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Periferia Iodata, Fiumicino alla riscossa

di Agrodolce

Periferia Iodata è il nuovo progetto degli chef di Fiumicino e Fregene per riunire le eccellenze del litorale laziale.

Che succede se la periferia – in questo caso piuttosto felice, dotata di un mare pescoso e di un ambiente ricco di risorse, per non parlare dei talenti gastronomici – diventa il centro? È accaduto più volte, negli ultimi anni, che gli indirizzi più interessanti da scoprire e segnalare ricadessero fuori dai centri delle grandi città, aggiungendo nomi di località altrimenti ignote alle mappe degli appassionati del mangiar bene.

Quello di Fiumicino, cittadina del litorale laziale a circa mezz’ora dal Colosseo, è di certo già noto non solo per la presenza dello scalo aeroportuale ma anche per la concentrazione (davvero notevole per i suoi 213 km² di estensione) di ristoranti e locali capaci di far parlare di se e di attirare un bel numero di clienti affezionati da Roma, e non solo. Ci sono gli stellati Pascucci al Porticciolo di Gianfranco Pascucci e Vanessa Melis e Il Tino di Lele Usai, tanto per dire. C’è L’Osteria dell’Orologio di Marco Claroni e Gerarda Fine e ci sono La Baia di Benny Gili e La Scialuppa Da Salvatore di Fabio Di Vilio al Villaggio dei Pescatori di Fregene, propaggine balneare di Fiumicino che d’estate diventa casa per tanti romani. Per non parlare delle strepitose pizze dei Sancho Boys – Andrea ed Emiliano Di Lelio, sempre insieme al padre Franco Sancho – e dei lievitati di Arcangelo Patrizi.

Sono stati proprio Pascucci, Usai, Claroni e Gili ad avere l’idea – che aleggiava già da tempo e che aveva da subito acchiappato il fortunato e indovinato nome-slogan-hashtag di Periferia Iodata, perfetto riassunto di questa landa affacciata sul mare – di unire le forze per mettere appunto al centro questo essere felicemente marginali, facendone valere gli aspetti più virtuosi. Ed essendo gente pratica, abituata a trasformare intuizioni e materie prime in grandi piatti, senza troppi sforzi, hanno chiamato a raccolta altri colleghi – i Di Lelio, Patrizi ma anche Alessandro Capponi di Host, Alessandro Pietrini de La Marina, Marco Fiorucci di Gina al Porto Romano e Luca Pezzetta appena sbarcato a Fiumicino con la sua Pizzeria Clementina, e poi Di Vilio, Andrea Salce de Il Riviera e Maria Cristina Sebastiani (Rosario) da Fregene – per rendere operativa l’idea. È nata così l’associazione senza scopo di lucro Periferia Iodata, che definiscono (calcando sull’aggettivo, e auspicando nuove adesioni ma sempre in linea con gli intenti) un “progetto inclusivo per raccontare e promuovere il territorio e le sue eccellenze, la cultura enogastronomica, la formazione e l’ambiente.

Lo ribadisce il trascinatore Gianfranco Pascucci, che dell’associazione non poteva che essere il presidente: “Periferia Iodata nasce con l’intento primario di voler raccontare e promuovere un territorio, di valorizzare i prodotti della nostra terra, del nostro mare e dei nostri artigiani. Un progetto dal tratto inclusivo che intende accogliere tutti coloro che lavorano con standard di qualità alta, a prescindere dalla tipologia delle attività dei singoli. Vogliamo aggiungere che siamo supportati anche da Ambasciatori del Gusto e da Fare Rete, che insieme contano quasi 100mila esercenti in tutta Italia”.

L’idea è che tutti insieme si riesca a fare quello che da soli è decisamente più difficile, se non impossibile. Un primo esempio? Per la serata di gala che ha accompagnato la presentazione ufficiale dell’Associazione, brindando con il Kius di Marco Carpineti, si sono aperte le porte del Castello San Giorgio a Maccarese, un gioiello misconosciuto oggi parte della tenuta della Maccarese Spa (azienda agricola di proprietà del Gruppo Benetton che alleva bovini e coltiva cereali, foraggi e ora anche mandorli) dove perfino molti degli chef fiumicinesi non avevano mai messo piede.

C’erano tutti i soggetti chiamati a supportare la causa, alla cena che ha visto sfilare alcuni piatti strepitosi – come la Norcineria di mare di Claroni, i Calamari arrostiti con carote fermentate e pecorino di Pascucci o la rivisitazione di broccoli e arzilla di Usai – preceduti da assaggi finger food, pizze incluse. Oltre alla stampa arrivata da tutta Italia c’erano il giovane vice-sindaco di Fiumicino Ezio Di Genesio Pagliuca, l’assessora alle Attività Produttive Erica Antonelli (con cui si sta lavorando all’inserimento di alcune ricette tipiche nella De.Co. Fiumicino), il direttore della Maccarese Spa Claudio Destro (che si è sbilanciato promettendo un grande evento estivo al Castello), i rappresentanti del WWF (e della vicina Oasi di Macchiagrande, bellissima e inesauribile fonte di spunti gastronomici e aromatici per Pascucci, che del Progetto Oasi è diventato testimonial) e quelli dell’Asta del Pesce di Fiumicino da cui arriva gran parte del pescato lavorato dai soci, da coinvolgere nel progetto di riduzione dell’uso del polistirolo a favore di alternative più sostenibili. Tutti chiamati a fare la propria parte come la faranno i soci – a cominciare dalle attività di formazione verso i giovani, riguardo sia la sala sia la cucina – per far splendere sempre di più questa Periferia Iodata.