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Cos’è l’alchechengio peruviano?

di Nadine Solano

L’alchechengio peruviano o uciuva è una bacca commestibile molto saporita e ricca di vitamine e nutrienti. Ma come si mangia?

Hai mai sentito parlare dell’alchechengio peruviano, altrimenti detto uciuva? Se la risposta è negativa, urge colmare la lacuna. Perché si tratta di un frutto esotico che merita attenzione, in virtù sia del sapore che delle proprietà nutritive.

L’aspetto e il sapore

L’alchechengio peruviano è il frutto della Physalis peruviana, pianta arbustiva originaria del Sud America ma oggi coltivata in molte altre parti del mondo, fra cui, la California, il Sudafrica, i Caraibi, diversi paesi asiatici. Può crescere bene anche in Europa, tuttavia, al momento si tratta di coltivazioni su piccola scala. D’altra parte, i frutti importati stanno riscuotendo crescente successo; non possiamo dire che trovarli in Italia sia facile, però non è nemmeno un’impresa particolarmente ardua. Le uciuve sono bacche, il diametro misura mediamente un paio di centimetri. Hanno un bel colore giallo-arancio e la buccia liscia. La polpa presenta dei piccoli semi commestibili e ha un sapore agrodolce che per alcuni versi ricorda quello dei pomodori: d’altronde, la famiglia è la stessa, quella delle Solanacee. Si avverte un retrogusto che richiama l’ananas e la vaniglia. Un mix veramente particolare, insomma. Un’altra caratteristica dell’alchechengio peruviano è il calice che l’avvolge, ha la consistenza di un sottile foglio di carta e la forma simile a quella delle lanterne cinesi.

Le proprietà benefiche

L’alchechengio peruviano contiene molte vitamine (in primis A, C, K e B1) e grandi quantità di sali minerali. Si aggiungono physalina, etilcaffeato, acido citrico, carotenoidi e flavonoidi, nonché proteine, grassi e fibre, sia pur in misura contenuta. Tutto questo significa che si tratta di un superfrutto a tutti gli effetti, dotato di proprietà antiossidanti, antibatteriche e antinfiammatorie. È, inoltre, un buon diuretico naturale e aiuta a tenere a bada il colesterolo cattivo.

Come si consuma

Reperibili in autunno e in inverno, queste esotiche bacche sono ottime gustate al naturale e diventano un grande valore aggiunto per le macedonie. Si sposano bene con la pastafrolla, quindi, possono essere utilizzate anche per la farcitura delle crostate. E a quest’ultimo proposito, c’è da dire che la marmellata di alchechengio è davvero da provare (soprattutto spalmata sulle fette biscottate). Lo stesso dicasi per il connubio con il cioccolato fondente: basta farlo sciogliere a bagnomaria, aggiungendo un po’ di panna se lo si ritiene opportuno, e immergere i piccoli frutti. Le papille gustative ringrazieranno. Un’altra dritta? Qualche uciuva per arricchire le insalate. Chi desidera alzare ulteriormente il tiro e ama le sperimentazioni in cucina, si cimenti pure col risotto; il procedimento è quello di sempre, la polpa delle bacche dev’essere prima tritata.