grazie al suo aspetto di simil pagnotta di granturco. Il Parrozzo fu preparato la prima volta negli anni ’20 da un famoso pasticcere di Pescara, Luigi d’Amico, e si narra che la prima persona ad assaggiarlo fu Gabriele d’Annunzio.
  13. Pangiallo, Lazio. Una variante del panpepato umbro altrettanto conosciuta e famosa per il suo caratteristico colore giallo dato dall’aggiunta dello zafferano all’interno dell’impasto. Oggi tuttavia la ricetta prevede la sostituzione di questo ingrediente con fichi secchi, noci, mandorle, nocciole e pinoli.
  14. Struffoli, Campania. Piccole e golose cicche glassate tipiche della cucina napoletana da gustare durante il periodo natalizie. Gli struffoli sono delle palline realizzate con farina, zucchero, uova e strutto cotte al forno o fritte in padella. Non dimenticate di servirle con pezzetti di frutta candita, miele e pezzetti di zucchero.
  15. Caragnoli al miele, Molise. Insieme ai mostaccioli, i Caragnoli sono i dolcetti natalizi tipici del Molise: gustose frittelle a forma di elica preparate con un impasto a base di uova, farina e olio, completate da una golosa copertura di miele.

  16. Calzoncelli, Basilicata.
    Una ricetta che racchiude tutto il meglio degli ingredienti di stagione rappresentando un tripudio di sapori: i Calzoncelli sono dei dolcetti tipici della Basilicata, serviti in occasione del Natale, dall’aspetto molto simile a quelli dei ravioli fritti. Il ripieno accoglie la bontà delle castagne, della pera pericina e delle nocciole.
  17. Cartellate Cartellate, Puglia. Una forma simbolica che in antichità richiamava le fasce che avvolsero Gesù ma anche, la corona di spine della crocefissione. Oggi le Cartellate si presentano come delle girelle di pasta preparate con farina, uovo, zucchero e immerse nel mosto cotto o bagnate con il miele.
  18. Nepitelle, Calabria. Tipici delle province di Catanzaro e Crotone, queste deliziose mezzelune accolgono un goloso ripieno di noci, mandorle, fichi, vin cotto, cioccolato e spezie. La forma particolare richiama l’origine del loro nome che deriva dal latino nepitedum e significa letteralmente la palpebra dell’occhio chiuso.
  19. Seadas, Sardegna. Un dolce che rappresenta un grande classico della pasticceria sarda e che non perde la sua tipicità neanche sotto Natale. Ogni occasione è buona per gustare queste frittelle a base di semola di grano e strutto con un ripieno a base di pecorino sardo fresco e scorza di limone. Immancabile la copertura realizzata con zucchero o miele liquido.
  20. Buccellato, Sicilia. Dal latino tardo bucellatum, il termine sta a significare sbocconcellato, a richiamare la consistenza di questo dolce realizzato da un fragrante impasto di pasta frolla che contrasta con un ripieno cremoso a base di fichi secchi, uva passa, mandorle, scorze d’arancia e altri ingredienti che variano a seconda delle zone in cui viene preparato.