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Ha aperto una hamburgeria di pesce al Pigneto

di Pamela Panebianco

Ha aperto a Roma, nel quartiere Pigneto, una hamburgeria di pesce: noi ci siamo stati ed ecco come si mangia al The Factory Fish.

Nel mese di novembre 2021 ha aperto al Pigneto, quartiere nel cuore di Roma (sembra anche superfluo specificarlo), una hamburgeria di pesce: The Factory Fish. Precisamente in Via Luigi Filippo de Magistris, 66 a pochi passi dall’area pedonale. 50 posti a sedere e un menu denso di proposte da far venire l’acquolina anche a chi non è propriamente un frequentatore di hamburgerie e pub. Ci siamo affrettati a visitarlo, non tanto per una smania di protagonismo nel raccontare le nuove aperture capitoline, quanto più per dare la giusta attenzione a un progetto sensato che dà a una materia preziosa come il pesce una lettura decisamente pop. Offerta che in questo quartiere mancava. Poi abbiamo fatto decantare un po’ le sensazioni per dare un racconto quanto più limpido dell’esperienza.

Ai lettori più assidui del nostro giornale non sarà sfuggito che l’indirizzo era già stato protagonista di un articolo simile non più di un anno e mezzo fa, quando, appena prima del primo lock down, qui era stato inaugurato un locale diametralmente opposto a questo pub di mare, nella fattispecie inaugurava un bistrot di terra (The Ground). Avventura questa che, purtroppo, non per demeriti di proprietà e cucina, non è sopravvissuta alle incertezze della pandemia. Ma venendo a ben più liete novelle. Il progetto è quello di dare al The Factory al numero 21 di Piazza dei Condottieri un gemello diverso. Quello una hamburgeria di terra, questa una densa proposta di pesce. A presentarci il locale Simone Rosati, che con Loris Tinca e Davide Controni si è lanciato in questa nuova avventura. Venendo al locale.

L’ambiente, dai colori marini, ha quel calore tipico dei pub di quartiere, senza però risultare ingombro di suppellettili. Un po’ industriale, con accenni di pelle e ferro. L’arredo è ha una l’allure marinaresca che hanno gli indirizzi vocati al pescato nelle cittadine del Mediterraneo settentrionale. Il servizio è giovane e sorridente (e lo capisci anche se a separarci ci sono ancora le mascherine). Sulla parete al centro della sala è riportata una tap list piuttosto fornita. 6 spine che cambiano man mano che si raggiunge il fondo del fusto. Anche se non manca una lista dei vini minima che però accontenta gli avventori più esigenti.

Il menu è ampio per adattarsi alle voglie di chi, venuto qui per un aperitivo tra amiche o per una cena in famiglia, voglia o stuzzicare qualcosa, o cenare pur rimanendo leggero, o placare una discreta fame con un panino farcitissimo. In cucina Chef Dany Amaya ha un passato come sushi man e la scuola nipponica si sente tutta. I crudi hanno una freschezza e un sapore limpidi e schietti, le cotture alla piastra sono millimetriche, le farce dei fish burger seppur golose non risultano ridondanti.

Partite con uno Spiedone grigliato di gamberoni e calamari, o la classica Frittura di moscardini e calamari e le Polpette di tonno. Altrimenti optate per le tartare. Il pesce è freschissimo e si sente. Se siete amanti della cucina del Sol Levante proseguite con una Poke bowl oppure lanciatevi su un panino.

L’Ursula Burger ha tentacoli di polpo cotto a bassa temperatura, caciotta ciociara, crema di zucca al rosmarino e insalata di cavolo, finocchi e taggische. Nel complesso risulta freschissimo e piacevole morso dopo morso. Il Cod Burger ha come ingrediente principale il baccalà panato alle erbe aromatiche fritto e si completa con cetriolini, insalata, cheddar e peperoni grigliati. Non mancano poi panini farciti con burger di tonno o salmone (tra i 14 e i 18 €). Accompagnati da patatine fritte sfamano anche i più insaziabili. I dolci sono fatti in casa e il conto è leggero.